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25138 mariti, le mogli che hanno un carattere ''forte''? potete maltrattarle - sentenza cassazione

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso.

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25138 mariti, le mogli che hanno un carattere ''forte''? potete maltrattarle - sentenza cassazione

UNREAD_POSTda DP » 02/07/2010, 21:33

Con la sentenza n.25138/2010 la Corte di Cassazione ha revocato la condanna ad otto mesi di un marito che per tre anni aveva maltrattato la moglie anche con percosse.
Come può accadere, tecnicamente, che sia concessa una simile assoluzione piena?
Articoli e sentenza integrale di seguito (se trovata)
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Re: 25138 mariti, le mogli che hanno un carattere ''forte''? potete maltrattarle - sentenza cassazione

UNREAD_POSTda DP » 02/07/2010, 21:36

ROMA - Avere un carattere forte e non lasciarsi intimorire dall'atteggiamento violento del marito potrebbe costare, alle mogli vittime di maltrattamenti, l'assoluzione del consorte. La Cassazione, infatti, ha annullato la condanna a 8 mesi di reclusione nei confronti di un marito accusato di aver maltrattato la moglie per tre anni. Dinanzi alla Suprema Corte l'uomo ha sostenuto con successo che non si trattava di maltrattamenti in quanto la moglie "non era per nulla intimorita" dal comportamento del coniuge, ma solo "scossa, esasperata, molto carica emotivamente". Una sentenza che, secondo il ministro per le Pari Opportunità, Mara Carfagna, "è un regalo ai violenti"

L'uomo, residente a Livigno, era stato condannato, con la concessione delle attenuanti, sia dal Tribunale di Sondrio che dalla Corte d'Appello di Milano, che avevano accolto le lamentele della moglie. Una condanna percepita come eccessiva dal marito che si è rivolto alla Cassazione, sostenendo che gli stessi giudici di Appello avevano rilevato come la moglie avesse un "carattere forte" e che dunque non era affatto intimorita dal suo atteggiamento. In sostanza, la tesi difensiva si è basata sul fatto che i giudici "hanno scambiato per sopraffazione un semplice clima di tensione" tra coniugi.

La Cassazione - con la sentenza 25138 - ha dato dunque ragione al marito, rilevando che non si può considerare come "condotta vessatoria" l'atteggiamento aggressivo non caratterizzato da "abitualità". I fatti "incriminati" in questa vicenda - prosegue la Cassazione - "appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell'arco di tre anni (per i quali la moglie ha rimesso la querela), che non rendono di per sé integrato il connotato di abitualità della condotta di sopraffazione". Così la condanna a 8 mesi è stata annullata "perché il fatto non sussiste".

"In un momento in cui la violenza sulle donne affolla le cronache nere dei giornali, non posso che dirmi amareggiata di fronte a questo caso di vera e propria miopia da parte dei giudici della Cassazione", ha detto il ministro Carfagna. "La violenza, la volontà sopraffattrice come è stata definita dai giudici, non pesa più o meno a seconda del carattere della vittima. Relativizzare la violenza", conclude il ministro, "vuol dire armare il violento".
fonte: La moglie ha un carattere forte? Allora maltrattarla non è reato - Repubblica.it
(02 luglio 2010)
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Re: 25138 mariti, le mogli che hanno un carattere ''forte''? potete maltrattarle - sentenza cassazione

UNREAD_POSTda DP » 07/07/2010, 11:41

La sentenza integrale n.25138/2010 al momento non si trova
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Re: 25138 mariti, le mogli che hanno un carattere ''forte''? potete maltrattarle - sentenza cassazione

UNREAD_POSTda cristiana » 07/07/2010, 17:12

nessuno riesce a trovare la sentenza. vorrei leggere le motivazioni.
grazie
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Testo della sentenza n.25138 / 2010 Corte di Cassazione

UNREAD_POSTda DP » 29/07/2010, 14:13

Ecco il testo della sentenza n. 25138/2010 della Suprema Corte di Cassazione:

SUPREMA CORTE DI CASSAZIONE

SEZIONE VI PENALE

Sentenza 12 marzo - 2 luglio 2010, n. 25138

Svolgimento del processo - Motivi della decisione

Con la sentenza in epigrafe, la Corte di appello di Milano confermava la sentenza in data 20 settembre 2005 del Tribunale di Sondrio, appellata da F.S., condannato, con le attenuanti generiche, alla pena condizionalmente sospesa di mesi otto di reclusione, in quanto responsabile del reato di cui all'art. (Ndr: testo originale non comprensibile) c.p., per avere, con continue ingiurie, minacce e percosse, maltrattato la moglie B.R. (in ****).

Osservava la Corte di appello che la responsabilità dell'imputato doveva ritenersi provata sulla base delle sia pure parziali ammissioni dell'imputato nonchè di testimonianze di medici o conoscenti e di certificati medici, da cui si ricava una condotta abituale di sopraffazioni, violenze e offese umilianti, lesive della integrità fisica e morale della B., poste in essere dal F..

Ricorre per cassazione l'imputato, a mezzo del difensore avv. Claudio Rea, il quale denuncia, con un unico motivo, il vizio di motivazione in ordine alla sussistenza dell'elemento dell'abitualità della condotta di sopraffazione, evidenziando che uno degli episodi denunciati (un finto auto-accoltellamento) e dato atto della circostanza che la B., per ammissione della stessa di carattere forte, non fosse intimorita dalla condotta del marito; con ciò scambiando per sopraffazione esercitata dall'imputato un clima di tensione fra i coniugi, nell'ambito del quale i vari episodi andavano collocati e interpretati conformemente, del resto, alle dichiarazioni di vari testimoni (in particolare, Dott. C.e.D. B.).

Il ricorso appare fondato.

Come è ampiamente noto, perchè sussista il reato di maltrattamenti in famiglia occorre che sia accertata una condotta (consistente in aggressioni fisiche e vessazioni o manifestazioni di disprezzo) abitualmente lesiva della integrità fisica e del patrimonio morale della persona offesa, che, a causa di ciò, versa in una condizione di sofferenza.

Nella specie i giudici di merito hanno ritenuto provati "uno stato di tensione" tra i coniugi e uno "stato di sofferenza" della B., ritenuti significativi di una condotta abituale e sopraffazione da parte del F..

Tale affermazione, tuttavia, non poggia su elementi idonei a rappresentare un'abitualità della condotta vessatoria dell'imputato.

I fatti incriminati sono solo genericamente richiamati nella sentenza impugnata, e, stando al tenore della imputazione, appaiono risolversi in alcuni limitati episodi di ingiurie, minacce e percosse nell'arco di circa tre anni, per i quali è intervenuto remissione della querela, che non rendono di per sè integrato il connotato di abiutalità della condotta di sopraffazione richiesta per l'integrazione della fattispecie in esame; tanto più che, come puntualizzato dalla Corte di appello, la condizione psicologica della B., per nulla "intimorita" dal comportamento del marito, era solo quella di una persona "scossa...esasperata...molto carica emotivamente".

Anche sul piano soggettivo, non risulta offerta dai giudici di merito alcuna indicazione che deponga per la sussistenza, in capo all'imputato, di una volontà sopraffattrice idonea ad abbracciare le diverse azioni e a ricollegare ad unità i vari (limitati episodi di aggressione alla sfera morale e fisica del soggetto passivo.

Stanti tali evidenti carenze probatorie, la sentenza impugnata deve essere annullata senza rinvio, perchè il fatto non sussiste.

P.Q.M.

Annulla senza rinvio la sentenza impugnata perchè il fatto non sussiste.


Fonte: http://www.altalex.com/index.php?idnot=11554
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abitualità del maltrattamento in famiglia?

UNREAD_POSTda DP » 31/07/2010, 12:15

Leggendo la sentenza sembra di capire che il maltrattamento in famiglia sussista e sia perseguibile esclusivamente nel caso in cui sia abituale.

Per quale motivo la Corte d'Appello aveva condannato l'uomo che ha maltrattato la moglie (con anche parziali ammissioni dell'imputato) più volte - non è specificato quante - e la Corte di Cassazione ha invece ribaltato la sentenza dichiarando che non c'è abitualità e quindi non c'è reato?

Ma cosa significa "abituale"?
il maltrattamento deve verificarsi una volta al giorno? una volta la settimana? una volta al mese?
Il marito è autorizzato a picchiare la moglie 2 o 3 volte l'anno?
Quante volte il marito può maltrattare la moglie nel corso di tre anni senza incorrere nel reato di maltrattamento in famiglia?

Questo è l'articolo che riguarda il maltrattamento in famiglia:

Codice Penale

Capo IV: DEI DELITTI CONTRO L’ASSISTENZA FAMILIARE
[...]
Art. 572 Maltrattamenti in famiglia o verso i fanciulli
Chiunque, fuori dei casi indicati nell’articolo precedente, maltratta una
persona della famiglia
, o un minore degli anni quattordici, o una persona
sottoposta alla sua autorita’, o a lui affidata per ragione di educazione,
istruzione, cura, vigilanza o custodia, o per l’esercizio di una
professione o di un’arte, e’ punito con la reclusione da uno a cinque
anni.

Se dal fatto deriva una lesione personale grave, si applica la reclusione
da quattro a otto anni; se ne deriva una lesione gravissima, la reclusione
da sette a quindici anni; se ne deriva la morte, la reclusione da dodici a
venti anni.


Dove è scritto che il maltrattamento deve essere abituale?

Cosa significa la frase "come è ampiamente noto" scritta nella sentenza della Corte di Cassazione? significa forse che non esiste una legge che lo stabilisce?
In caso di risposta affermativa all'ultima domanda, chi sono i soggetti che hanno tali poteri da creare il requisito vago e obbligatorio di abitualità per i maltrattamenti in famiglia?
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