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Uomo maltratta la moglie per tre anni, assolto, lei ha carattere forte

Con la sentenza n.25138/2010 la Corte di Cassazione ha revocato la condanna ad otto mesi di un marito che per tre anni aveva maltrattato la moglie anche con percosse.

Si resta in attesa della lettura del testo della sentenza integrale

 

Forum analisi delle motivazioni della sentenza di Cassazione n.25138 del luglio 2010

 

Aggiornamento 30/07/2010

 

Testo della sentenza n.25138/2010

 

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE VI PENALE

Sentenza 12 marzo - 2 luglio 2010, n. 25138

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Milano confermava la sentenza in data 20 settembre 2005 del Tribunale di Sondrio, appellata da F.S., condannato, con le attenuanti generiche, alla pena condizionalmente sospesa di mesi otto di reclusione, in quanto responsabile del reato di cui all'art. (Ndr: testo originale non comprensibile) c.p., per avere, con continue ingiurie, minacce e percosse, maltrattato la moglie B.R. (in ****).

Osservava la Corte di appello che la responsabilità dell'imputato doveva ritenersi provata sulla base delle sia pure parziali ammissioni dell'imputato nonchè di testimonianze di medici o conoscenti e di certificati medici, da cui si ricava una condotta abituale di sopraffazioni, violenze e offese umilianti, lesive della integrità fisica e morale della B., poste in essere dal F..

Ricorre per cassazione l'imputato, a mezzo del difensore avv. Claudio Rea, il quale denuncia, con un unico motivo, il vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'elemento dell'abitualità della condotta di sopraffazione, evidenziando che uno degli episodi denunciati (un finto auto-accoltellamento) e dato atto della circostanza che la B., per ammissione della stessa di carattere forte, non fosse intimorita dalla condotta del marito; con ciò scambiando per sopraffazione esercitata dall'imputato un clima di tensione fra i coniugi, nell'ambito del quale i vari episodi andavano collocati e interpretati conformemente, del resto, alle dichiarazioni di vari testimoni (in particolare, Dott. C.e.D. B.).

Il ricorso appare fondato.

Come è ampiamente noto, perchè sussista il reato di maltrattamenti in famiglia occorre che sia accertata una condotta (consistente in aggressioni fisiche e vessazioni o manifestazioni di disprezzo) abitualmente lesiva della integrità fisica e del patrimonio morale della persona offesa, che, a causa di ciò, versa in una condizione di sofferenza.

Nella specie i giudici di merito hanno ritenuto provati "uno stato di tensione" tra i coniugi e uno "stato di sofferenza" della B., ritenuti significativi di una condotta abituale e sopraffazione da parte del F..

Tale affermazione, tuttavia, non poggia su elementi idonei a rappresentare un'abitualità della condotta vessatoria dell'imputato.

I fatti incriminati sono solo genericamente richiamati nella sentenza impugnata, e, stando al tenore della imputazione, appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell'arco di circa tre anni, per i quali è intervenuto remissione della querela, che non rendono di per sè integrato il connotato di abiutalità della condotta di sopraffazione richiesta per l'integrazione della fattispecie in esame; tanto più che, come puntualizzato dalla Corte di appello, la condizione psicologica della B., per nulla "intimorita" dal comportamento del marito, era solo quella di una persona "scossa...esasperata...molto carica emotivamente".

Anche sul piano soggettivo, non risulta offerta dai giudici di merito alcuna indicazione che deponga per la sussistenza, in capo all'imputato, di una volontà sopraffattrice idonea ad abbracciare le diverse azioni e a ricollegare ad unità i vari (limitati episodi di aggressione alla sfera morale e fisica del soggetto passivo.

Stanti tali evidenti carenze probatorie, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio, perchè il fatto non sussiste.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non sussiste.

Cosa significa la frase "come è ampiamente noto" scritta nella sentenza della Corte di Cassazione? significa forse che non esiste una legge che lo stabilisce?
In caso di risposta affermativa all'ultima domanda, chi sono i soggetti che hanno tali poteri da creare il requisito vago e obbligatorio di abitualità per i maltrattamenti in famiglia?

Codice Penale

Capo IV: DEI DELITTI CONTRO L’ASSISTENZA FAMILIARE
[...]
Art. 572 Maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona sottoposta alla sua autorita’, o a lui affidata per ragione di educazione, istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una professione o di un’arte, e’ punito con la reclusione da uno a cinque anni.

Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a venti anni.

Dove è scritto che il maltrattamento deve essere abituale?

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Ritratto di manuela
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lascia perdere. non iniziare

lascia perdere. non iniziare cause, non so cosa riguardano, ma non iniziarle. C'è qualcosa di troppo forte sopra le nostre teste, è una battaglia persa.

 
Ritratto di Ariaora
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derubati della speranza in un mondo migliore

Esistono tanti modi di contrastare la condizione di cui parli. Anche se le singole battaglie terminano a tuo danno e non hai più possibilità economiche di condurle. La tua esperienza pratica può essere fonte di conoscenza della realtà pratica che si discosta spesso dalla teoria.
La prima cosa che viene istintivo fare quando si subisce una violenza o un'ingiustizia, e si comprende che tutto è contro la vittima, è ritirarsi in un angolino, altre persone invece si adeguano al sistema e cercano modi altrettanto ingiusti. Così il mondo degrada in un vortice di ingiustizie, abusi, prevaricazioni e privilegi. Mentre le persone che non si vogliono adeguare si allontanano, si ritirano, non partecipano.

Fin da bambini si è formati in modo da farti capire che il mondo non si può cambiare e che i più "forti" vinceranno sempre. Ti fanno assimilare e accettare come dato di fatto che i diritti e la parità tra individui sono teorici, sulla carta, ma nella pratica ogni giorno ti fanno vedere che i diritti sono calpestati e vince il più "armato", il più protetto, chi ha gli amici più potenti.

Si accetta così l'idea che il mondo non può essere cambiato, ma questo è falso, il mondo si potrebbe cambiare, ma il cambiamento nasce se gli individui cambiano e se riprendono in mano la speranza di cui sono stati derubati fin da bambini.

 
Ritratto di Ariaora
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Certo, mulini a vento,

Certo, mulini a vento, battaglie perse senza nessuna possibilità di difesa, speranze rubate, appunto.
Ad una canzone ti rispondo con un'altra canzone: ci sono anche i venti del nord, "posso udirli dal mio nascondiglio attraverso un sottile spiraglio"
http://www.youtube.com/watch?v=XNWuKXipgdQ

 
Ritratto di manuela
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dipende

sei una donna? non hai conoscenze, agganci?
allora è un casino, lascia perdere.

"L’emittente TV2000 riferisce del caso di una madre a cui il Tribunale dei minori di Venezia ha tolto il figlio di dodici anni perchè i periti hanno ritenuto di aver accertato l’esistenza di una Sindrome da Alienazione Genitoriale
Il Corriere della Sera riferisce di una sentenza della Corte di Appello di Roma. Il padre davanti alla Corte ha lamentato la mancanza di un rapporto con i figli e allora è stata disposta una consulenza psicologica che si è conclusa con la richiesta di affidare i bambini a una casa famiglia.
A Treviso una bimba è stata tolta alla madre. Il PM ha ritenuto che lei avesse usato la falsa denuncia per abusi per allontanare il marito dalla figlia"

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/07/25/la-guerra-contro-le-...

"Risulta a chi da anni si occupa di violenza contro le donne e di maltrattamenti familiari alquanto paradossale che, proprio quando chi subisce da tempo angherie di vario genere riesce a trovare risorse, energie e strategie, anche giudiziarie, per uscire dal cerchio della violenza familiare, lo strumento normativo si presti ad essere ostacolo di questo processo"

http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/10/13/affidamento-una-nuov...

 
Ritratto di manuela
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Non serve che "sia scritto".

Non serve che "sia scritto". Lo decidono i giudici e basta, possono sostenerlo. Possono anche sostenere che è "ampiamente noto", sei tu che devi in appello dimostrare il contrario (a spese tue). Possono dire che non ci sono prove sufficienti anche se porti tremila prove tutte che dimostrano la stessa cosa. Possono anche prendere per buono tutto ciò che dice una parte, e non considerare tutto ciò che dice l'altra parte. POSSONO.Se non sei d'accordo, siccome siamo in uno Stato democratico, ti danno un diritto fantastico: ricorri in appello, che ti costa il triplo di una causa di primo grado.
Non è fascismo? allora cos'è? E' il Grande Fratello, Orwell, 1984. Devi adeguarti a cuor sereno e non pensante, altrimenti muori dentro in silenzio o combatti invano.

 
Ritratto di Ariaora
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Cassazione ultimo grado di giudizio

Il problema di cui parli - sembra proprio che nella pratica la giustizia fondi  l'accesso ai gradi di giudizio sul possesso di denaro - è in effetti un grave ostacolo per l'attuazione del diritto alle pari opportunità (articolo tre della Costituzione della Repubblica Italiana). La sentenza presa in esame nel post è formulata dalla suprema corte di cassazione, ultimo grado del giudizio, si tratta di una sentenza emessa da un gruppo di individui che svolgono la funzione di giudici supremi. Dopo, non ci sono altri gradi di giudizio, la sentenza è definitiva. A maggior ragione fa un certo effetto leggere nella sentenza la frase "come è ampiamente noto".

 
Ritratto di manuela
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Bè puoi sempre chiedere se ti

Bè puoi sempre chiedere se ti autorizzano ad utilizzare il gratuito patrocinio ma devi avere un reddito IMPONIBILE (AL LORDO DELLE TASSE) di circa 10.600 euro annui......quindi uno che ha uno stipendio di mille euro al mese si attacca al c..zo e subisce zitto.
HA RAGIONE BERLUSCONI al 100%, al di là delle sue vicende personali: I giudici hanno troppo potere, possono emettere sentenze senza nemmeno analizzare le prove presentate da una delle parti, possono dare enorme rilievo a un dettaglio e tralasciare tutto il resto che va contro quel dettaglio. Possono emettere sentenze GIURIDICAMENTE ERRATE, e poi fai ricorso in appello se vuoi, altrimenti arrangiati.
I giudici possono anche NON LEGGERE tutto quello che gli viene presentato, tanto chi li controlla? loro possono emettere la sentenza come decidono.
La verifica sulla correttezza della sentenza E' A PAGAMENTO, e un ricorso in appello per una banale causa può costare anche 10.000 euro.
Il potere è sempre stato da una sola parte, non certo quella più debole.

 
Ritratto di Ariaora
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ammissibilità delle prove e potere assoluto dei giudici?

Giorni fa ho chiesto informazioni riguardo la possibilità pratica di produrre prove audio registrate in sede di controversia processuale. Mi è stato riferito che dipende tutto dal giudice che capita, il solo che può decidere se prendere o no in considerazione le registrazioni. Inoltre, pare che i costi per le consulenze peritali CTU per verificare le voci siano proibitivi... e si ritorna al punto di disparità reale che fa nascere molti interrogativi sul detto "la legge è uguale per tutti"

 
 

 

 

 

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Certo, mulini a vento, battaglie perse senza nessuna possibilità di difesa, speranze rubate, appunto. Ad una canzone ti rispondo con un'altra canzone...

ariaora
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http://www.youtube.com/watch?v=R25tCPYi6Uw

manuela
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lascia perdere. non iniziare cause, non so cosa riguardano, ma non iniziarle. C'è qualcosa di troppo forte sopra le nostre teste, è una battaglia...

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