vnd ha scritto:L’atteggiamento del datore di lavoro che, prima di licenziare, si è preoccupato di discriminare le famiglie che percepissero un secondo reddito mi sembra, una volta tanto, molto saggio.
Sarebbe interessante andare a verificare se gli uomini non-licenziati hanno una moglie che lavora.
Chi lo ha stabilito che ad essere "secondo" è il reddito della donna?
Immagino anche che quindi tutte le donne separate e/o singole non siano licenziate?
Il fatto che siano state colpite dal provvedimento soltanto le donne è occasionale.
in che senso è occasionale? e perchè le dipendenti donne erano la maggioranza? 18 a 12?
Molto meno corrette, invece, le affermazioni dell’assessore provinciale alle IMPari Opportunità , «Le donne, e in particolar modo le donne lavoratrici, rappresentano un valore aggiunto per la nostra economia».Lavoro ormai da tanti anni, e continuo a domandarmi quale sia questo valore aggiunto. Se ne parla sempre ma nessuno si preoccupa mai di scendere nei dettagli.
Non ho sentito questa dichiarazione, ma nel riferire la notizia che ho sentito da un TG, non ricordo quale, sostenevano che le donne mostrano in media competenza anche superiore agli uomini, (non ricordo le parole precise, ne conosco la fonte del dato che non è stata citata dal TG, mi pare).
Sempre a detta dell’assessore, le signore percepiranno un sussidio, a spese della collettività . Quello sì, previsto soltanto per le donne.
Se non ci fosse discriminazione non ci sarebbe bisogno di sussidi.
Tu vnd sei davvero incredibile! scrivi ovunque che le donne devono lavorare, però poi non difendi il diritto all'equità nel mondo del lavoro.