Leggendo la sentenza sembra di capire che il maltrattamento in famiglia sussista e sia perseguibile esclusivamente nel caso in cui sia
abituale.
Per quale motivo la Corte d'Appello aveva condannato l'uomo che ha maltrattato la moglie (con anche parziali ammissioni dell'imputato) più volte - non è specificato quante - e la Corte di Cassazione ha invece ribaltato la sentenza dichiarando che non c'è abitualità e quindi non c'è reato?
Ma cosa significa "
abituale"?
il maltrattamento deve verificarsi una volta al giorno? una volta la settimana? una volta al mese?
Il marito è autorizzato a picchiare la moglie 2 o 3 volte l'anno?
Quante volte il marito può maltrattare la moglie nel corso di tre anni senza incorrere nel reato di maltrattamento in famiglia?
Questo è l'articolo che riguarda il maltrattamento in famiglia:
Codice Penale
Capo IV: DEI DELITTI CONTRO L’ASSISTENZA FAMILIARE
[...]
Art. 572 Maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli
Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una
persona della famiglia, o un minore degli anni quattordici, o una persona
sottoposta alla sua autorita’, o a lui affidata per ragione di educazione,
istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una
professione o di un’arte, e’ punito con la reclusione da uno a cinque
anni.
Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione
da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione
da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a
venti anni.
Dove è scritto che il maltrattamento deve essere abituale?
Cosa significa la frase
"come è ampiamente noto" scritta nella sentenza della Corte di Cassazione? significa forse che non esiste una legge che lo stabilisce?
In caso di risposta affermativa all'ultima domanda, chi sono i soggetti che hanno tali poteri da creare il requisito vago e obbligatorio di abitualità per i maltrattamenti in famiglia?