da matrix80 » 18/11/2009, 19:59
NICHEL SOLFATO
Formula: NiSO4.6H2O
La dieta per allergia al nichel
Tra le sostanze presenti come residui negli alimenti o presenti in minima quantità , il nichel è attualmente quella che evidenzia maggior rischio di provocare allergia.
L'allergia al nichel (nichel solfato) è più da contatto che alimentare, anche se l'aspetto alimentare non va trascurato per lo scatenamento o l'aggravamento della sintomatologia.
É sempre necessario utilizzare per la cottura dei cibi solo pentole di alluminio, vetro, o teflon, escludendo l'acciaio.
ALIMENTI
La possibilità che i sali di nichel siano introdotti con l'alimentazione è un problema rilevante. Recenti lavori scientifici hanno evidenziato con precisione che la sintomatologia tipica dell'allergia al solfato di nichel, ritenuta prima solo da contatto, è dovuta in realtà anche all'introduzione alimentare di sostanze che lo contengano.
Alimenti proibiti:
• Cibi in scatola, aringhe, ostriche, fagioli, asparagi, cipolle, spinaci, pomodori, funghi, granturco, farina di grano intero, pere sia fresche che cotte, rabarbaro, the, cacao, cioccolato, lievito in polvere, noccioline, kiwi.
• Uva passa, prugne (segnalazione clinica ripetuta, Dott. Alberto Bollo, centro DRIA, Genova)
• Avena (risulta uno dei cereali che ne contiene in misura maggiore)
• Lenticchie: sono le leguminose con il massimo contenuto di nichel. I fagioli e i piselli (in ordine decrescente) ne contengono meno. (Di solito non togliamo questi ultimi dalla dieta a meno che non siano segnalate reazioni individuali.)
• Mais, cipolla: per cipolla e mais, è da escludere l'uso abbondante, mentre la quantità di cipolla necessaria per un soffritto, i pochi chicchi di mais che possono dar colore a un'insalata o una manciata di cornflakes di tanto in tanto nel latte della prima colazione sono ammessi dalla dieta. Una polenta, una zuppa di cipolle, mezzo sacchetto di cornflakes o di pop corn vanno ovviamente considerati come ‘uso abbondante' di questi alimenti
• Margarine e grassi vegetali (idrogenati o non): alla loro preparazione concorrono diversi oli, e molto spesso quelli di mais, di soia e di arachide. Vengono usati a livello industriale soprattutto come ‘amalgamanti', e la loro presenza nell'alimentazione comune è veramente ragguardevole.
• Esempi comuni di prodotti che contengono nichel e che vanno quindi eliminati o ruotati nella dieta sono tutti i prodotti in sacchetto (crackers, biscotti, grissini, patatine fritte, arachidi e noccioline tostate), i pani speciali (come quelli conditi, all'olio, numerosi pani integrali, le fette da toast, le focacce, i crostini), cioccolato, gelati, caramelle, tutta la pasticceria e la biscotteria industriale (merendine, biscotti, brioche, pasticcini e tutti gli snack), i dadi da brodo (anche quelli solo vegetali), alcune marmellate, il fast food, i cibi fritti, la frutta secca e i semi oleosi.
• Fra gli alimenti di origine animale il maggior contenente di Nichel è l'uovo di gallina 0,3 mg/kg.
Alimenti consentiti in piccola quantità :
Cavolfiore, cavolo, cetrioli, riso brillato, farina 00, frutta fresca (eccetto le pere), marmellata (purché fatta in casa e cotta in pentole di alluminio), caffè, olio di oliva.
Alimenti consentiti:
Tutte le carni, pesce (eccetto le aringhe e ostriche), latte e derivati (burro, formaggi, yogurt), una patata di media grandezza al giorno.
Note.
• E' da tener presente, infine, che il metallo si può liberare, durante i processi di cottura, dai recipienti metallici utilizzati, soprattutto in presenza di sostanze acide (per es: l'acido ossalico contenuto nei pomodori).
• Per quanto riguarda l'eventuale presenza di solfato di nichel nell'acqua di acquedotto per uso alimentare, le indicazioni sulla sua eventuale restrizione (rarissima e limitata a casi di estrema gravità ), che comporta l'uso di acqua minerale anche per la preparazione e la cottura di cibi, dovranno essere seguite solo su specifica indicazione del medico.
L'assunzione di nichel coi cibi può essere in grado (è dimostrato) di condizionare l'andamento delle lesioni da contatto (determinandone, ad esempio, improvvise e apparentemente incomprensibili riacutizzazione) e di provocare inoltre reazioni diffuse più particolarmente marcate a livello intestinale dove il nichel, assunto per via alimentare, può nel tempo ingenerare vere e proprie reazioni infiammatorie croniche con conseguenti nausea, “bruciori di stomacoâ€, meteorismo, dolori addominali, diarrea o stitichezza.
Nei pazienti con manifestazioni cutanee diffuse si ottiene certamente un buon controllo della sintomatologia utilizzando un regime alimentare privo di cibi contenenti nichel.
Ecco un elenco di alcuni alimenti contenenti nichel di cui si conosce la quantità di Nichel contenuta:
• Cacao 10 mg/kg
• Liquirizia 4,4 mg/kg
• Noccioline 2,9 mg/kg
• Lenticchie 1,9 mg/kg
• Nocciole 1,5 mg/kg
• Fagioli 1,4 mg/kg
• Ostriche 0,6 mg/kg
• Farina di Mais 0,40 mg /kg
• Asparagi 0,40 mg/kg
• Lattuga 0,30 mg/kg
• Piselli 0,30 mg/kg
• Margarina 0,20-4,00 mg/kg
• Farina di grano 0,20 mg/kg
• Spinaci 0,20 mg/kg
• Pere 0,10 mg/kg
• Carote 0,10 mg/kg
• Uva 0,10 mg/kg
• Pomodori 0,09 mg/kg
• Carote 0,04 mg/kg
• The 0,03-7,30 mg/kg
• Cavoli 0,03-1,00 mg/kg
• Broccoli 0,03 mg/kg
• Funghi 0,02 mg/kg
• Vino 0,01 mg/kg
Per quanto riguarda il possibile contatto diretto con il solfato di nichel, gli oggetti e le sostanze che lo possono contenere e che quindi rappresentano un rischio sono le seguenti:
• Oggetti di metallo e leghe: bigiotteria, occhiali, orologi, bottoni metallici, chiusure lampo, fermagli di biancheria intima, chiavi, accendini, targhette di identificazione, manici di ombrelli, maniglie delle porte, monete, oggetti cromati...
• Utensili di uso domestico e professionale: utensili da cucina, lavelli metallici, aghi, forbici, ditali, fermacarte, sedie di metallo, aghi per elettro depilazione, agopuntura, mesoterapia...
• Detersivi, molti cosmetici e tinture per capelli
• Oro bianco, argento e amalgama: per esempio alcune sostanze usate per lavori odontoiatrici.
• Inchiostri e liquidi per fotocopiatrici
• Colori per vetro e ceramiche, coloranti per cuoio e pelli: quindi anche i capi colorati in pelle o cuoio, le stoviglie di terracotta e di porcellana.
• Coloranti per tessuti e carta da parati, tinture per capelli: anche i liquidi per le permanenti, pur non contenendo nichel, possono provocarne il rilascio da oggetti metallici quali fermagli e bigodini.
• Protesi: comprese in alcuni casi le protesi dentali, oltre a quelle ortopediche e alle valvole cardiache. Sono possibili sensibilizzazioni al nichel dovute alla lavorazione di batterie alcaline, di oggetti di ottone e zinco lucidati in nero, ceramiche, materiale elettrico, smalto (verde: ossido di nichel), additivi per carburanti, insetticidi, reagenti e catalizzatori per materiale plastico, leghe e rivestimenti di nichel, nuclei magnetici, indurenti dei grassi, placcature mediante bagno galvanico o con ottone. Le soluzioni industriali contenenti nichel penetrano i comuni guanti di gomma ed è quindi consigliato l'uso di guanti pesanti di vinile da lavoro.
Soluzioni:
Gli utensili di metallo possono essere sostituiti con oggetti analoghi in plastica, vetro o acciaio inox. Anche le pentole smaltate e quelle di teflon possono essere usate liberamente (peraltro vale la pena di ricordare che la reattività alimentare ‘alla brioche' è più intensa in genere rispetto a quella legata agli utensili di metallo).
Riguardo alla dieta, una buona alternativa ai prodotti industriali sono i cibi preparati in casa. Inoltre si darà la preferenza al pane comune. Al posto del dado da brodo, si può fare un maggiore uso di erbe aromatiche per insaporire le pietanze o di vero brodo di pollo o di carne.
Il nichel, inoltre, è presente nelle scatole metalliche contenenti alimenti i quali vengono, così, contaminati.
L'assunzione giornaliera di nichel varia da Paese a Paese in relazione alla concentrazione del metallo nel sottosuolo e nell'acqua potabile e con le abitudini alimentari; negli USA è di circa 300-600 microgrammi al giorno, mentre in Europa è di circa 200 microgrammi al giorno.