Home

Pari opportunità

Manifestazioni, se non ora quando? dignità?

Snoq, Se non ora quando

13 febbraio se non ora quando

Il 13 febbraio 2011, con lo slogan "se non ora quando?", le donne sono

 

invitate a scendere in piazza mediante un comunicato (sotto riportato per intero), con il quale si chiede il rispetto della dignità femminile e si rivendica un ruolo diverso da quello di oggetto sessuale diffuso da giornali e televisione. Si invitano le donne a non tacere e si ricorda l'impegno di tante nella vita pubblica e quotidiana.

Il comunicato è interessante, in particolare nel punto in cui si invitano le donne a non tacere. Sarebbe davvero bello che le donne, soprattutto quelle che conoscono bene le dinamiche del sistema di potere, poichè ne fanno parte loro stesse, parlassero. Sarebbe interessante che le donne impegnate in politica dicessero e facessero qualcosa di utile, invece di stare a guardare mentre i loro concittadini, il loro popolo viene calpestato, derubato, sfruttato e ridotto in povertà, e come loro tanti altri popoli nel mondo destinati dal potere alla schiavitù. Ad esempio, sarebbe interessante se qualche economista donna intervenisse in piazza e, per dimostrare grande dignità femminile, spiegasse cosa è il PIL, a cosa servono in realtà le tasse, e cosa è il debito pubblico.

Nel comunicato si ricorda anche il 150° anniversario dell'Italia unita. Si parla di democrazia, quando il diritto di voto è ora, e forse lo è sempre stato, un orpello ininfluente e più che altro oggetto di scambio ugualmente alle prestazioni sessuali. Si parla di dignità perduta, quando la dignità non c'è mai stata. In questo contesto, le raccolte di firme e le proteste che scattano esclusivamente in seguito a vicende sessuali, o dichiarazioni sessite di alte cariche dello stato, fanno riflettere, e mettono una certa tristezza, poichè sembrano spinte più dall'obiettivo del ricambio delle leve di potere che da un reale interesse per la dignità delle donne che, come nelle pubblicità, rimangono oggetto, usate anche nella protesta.

Ecco il testo della petizione:

 INVITO ALLE DONNE ITALIANE A PARTECIPARE AD UNA GIORNATA NAZIONALE DI MOBILITAZIONE DOMENICA 13 FEBBRAIO 2011 Se non ora, quando? In Italia la maggioranza delle donne lavora fuori o dentro casa, crea ricchezza, cerca un lavoro (e una su due non ci riesce), studia, si sacrifica per affermarsi nella professione che si è scelta, si prende cura delle relazioni affettive e familiari, occupandosi di figli, mariti, genitori anziani. Tante sono impegnate nella vita pubblica, in tutti i partiti, nei sindacati, nelle imprese, nelle associazioni e nel volontariato allo scopo di rendere più civile, più ricca e accogliente la società in cui vivono. Hanno considerazione e rispetto di sé, della libertà e della dignità femminile ottenute con il contributo di tante generazioni di donne che - va ricordato nel 150esimo dell’unità d’Italia - hanno costruito la nazione democratica. Questa ricca e varia esperienza di vita è cancellata dalla ripetuta, indecente, ostentata rappresentazione delle donne come nudo oggetto di scambio sessuale, offerta da giornali, televisioni, pubblicità. E ciò non è più tollerabile. Una cultura diffusa propone alle giovani generazioni di raggiungere mete scintillanti e facili guadagni offrendo bellezza e intelligenza al potente di turno, disposto a sua volta a scambiarle con risorse e ruoli pubblici. Questa mentalità e i comportamenti che ne derivano stanno inquinando la convivenza sociale e l’immagine in cui dovrebbe rispecchiarsi la coscienza civile, etica e religiosa della nazione. Così, senza quasi rendercene conto, abbiamo superato la soglia della decenza. Il modello di relazione tra donne e uomini, ostentato da una delle massime cariche dello Stato, incide profondamente negli stili di vita e nella cultura nazionale, legittimando comportamenti lesivi della dignità delle donne e delle istituzioni. Chi vuole continuare a tacere, sostenere, giustificare, ridurre a vicende private il presente stato di cose, lo faccia assumendosene la pesante responsabilità, anche di fronte alla comunità internazionale. Noi chiediamo a tutte le donne, senza alcuna distinzione, di difendere il valore della loro, della nostra dignità e diciamo agli uomini: se non ora, quando? è il tempo di dimostrare amicizia verso le donne. L’APPUNTAMENTO E’ PER IL 13 FEBBRAIO IN OGNI GRANDE CITTA’ ITALIANA

Forum: Il movimento "Se non ora quando?" è apartitico?

5
 
 


Commenti

scrivi commento
Ritratto di vnd
 #

Re: 13 febbraio manifestazione, se non ora quando? dignità?

 

Commento al testo dello spot Comencini.

Il commento è in corsivo e il testo è in maiuscolo.

 

NOI ITALIANE SIAMO LE PIÙ LAUREATE DEL MONDO.

 

Varrebbe a dire?

 

E TROVIAMO MENO LAVORO DEGLI UOMINI.

 

Lo cercate?

Perché ci sono posti vuoti nei cantieri e nelle miniere…

Oh… poi… bisogna vedere che cosa s’intende per lavoro, se si ha voglia di lavorare e se, per cominciare, ci si sa accontentare.

Chi ambisce al posto da amministratore delegato di un’azienda, appena uscita dall’università, ancorché laureata a pieni voti (anche non necessariamente da una commissione femminista e connivente), sbaglia di molto.

 

 

MA CON LO STESSO LAVORO, GUADAGNIAMO IL 20% IN MENO.

 

Questa è una sciocchezza.

Le rosicone della ISTAT sono molto brave a tirare l’acqua al proprio mulino. Riesce loro molto meno bene di conservare il senso della misura e  non spararle troppo grosse.

Gli stipendi non vanno mai confrontati totale con totale…

Ci sono un sacco di variabili fondamentali, come le ore di straordinario, l’esperienza, l’efficienza, lanzianità che vanno tenute in considerazione.

Certo, finché le donne si rifiuteranno di fare straordinari e di andare in pensione ad un’età adeguata alla loro speranza di vita, il confronto tra i totali sarà sempre a loro sfavore.

 

Sicuramente, in ambito statale, dove l’efficienza, il merito e la produttività non sono tenuti in considerazione, le donne guadagnano quanto gli uomini.

 

Tuttavia, esistono alcune ragioni, che giustificherebbero salari inferiori applicati alle donne.

Le donne fanno più assenze per malattia. Per esempio un buon 61 % di donne soffre di sindrome premestruale. Le donne dovrebbero essere esaminate due volte a distanza di 15 gg, prima di essere assunte.

Le donne stanno a casa per la maternità. Questo rappresenta un danno per il datore di lavoro. Non vedo perché la scelta personale di una donna debba gravare sul datore di lavoro o sulla collettività e non su di lei.

 

Ma la problematica più seria che continua a gravare sulla collettività dei lavoratori, soprattutto la parte produttiva, quella che non lavora al ad una temperatura confortevole,  seduta ad una comoda scrivania e che, stando alle statistiche sulle morti bianche è quasi esclusivamente maschile: la pensione delle donne.
Le donne vanno in pensione cinque anni prima degli uomini a fronte di una speranza di vita maggiore di cinque anni.

Ne consegue che, pur lavorando cinque anni meno degli uomini, le donne hanno buone possibilità di percepire la pensione per dieci anni in più.
Considerato che le donne, spesso, sposano uomini più vecchi, alla loro pensione, aggiungono anche quella di reversibilità.
Se ipotizziamo che le donne sposino uomini di cinque anni più vecchi, allora possiamo affermare che anche la pensione di reversibilità verrà percepita per dieci anni.

Facciamo qualche approssima--------|zione e ipotizziamo che le donne percepiscano 1000 euro al mese di pensione e 500 di pensione di reversibilità.

 

Dieci anni sono 130 mensilità. 130.000 Euro di pensione, più 65.000 Euro di pensione di reversibilità.

La donna lavoratrice, pensionata, costa alla collettività quasi 200.000 Euro.

 

L’uomo, andando in pensione a 65 anni e con una speranza di vita di 75 anni, ha probabilità di percepire la pensione per 10 anni.

 

La donna, che va in pensione a 60 anni e vive, mediamente, fino ad 80, la percepisce per un tempo doppio.

Pur avendo lavorato soltanto 35 anni.

Ossia, 20 anni di pensione, (di cui almeno 10 integrati da quella di reversibilità) a fronte di un periodo di lavoro medio di 35  anni.

 

Mentre l’uomo, probabilmente, godrà della pensione per 10 anni, a fronte di 40 anni di lavoro.

 

Un rapporto di 0,86 per le donne contro lo 0,25 degli uomini.

La donna costa molto di più e lavora meno.

Ne consegue l’ipotesi che le donne vengano pagate il 20% in meno è assolutamente falsa.

La donna guadagna molto  di più.

Le vecchie conducono un tenore di vita superiore a quello dei loro coetanei maschi.

Questa disparità non può più, in alcun modo, essere tollerata.

 

 

STUDIAMO DI PIÙ, LAVORIAMO DI PIÙ E GUADAGNIAMO DI MENO.

 

La seconda parte del periodo, abbiamo visto, è falsa.

La prima è tutta da dimostrare.

Bisognerebbe inoltre poter misurare la penalizzazione dei maschi che frequentano una scuola monopolizzata dalle femmine. Una scuola che insegna con un linguaggio diverso da quello maschile con logiche non maschili.

I task di matematica del recente esame di maturità dei licei scientifici lo dimostrano.

Costringere un adolescente di un liceo scientifico a imparare a memoria le definizioni a discapito della matematica applicata equivale castrarne la genialità scientifica.

 

Questa è, coniugata al maschile, una vecchia rivendicazione femminista.

Ai tempi, le femministe giustificavano i loro risultati mediocri con il fatto che la scuola era nelle mani degli uomini.

Se la giustificazione valeva allora, deve per forza valere adesso.

 

 

MA FACCIAMO IL TRIPLO DELLA FATICA: CASA, UFFICIO, FIGLI, MARITO, GENITORI…

 

Anche questo è falso.

Le donne non sono più capaci di far nulla, in casa.

Non sanno più cucinare, non sanno cucire, pulire e tenere una casa in ordine.

I genitori finiscono negli ospizi o, alla meglio, sono affidati ad una badante straniera sfruttata e sottopagata.

I mariti sono perfettamente in grado di cavarsela da soli.

Marito è un parolone, visto che  ci si sposa sempre meno. Per fortuna.

I figli sono gestiti come pacchi postali e accantonati nei nidi, nelle scuole, dalle babysitter, alla scuola di danza o di calcio, in piscina e dai nonni.

 

 

 

E QUANDO RESTIAMO INCINTE, CI CHIEDONO DI DIMETTERCI.

O LAVORO, O BAMBINI.

 

Quando faccio il ragionamento dell’età pensionabile maschile mi si fa stupidamente notare che le donne non possono essere penalizzate per un limite fisiologico maschile.

Non sono d’accordo. Ed a maggior ragione non vedo perché il discorso debba valere soltanto al maschile.

Rimane il fatto che la morte è inevitabile, mentre la gravidanza e il matrimonio sono scelte.

Se poi i figli e i mariti sono, come sopra specificato, uun gran peso non si capisce davvero perché si insista tanto per averne.

 

 

IL 13 FEBBRAIO ABBIAMO PORTATO UN MILIONE DI PERSONE IN PIAZZA.

E CAMBIATO IL CORSO DELLA POLITICA NEL NOSTRO PAESE.

E TRASFORMATO L’IMMAGINE DEL NOSTRO PAESE ALL’ESTERO.

E RIDATO DIGNITÀ A TUTTI.

 

La sequela di sciocchezze finale, poteva essere evitata….

Si è trattata di propaganda antiberlusconiana?

Mi starebbe anche bene.

Purtroppo però il fatto che il premier vada a mignotte non preclude il fatto che queste donne abbiano deliberatamente scelto di vendersi.

Io mi chiarirei al mio interno, prima di organizzare cortei.

In ogni caso, credo fermamente che il premier, nel privato e coi suoi soldi, debba essere libero di fare quello che vuole.

A me dà soltanto fastidio mantenere la Santanché, la Gelmini, La Carfagne e la Minetti.

Ma… faccio notare che sono donne…. farne un caso di rivendicazione femminista è paradossale.

Tuttavia, che il berluska sia un puttaniere è il male minore.

Resta l’opera di sfruttamento dei deboli, in arrestata.

Spostare l’attenzione verso un problema che non ha nulla a che fare, per giunta, sparandole così grosse non aiuterà nessuno.

 

ADESSO SENZA LE DONNE NON SI GOVERNA.

 

Ah… ecco dove si vuole arrivare…

Altre Minetti, altre Carfagna, altre Brambilla….

 

FACCIAMO DELL’ITALIA UN PAESE MODERNO.

UN PAESE PER DONNE.

 

Cos’è un paese per donne?

E’ forse il paese dove i figli dei separati sono dati in affido alle madri nel 95% dei casi in barba alle leggi sull’affido congiunto che sono, invece, aggirate e combattute?

E’ il paese dove il matrimonio è rimasto la forma di meretricio che comporta espropri di case e pagamenti di alimenti e oneri di mantenimento del tenore di vita?

E’ quel paese dove gli uomini non hanno il diritto di essere informati delle gravidanze e degli aborti delle loro compagne occasionali pur essendo tenuti al mantenimento dei figli non voluti?

Il paese dove gli uomini possono essere costretti a mantenere figli non loro e dove l’esame del DNA alla nascita fa ancora tanta paura perché il 20% delle donne teme che venga scoperta la loro falsità?

E’ il paese dove  in caso di conflitto, i maschi potrebbero ancora essere costretti a combattere, per giunta con la complicazione della presenza femminile volontaria?

E’ il paese delle femministe e delle loro frottole? Come i finti incendi appiccati addirittura dai proprietari di fabbriche di operaie scioperanti? Il paese dove si taroccano i dati statistici in mano ad agenzie rosa come l’ISTAT? Il paese dove ci propinano falsi dati sulle violenze in famiglia, e sui casi di molestia sessuale?

il paese dove l’onere della prova, in caso di accusa di stupro, spetta all’accusato e dove l’80% delle accuse sono strumentali?

 

Allora no… Grazie.

Un paese come questo non lo voglio.

Non voglio un paese per donne.

Io, a differenza delle femministe, voglio essere un padre giusto.

Sia con le figlie  che con i figli.

Voglio un paese per gli uomini e per le donne.

 

 

IL 9 E IL 10 AGOSTO,  MOLLA TUTTO E VAI A …

 

Lo sai dove devi andare, vero?

 

 
Ritratto di vnd1
 #

Il rispetto va dato anche alle puttane

Ogni individuo merita rispetto, anche le puttane, persino le femministe.
Ma dobbiamo tutti tornare ad imparare a chiamare le cose col loro nome.
Una donna che va in giro vestita come una mignotta, nel 90% dei casi, lo è davvero.
Non è detto che l'abito faccia il monaco ma, scoprirsi, come dici tu, significa volersi mostrare, voler sedurre, potrebbe anche nascondere una forma di esibizionismo.
L'esposizione delle proprie nudità, il costringere gli altri a forzare lo sguardo altrove, per non apparire scortese, potrebbe persino essere considerata una forma di violenza.
Questo non significa che le puttane non meritino rispetto, naturalmente.

 
Ritratto di anonima/o
 #

Donne avverse L’altra metà

Donne avverse

L’altra metà del cielo
ci lasciò stupefatti
quando fu tolto il velo
che nascondeva i fatti.

Era storia indegna
che tutti colpì violenta
e sommerse di vergogna
l’intelligenza intenta.

Nudo lui, loro spoglie,
il nuovo imperatore
si era tolto le voglie
di maturo fornicatore.

Pareva il baccanale
di privata pertinenza,
era invece penale
in attesa di sentenza.

Da molte non si attese
per dire, “Ferme non stiamo,
maschi e donne comprese,
per la dignità un richiamo”.

Imponente la protesta,
donne e maschi compresi,
ma inattesa poi resta
d’alcune i nervi tesi.

Ostinata la difesa
è per l’imperatore,
per loro è vil pretesa
parlare di battone.

“La dignità è diversa
da quel che voi pensate
e non è cosa perversa,
se sono ben pagate”.

E’ strano il bel paese
dove l’unica morale
per le donne avverse
è sotto lo stivale.

pgd3

 
Ritratto di vnd1
 #

sarebbe pure il male minore....

Che a quel tizio piaccia andare a mignotte... sarebbe pure il male minore...
Se almeno le pagasse coi soldi suoi...
Certo che se dà loro posti da ministra o da sottosegretario.... oltre a fornicare ruba.

Tuttavia, se è vero che lui compra, è vero anche che qualcun'altra vende.

E lo schifo che provo per chi vende non può essere inferiore a quello di chi compra.

Perché sia l'uno che le altre rubano.

Se invece le pagasse coi soldi suoi e si limitasse al trastullo privato, non vedo che cosa ci sarebbe da criticare.

Nessuna di voi si permetterebbe mai di criticare un finocchio, un travestito, una lesbica o una donna che tradisce il marito.
Non vedo perché un vecchio bavoso non dovrebbe avere la libertà di pagare ragazze perché si vestano da infermiere...
(minorenni a parte)

Tuttavia, l'uguaglianza, la giustizia, l'equa distribuzione della ricchezza, il diritto e la libertà, vengono prima dei vizi di un vecchio bavoso e delle compiacenti mignotte.

 
Ritratto di cittadino
 #

venduti alle

 
Ritratto di anonima/o
 #

GIUDICI COMUNISTI QUESTA VOLTA TRAVESTITI DA DONNA

UN SEGRETO DA RIVELARE AL PARLAMENTO! Tutte quelle donne in piazza erano magistrati politicizzati travestiti da donna per fare dispetto a Berlusconi!
FRANCESCO BUFFA DESIGNER

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

Questa sembra una battuta, di

Questa sembra una battuta, di certo non erano magistrati, ma donne "qualunque".

Suona, però, sospetto che le raccolte firme e le manifestazioni per difendere la dignità delle donne siano organizzate solo per le questioni sessuali e sessiste sollevate dalle vicende di Berlusconi. Sembra che siano manifestazioni organizzate da qualcuno che potrebbe mirare ad occupare le cadreghe del potere e le manifestazioni sembrano avere ben poco di spontaneo, (ti consiglio la lettura del libro Psicologia delle folle). Alla fine la politica sembra questo: la lotta per occupare le succulente poltrone del potere gestendo le folle (opinione pubblica).

Puoi verificare tu stesso in internet quante persone protestano per difendere la dignità delle donne, da anni. Puoi anche aprire giornali e siti web dove trovi articoli sulla dignità della donna che abbinano pubblicità sessiste e che violano la dignità della donna.

Puoi anche leggere sentenze di tribunale relative a processi durati quasi 20 anni, puoi leggere sentenze in totale contraddizione le une con le altre, sentenze di cassazione che stabiliscono che picchiare la moglie non è reato (in alcune situazioni). Il discorso è troppo complesso per risolverlo con battute da bar.

 
Ritratto di vnd
 #

Il rispetto va dato a

Il rispetto va dato a tutti.
Il fatto che una donna sia una prostituta non significa che qualcuno possa sentirsi autorizzato a mancarle di rispetto.
Certo, resta una prostituta.
Sarebbe assolutamente da imbecilli prenderla in considerazione per scelte definitive.

Si tratta solo, come diceva La De Gregorio alla Santanché in una puntata di Anno Zero, di ricominciare a chiamare le cose con il loro nome.

Qual'è il nome di una che si vende? E di una che inganna? E di una donna che tradisce? E di una donna che ha collezionato un notevole numero di amanti?
E di una che intrattiene più relazioni contemporaneamente?
Un solo termine racchiude tutti questi significati.
Tuttavia le putt@ne sono meritevoli di rispetto al pari di chiunque altro.

 
Ritratto di Paolo1984
 #

E gli uomini che si

E gli uomini che si comportano così come si chiamano?
Comunque una che inganna è una bugiarda (bugiardo se è maschio), non una prostituta. Una con molti amanti e che quindi fa sesso sopratutto per piacere e non esclusivamente per soldi è una libertina (libertino se è uomo), non una prostituta.
Una che tradisce il marito è un'adultera (adultero se è uomo) non una prostituta.
Appunto, diamo alle cose il loro nome.
Tu nel termine (dispregiativo) "puttana" rinchiudi troppe cose.

 
Ritratto di vnd
 #

Io, che sono un uomo, ho la

Io, che sono un uomo, ho la fortuna di avere un solo neurone nell'emisfero (non ricordo più se il destro o il sinistro) specializzato nelle capacità del linguaggio.

Essendo un uomo, conosco 5 colori e ignoro la differenza che può esservi tra rosso corallo e rosso carminio.
Non mi interessa nemmeno conoscere le mille sfumature del termine "putt@na".

A quanto pare, non solo io, ma anche le donne stesse, usano definire le loro simili in tal misura quando rispondono alle caratteristiche sopra elencate.

Come definisco l'uomo che si comporta in modo simile ad una putt@na?
Dipende anche un po' dall'età.
Se fosse un mio coetaneo lo definirei "testa di c."

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Lo so benissimo che pure

Lo so benissimo che pure certe donne danno della "puttana" ad una donna che invece è una libertina (o un'adultera o una bugiarda). E quelle donne sbagliano come sbagli tu.

 
Ritratto di vnd
 #

Certe o quasi tutte? E

Certe o quasi tutte?
E allora, visto che il linguaggio è una convenzione non ti è mai venuto in mente che forse sei tu a sbagliare?

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Libertine sono quelle che

Libertine sono quelle che fanno sesso per desiderio, piacere, curiosità con uomini da cui sono fisicamente attratte, prostituta è una donna che fa sesso esclusivamente per denaro con un uomo per il quale non prova nulla, forse solo pena o schifo, bugiarda è chi mente, adultera è chi tradisce il marito o il compagno..tra l'altro o col corpo o con la mente siamo un po' tutti adulteri come ti ho detto.
Questi sono i termini corretti. Se molte persone mettono tutto nello stesso pentolone, non è che la cosa diventa giusta solo perchè sbagliano in tanti.

 
Ritratto di vnd
 #

Ma il linguaggio è

Ma il linguaggio è convenzione per eccellenza.
Quindi sono i tanti a fare il linguaggio, non tu.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

linguaggio manipolato

Il linguaggio può essere condizionato da vari fattori e può anche essere manipolato dall'alto.

Nel periodo corrente il condizionamento del linguaggio viene praticato in modo molto potente mediante la televisione. Anche la musica/canzoni condiziona in modo molto forte il linguaggio dei giovani, ad esempio.

 
Ritratto di vnd
 #

Boh... senti... Io non ho

Boh... senti... Io non ho fatto il classico e...
sono orgogliosamente ignorante.
Io quando dico mignotta intendo tutta una serie di tipi psicologici di donne che vanno dalla prostituta di mestiere (le più oneste di tutte) alle ex-mogli che non vogliono lavorare e si fanno mantenere dall'ex-marito fino alla morte.
Certo non vado a dirlo loro in faccia, perché non è corretto e perché non mi sarebbe di alcuna utilità.
Però è quello che penso, e che sembra pensi un sacco di gente.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

Ignoranza non è forza

Vnd, l'ignoranza non è forza ("l'ignoranza è forza", è il lavaggio del cervello del grande fratello in 1984, Orwell).

L'ignoranza non può essere motivo di orgoglio, e neanche motivo di vergogna, è un dato di fatto da accettare e di base siamo tutti ignoranti, chi più chi meno. L'unica cosa che può rendere orgogliosi è cercare di ridurre la grandezza della propria ignoranza. Non c'è bisogno di fare il classico per ridurre l'ignoranza, e neanche l'università che spesso aumenta l'ignoranza, invece di ridurla, e c'è sempre tempo per provare a ridurre la propria ignoranza.

 
Ritratto di vnd
 #

L'ignoranza non è nemmeno

L'ignoranza non è nemmeno colpa.
Tutti sono ignoranti e i meno ignoranti ne sono coscienti.
Essere cresciuto in una famiglia umile, che non si è potuta permettere di far studiare i figli, non può essere considerata una colpa.

Il concetto di cultura, in italia è completamente sbagliato.
Perché la vera cultura deve essere utile, deve produrre, nutrire, produrre altra cultura.
In Italia consideriamo la cultura classica superiore alle altre.
Si tratta però di una cultura fine a se stessa.

Secondo me, invece, un medico, un ingegnere, ma anche l'operaio e il contadino, sono assai più utili, non dico del poeta, ma dello studioso delle poesie scritte da altri.

Messo su un isola deserta il letterato muore, il contadino sopravvive.

Io sono lieto di sentirmi dare dell'ignorante.
In questo modo so di somigliare alla gente che più amo e stimo.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

Vita e sopravvivenza

Giusto, come ti ho detto l'ignoranza non deve essere motivo di vergogna. La grandezza della nostra ignoranza dipende da tanti fattori, spesso non dipendenti dalla nostra volontà.

La cultura non è fatta solo di libri, cultura è anche il contadino che sa come coltivare. Sia il letterato onesto che il contadino onesto sono necessari per trasformare la sopravivenza in vita (sia manodopera che intelletto non devono essere sfruttati e abusati). Un ruolo non esclude l'altro e mescolare più ruoli in sè non è vietato, anzi amplia la propria visione ed è socialmente utile per il progresso.

Tempo fa, gironzolando, mi è capitato di parlare con un uomo di 80 anni, prima contadino, poi operaio e oggi pensionato, mentre stava lavorando sul suo orto. Passavo per li con degli amici. Ci siamo scambiati un "buongiorno" e poi messi a parlare.

Era arrabbiato per un fatto politico che aveva appena visto in TV. Molto deluso del presente, ci ha raccontato del duro passato, con tristezza e senso di inutilità. Ad un certo momento, parlando, ha cominciato ad introdurre poesie, prima di autori famosi e poi sue poesie, molto belle. Ci ha raccontato di quando da ragazzino faceva il pastore e nelle pause ripeteva a memoria poesie, e un "capetto", sottoposto del fattore (il servo del servo del padrone, non il padrone) gli diceva di smettere di sblaterare, lo sfotteva perchè leggeva poesie, altrimenti avrebbe preso provvedimenti.

Poi era tardi, ci siamo salutati, ha ripreso a zappettare la terra, ma nei suoi occhi quando ci siamo salutati si vedeva la gioia di aver condiviso poesie e storia e di certo tale gioia c'era anche nei nostri occhi.

Tra "vivere" e "sopravvivere" c'è enorme differenza.

 
Ritratto di vnd
 #

Interessante. Quell'uomo

Interessante.
Quell'uomo sapeva lavorare e in più amava e creava poesia.

Diverso è il caso di chi sa soltanto ciarlare e non lavorare.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

e non si vantava affatto

e non si vantava affatto dell'ignoranza, anzi, era consapevole che l'ignoranza è un pericolo. ci ha anche raccontato delle donne che erano escluse dal potere

 
Ritratto di vnd
 #

Parafrasando Woody Allen, direi: "non sono non si trovano donne disposte a fare politica, ma prova tu a trovare un idraulicA in agosto...".
Non ci sono donne nemmeno tra le morti bianche...
Da che cosa dipenderà?
Questi maschilisti, egoisti vogliono tenersi i lavori pericolosi soltanto per loro?
O alle donne piacciono le poltrone ma non la polvere, il sudore e il rischio?

 
Ritratto di vnd
 #

Che devo dire? Chi ha orecchi

Che devo dire?
Chi ha orecchi per intendere intenda...

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

Vnd, è semplice, se non hai

Vnd, è semplice, se non hai niente da dire, non dire niente

 
Ritratto di vnd
 #

Oh... Farò certamente

Oh... Farò certamente così.
Tanto non potresti capire.

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Spero che quel che dici valga

Spero che quel che dici valga anche per i medici donna, le operaie, le contadine e le ingegneri.
Sul tuo giudizio sprezzante sulla cultura letteraria non spreco parole, dico solo che non lo condivido. Vantarsi di essere ignoranti è veramente ridicolo

 
Ritratto di vnd
 #

Diffido delle donne medico o

Diffido delle donne medico o ingegnere.
Una persona che non è in grado di sostituire una ruota con la gomma bucata non può nemmeno progettare e/o curare

 
Ritratto di Paolo1984
 #

"non sanno neanche cambiare

"non sanno neanche cambiare una gomma".., vatti a vedere chi era Marie Paradis. Marina Raskova, Loiuise Michel, Ilaria Alpi, Anna Politkvoskaja,
Celia Sanchez Manduley, Tamara Bunke Bider, Carla Capponi, Ondina Peteani, Lucia Ottobrini...rendi onore a queste donne e vergognati per le tue idee rivoltanti! Scusate se sono tornato sull'argomento, ma non resisto!

 
Ritratto di vnd
 #

Quelle sapevano cambiare le

Quelle sapevano cambiare le gomme?
Ma che brave!

E tu come lo sai?

 
Ritratto di Paolo1984
 #

hai capito benissimo cosa

hai capito benissimo cosa volevo dire, non essere patetico. Aggiungo pure una scienziata come Rosalind Franklin e Marie Curie.

 
Ritratto di vnd
 #

Certo che ho capito. Mi

Certo che ho capito.
Mi domando invece se *tu* hai capito quello che volevi dire.
lol

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Con questa ennesima fesseria

Con questa ennesima fesseria che insulta le tante donne che svolgono onorevolmente il loro lavoro, che non merita neanche di essere confutata il tuo maschilismo disgustoso risulta sempre più evidente. Non mi sono mai vergognato di essere maschio, ma davanti ad esseri come te...mi dai il voltastomaco.
Il pensiero che tu possa crescere una figlia femmina (ma pure un maschio) ed educarla secondo le tue idee disgustose idee mi atterrisce..purtroppo è il prezzo della democrazia..speriamo solo che il tuo eventuale figlio rifiuti i tuoi insegnamenti.

 
Ritratto di vnd
 #

Caro fesso, è curioso, anche

Caro fesso, è curioso, anche tu mi fai vergognare di essere maschio.
Sei uno zerbino smidollato.
Che cosa speri di ottenere?
Che qualche femminista ti caghi?
Ti spremeranno come un limone e alla fine non te la daranno.
E tu, resterai da solo a leccarti le ferite che ti sei autoinflitte.
Sveglia!

Maschilista o femminista (tanto è uguale) sarai tu.
Non ti permetto.

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Io quello che scrivo lo

Io quello che scrivo lo scrivo perchè lo penso e non perchè "spero che me la diano", tu pensa quello che vuoi.
Abbiamo appurato che ciascuno ritiene l'altro una vergogna per il proprio sesso. Direi che possiamo chiudere qua la discussione.

 
Ritratto di vnd
 #

Ecco bravo, fatti da parte,

Ecco bravo, fatti da parte, perché si stava tentando di fare una discussione intelligente...

 
Ritratto di vnd
 #

Non ne ho mai dubitato

Non ne ho mai dubitato

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

Il corpo è una proprietà

Il corpo è una proprietà personale,

ogni individuo è libero di farne ciò che vuole.

Se una donna decide di fare la prostituta in cambio di compensi in denaro non danneggia in alcun modo la società, ottiene il compenso per il suo lavoro.

Non si può dire altrettando di donne (e uomini) che fanno carriere lavorative o politiche con raccomandazioni e varie "prostituzioni intellettuali", ad esempio nascondere la verità nella scienza e nelle informazioni, e fare gli interessi di lobby di potere economico

 
Ritratto di vnd
 #

Praticamente, tutta l'umanità

Praticamente, tutta l'umanità fa schifo.
Anche il femminismo segue un piano massonico.

Gli interessi da difendere sono quelli delle banche e dell'industria.

Il popolo, quando scende al di sotto di un livello di povertà, si ribella e questo è un rischio per la classe dominante.

Abbassare il costo del lavoro per le classi dominanti è essenziale.

Convincere le donne a lavorare consente di dimezzare i salari.
una volta le donne lavoravano per scelta.
Adesso, quelle delle giovani generazioni, sono costrette a farlo per necessità.

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Ma lottare per alzare i

Ma lottare per alzare i salari a donne e uomini, no eh?
Manifestare contro la precarietà, no eh?

 
Ritratto di vnd
 #

A che serve aumentare i

A che serve aumentare i salari se poi si innalzano i prezzi proporzionalmente e non si tassa alla fonte secondo i criteri socialisti previsti dalla nostra insanguinata e tradita Costituzione?

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

sfruttamento di esseri umani

i salari devono essere bilanciati al costo della vita, quindi se aumentano i prezzi devono aumentare anche i salari. Il problema più grave, attualmente, è la concorrenza di paesi dove il lavoro viene retribuito con compensi irrisori.

Ciò che è molto preoccupante sono le indicazioni della Commissione Europea che, in pratica, ha dato istruzione all'Italia, lo scorso settembre 2010, di adeguarsi alla competizione - ma nel mondo la competizione avviene tramite lo sfruttamento del lavoro sottopagato - le istruzioni della UE Comunità Europea sono:

  • riduzione dei salari
  • aumento tasso partecipazione al lavoro (ovvero far lavorare più gente con salari più bassi di cui sopra)
  • aumentare la produttività (quindi sottoporre i lavoratori a ritmi più stressanti, più ore di lavoro)

Questo ha detto di fare la Comunità Europea e questo stanno facendo.

Bruxelles, 14 set. 2010 (Labitalia) - Una diminuzione dei salari e un aumento della produttività insieme ad un tasso di partecipazione al lavoro più alto potranno aiutare l'Italia ad aumentare il suo tasso di crescita e la sua competitività. E' quanto ha affermato ieri il commissario europeo agli Affari economici e monetari Olli Rehn commentando i dati delle previsioni economiche della Commissione Europea sull'Italia. "Una moderazione salariale dovrebbe aiutare l'Italia a evitare la perdita di competitività, e solo aumenti di produttività e una partecipazione al lavoro maggiore potra' aiutare l'Italia ad aumentare il suo tasso di crescita", ha dichiarato Rehn, aggiungendo che "le riforme strutturali sono essenziali per crescere la competitività dell'Italia e la creazione di nuovi posti di lavoro".

 
Ritratto di vnd
 #

Aumento della produttività e

Aumento della produttività e creazioni di nuovi posti di lavoro femminili sono due esigenze palesemente inconciliabili.
Lo zuccherino del lavoro femminile è welfare, E costa!!!

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Certo, "il piano massonico

Certo, "il piano massonico per il dominio mondiale.." roba da libercoli di estrema destra..e meno male che non hai tirato fuori i Rothschild e il "giudaismo internazionale"...prima hai detto che credi a Babbo Natale..guarda che Santa Claus ha molte più probabilità di esistere rispetto al "complotto massonico"

 
Ritratto di vnd
 #

Al primo ci credo, al

Al primo ci credo, al secondo...
Lasciamo stare..
Pensa pure quello che vuoi.
La massoneria non è che uno strumento...
Gente in buona fede che ignora perché e per chi concede favori.

Hai almeno seguito il ragionamento?
Sono solo tre passaggi.

Lascia stare i complotti.
Dimmi se i tre passaggi ti convincono o no.
perché è da lì, non da altro che è partita la cosiddetta "emancipazione della donna".
Bisognava sfruttare le donne e.... ci sono riusciti alla grande.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

le donne devono/possono lavorare?

Vnd, riguardo al concetto di buona fede: a prescindere dalla buona fede è sbagliato concedere favoritismi e calpestare la gente che favoritismi non li chiede e non li fa. Questa è la vera immoralità, non fare la prostituta.

Riguardo le donne mi sfugge il tuo discorso, in altri commenti sei intervenuto affermando che le donne sono fannullone, che le donne separate non vogliono lavorare, ma dovrebbero. Allora ti contraddici, ora affermi che le donne non dovrebbero lavorare poichè una maggiore domanda di lavoro fa abbassare i salari.

 
Ritratto di vnd
 #

Ti è sfuggito perché non vuoi

Ti è sfuggito perché non vuoi accettarlo.
Tu giustifichi sempre le donne.
Io no.
Io le tratto come se fossero uomini.
E ad un uomo che non volesse lavorare e che si facesse mantenere dalla moglie, dopo averla abbandonata, io non riserverei alcun riguardo.
Le donne sono state convinte a rinunciare per sempre ai privilegi della società che voi femministe definite "patriarcale", che le esonerava dalla guerra e dal lavoro, a meno che non fossero vedove o zitelle.
Le donne, oggi, devono lavorare.
Che io sia d'accordo o meno, è un'altro discorso.
In ogni caso... voi donne siete state convinte benissimo, contente voi, contenti tutti.
Sono i bambini a rimetterci. Non voi.
la vecchia organizzazione economica della società ha ancora degli strascichi.
E li troviamo in queste donne che ancora preferiscono vivere allo stato larvale e parassitare attaccandosi alla giugulare dell'ex-marito per continuare a non lavorare, con mille scuse, e per attuare la loro meschina e vile vendetta.
Io s'.penso che se le donne non lavorassero i salari dovrebbero risalire. per forza di cose.
Ma questo è un altro discorso.

 
Ritratto di Paolo1984
 #

e non mi sembra che nei Paesi

e non mi sembra che nei Paesi dove le donne lavorano di più i salari siano bassi.
T'informo che l'Italia ha tra i più alti tassi in Europa di disoccupazione femminile quindi i salari dovrebbero essere altissimi secondo la tua logica del cavolo, caro il mio reazionario

 
Ritratto di vnd
 #

Vedo che non riesci a capire

Vedo che non riesci a capire un concetto semplicissimo.

Se si fa in modo che ogni nucleo familiare abbia almeno due redditi, allora possiamo permetterci il lusso di pagare i lavoratori la metà di quanto servirebbe loro per condurre un tenore di vita dignitoso.

Il reazionario sei tu, non io.

 
Ritratto di Paolo1984
 #

Caro reazionario, tu non

Caro reazionario, tu non leggi quello che scrivo oppure fai finta di non capire e allora ripeto:
"e non mi sembra che nei Paesi dove le donne lavorano di più i salari siano bassi.
T'informo che l'Italia ha tra i più alti tassi in Europa di disoccupazione femminile quindi i salari dovrebbero essere altissimi secondo la tua logica del cavolo"

 
Ritratto di vnd
 #

zutt zutt zutt

zutt zutt zutt

 
 

 

 

 

Invia nuovo commento

Your first name. N.B. Se sei una persona lascia il codice intatto.

Opzionale - se vuoi ricevere le notifiche delle risposte inserisci un indirizzo email valido e seleziona le opzioni di ricezione che trovi sotto il commento. N.B. l'indirizzo email è sempre privato e non verrà mostrato pubblicamente.

CAPTCHA
Questa domanda serve per verificare che non sei uno spam-bot. Non c'è distinzione tra maiuscole e minuscole.
Image CAPTCHA
Enter the characters shown in the image.

Segnala questa pagina

Vota questa pagina

5
 
 

Ultimi commenti

Parafrasando Woody Allen, direi: "non sono non si trovano donne disposte a fare politica, ma prova tu a trovare un idraulicA in agosto......

vnd (ospite)
>> leggi
  Commento al testo dello spot Comencini. Il commento è in corsivo e il testo è in maiuscolo.   NOI ITALIANE SIAMO LE PI...

vnd (ospite)
>> leggi
Che a quel tizio piaccia andare a mignotte... sarebbe pure il male minore... Se almeno le pagasse coi soldi suoi... Certo che se dà loro posti da...

vnd1 (ospite)
>> leggi
Ogni individuo merita rispetto, anche le puttane, persino le femministe. Ma dobbiamo tutti tornare ad imparare a chiamare le cose col loro nome. Una...

vnd1 (ospite)
>> leggi

Più votati - ultimi voti

style="display:inline-block;width:728px;height:90px"
data-ad-client="ca-pub-5634326145375843"
data-ad-slot="3055815640">