Se poi si volesse far credere che sono state le donne a fare il risorgimento....
Beh... Ad un tentativo di revisione storica tanto sciocco, non potrei che rispondere che in modo volgare ma esplicito:
" l'unico sangue versato dalle donne durante il risorgimento, è stato quello mestruale".
Cordialità.
A scuola abbiamo studiato la versione della storiografia ufficiale.
Tutto sommato, però, pur confermando gli assiomi:
- le guerre si fanno per rubare qualcosa a qualcuno;
- le guerre si fanno per rimettere in circolazione il denaro quando le opere pubbliche (inutili per definizione: ponti, tav, ecc.) non hanno sortito l'effetto atteso;
- le guerre sono combattute dai poveri, nell'esclusivo interesse dei ricchi;
Quindi, lontani da ogni posizione incline alla retorica della guerra e alla retorica risorgimentale, non possiamo fare a meno di notare che unire è sempre meglio che dividere.
E questo fa dell'impresa risorgimentale, il male minore.
Siamo certi che questo sito femminista, incline al revisionismo storico, allude all'opera di leggittimazione di quel fenomeno che per anni si è identificato col brigantaggio.
Il brigantaggio però non può essere leggittimato, perché non somiglia per niente alla Resistenza degli anni 43-45.
Innanzitutto perché se di resistenza si volesse per forza parlare, bisogna ben tenere in mente che si tratterebbe di una resistenza borghese, ossia da parte di una componente privilegiata che rimpiangeva i privilegi perduti. Che poi abbiano fatto parte di queste bande anche dei cafoni, è solo perché, come in ogni guerra, l'essere umano è sempre manipolabile.
Quando A ha preso il posto di B, ci sono sempre stati, nel corso della storia, i sostenitori di A che tentavano di riconquistare i privilegi perduti: con Napoleone, c'erano bande di nostalgici sabaudi, e con la caduta di napoleone, sono comparsi anche i nostalgici di napoleone... Insomma... per dirla con luoghi comuni (tanto cari a voi femministi) non solo ogni mondo è paese ma... la storia si ripete,
Alle bande dei briganti viene a mancare l'unità di intenti militari che invece caratterizzo la Resistenza.
Esse operarono senza una strategia unificata e senza un'organizzazione gerarchica militare.
Anzi... spesso erano in contrasto tra loro...
La pulsione femminista che porta a revisionare e reinventare la storia, spinge a dimenticare e offendere fatti storici che precedono o accompagnano il brigantaggio:
- 1817.
Primo moto carbonaro della penisola italiana nello Stato pontificio a Macerata;
- 1820.
Insurrezione dei carbonari di Napoli capeggiata da G. Pepe
Ferdinando si vede costretto a concedere la Costituzione
Insurrezione di Palermo
- 1841
Moti antiborbonici a L'aquila;
- 1844.
Moti mazziniani a Cosenza: fallisce il tentativo insurrezionale dei Fratelli Bandiera;
- 1848.
Insurrezione di Palermo (repressa dai Borboni); Insurrezione di Napoli;
Insomma, c'è un po' troppa roba per mettersi a raccontare che l'Unità Italiana è stata completamente subita dal sud.
Che poi l'Italia, una volta unita, non abbia più funzionato come invece funzionava il Piemonte, e dal punto di vista militare che economico, è tuttotutto un'altro discorso.
Re: A scuola ti hanno fatto studiare le diverse versioni ...
Re: A scuola ti hanno fatto studiare le diverse versioni ...
A scuola abbiamo studiato la versione della storiografia ufficiale.
Tutto sommato, però, pur confermando gli assiomi:
- le guerre si fanno per rubare qualcosa a qualcuno;
- le guerre si fanno per rimettere in circolazione il denaro quando le opere pubbliche (inutili per definizione: ponti, tav, ecc.) non hanno sortito l'effetto atteso;
- le guerre sono combattute dai poveri, nell'esclusivo interesse dei ricchi;
Quindi, lontani da ogni posizione incline alla retorica della guerra e alla retorica risorgimentale, non possiamo fare a meno di notare che unire è sempre meglio che dividere.
E questo fa dell'impresa risorgimentale, il male minore.
Siamo certi che questo sito femminista, incline al revisionismo storico, allude all'opera di leggittimazione di quel fenomeno che per anni si è identificato col brigantaggio.
Il brigantaggio però non può essere leggittimato, perché non somiglia per niente alla Resistenza degli anni 43-45.
Innanzitutto perché se di resistenza si volesse per forza parlare, bisogna ben tenere in mente che si tratterebbe di una resistenza borghese, ossia da parte di una componente privilegiata che rimpiangeva i privilegi perduti. Che poi abbiano fatto parte di queste bande anche dei cafoni, è solo perché, come in ogni guerra, l'essere umano è sempre manipolabile.
Quando A ha preso il posto di B, ci sono sempre stati, nel corso della storia, i sostenitori di A che tentavano di riconquistare i privilegi perduti: con Napoleone, c'erano bande di nostalgici sabaudi, e con la caduta di napoleone, sono comparsi anche i nostalgici di napoleone... Insomma... per dirla con luoghi comuni (tanto cari a voi femministi) non solo ogni mondo è paese ma... la storia si ripete,
Alle bande dei briganti viene a mancare l'unità di intenti militari che invece caratterizzo la Resistenza.
Esse operarono senza una strategia unificata e senza un'organizzazione gerarchica militare.
Anzi... spesso erano in contrasto tra loro...
La pulsione femminista che porta a revisionare e reinventare la storia, spinge a dimenticare e offendere fatti storici che precedono o accompagnano il brigantaggio:
- 1817.
Primo moto carbonaro della penisola italiana nello Stato pontificio a Macerata;
- 1820.
Insurrezione dei carbonari di Napoli capeggiata da G. Pepe
Ferdinando si vede costretto a concedere la Costituzione
Insurrezione di Palermo
- 1841
Moti antiborbonici a L'aquila;
- 1844.
Moti mazziniani a Cosenza: fallisce il tentativo insurrezionale dei Fratelli Bandiera;
- 1848.
Insurrezione di Palermo (repressa dai Borboni); Insurrezione di Napoli;
Insomma, c'è un po' troppa roba per mettersi a raccontare che l'Unità Italiana è stata completamente subita dal sud.
Che poi l'Italia, una volta unita, non abbia più funzionato come invece funzionava il Piemonte, e dal punto di vista militare che economico, è tuttotutto un'altro discorso.