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Massimo Fini ha ragione, non c'è misoginia ne Il Fatto Quotidiano?

Massimo Fini: "Non c'era famiglia, per quanto modesta, che non avesse dei domestici in essa integrati" - Davvero? e in quale mondo parallelo?

massimo fini donne

Ormai lo so che quando mi capita di leggere un articolo che riguarda le donne firmato da Massimo Fini,

pubblicato su Il fatto quotidiano, l'irritazione sarà inevitabile e acuta.

Questa volta, in aggiunta alle solite idee maschiliste trite e ritrite, ho letto anche delle stravaganze del tipo che una volta, in età preindustriale, "non c'era famiglia, per quanto modesta, che non avesse dei domestici in essa integrati".
Comunque, per sfogare l'irritazione, dopo aver letto un simile testo pubblicato su un giornale, mi sono divertita ad aggiungere qualche parola all'articolo giornalistico "Due al prezzo di uno" di Massimo Fini
(N.B. il testo in rosso è quello che ho aggiunto):

***

Due al prezzo di uno (modificato, punti di vista)

1/ Fino a non molti anni fa in famiglia lavorava uno solo, quasi sempre l'uomo, e bastava per mantenerla. La moglie doveva rendere conto di ogni spesa, anche piccola, e non aveva voce in capitolo perchè il marito diceva: "porto io i soldi a casa!" La moglie sognava così la sua indipendenza economica, ma fin da piccola le avevano insegnato che non era alle sue aspirazioni e alla libertà che doveva e poteva pensare. Doveva concentrarsi sulla ricerca del maschio per l'accoppiamento, produrre pargoli e passare il resto della vita ad accudire la famiglia. E quello aveva fatto e faceva. Adesso devono lavorare tutti e due per tutto il giorno. Dal punto di vista dei "padroni delle ferriere" la cosa si presenta così: paghi due al prezzo di uno, invece, per quel prezzo, uomini e donne dovrebbero lavorare entrambi part-time. Per cui viene il sospetto che l'emancipazione della donna e il femminismo siano stati un'invenzione di costoro. O meglio, sembra che il femminismo sia stato ingannato da qualche furbastro che ha fatto dello sfruttamento illusione di uguaglianza. La donna è vittima di un'ulteriore fregatura. Perché deve fare un doppio lavoro, quello d'ufficio e quello di casa, perchè ancora oggi molti uomini, non tutti, sposano le donne per avere cure domestiche e prestazioni sessuali gratis. Perché l'accudimento dei figli, nei primi mesi e anni, tocca pur sempre a lei, se li ha (l'Italia ha il più basso tasso di natalità al mondo - probabilmente perchè le donne si sono stancate di fare le domestiche e le fattrici per sollazzo maschile e per riproduzione, oltretutto vedendo solo un oscuro futuro per i figli). Così detta la Natura che, avendo dotato le donne di innumerevoli qualità, sarebbe delusa nel vederle limitate ad una vita di domestiche e usate come vacche da riproduzione che lascerebbe tutte quelle qualità inespresse e inutilizzate come accadeva sempre nel passato. Il bambino, nei primi mesi e anni, ha come punto di riferimento assoluto la madre nel cui corpo è restato per nove mesi e dal cui corpo è uscito. Per quanto si vada sempre più verso un mondo unisex, e più che altro, possibilmente, libero da sessismo e misoginia, non si è ancora visto un uomo allattare al seno (che, sia detto di passata, è una delle immagini più poetiche e commoventi che possa offrire la Natura, ma in natura non esiste). Il momento del padre verrà più avanti, durante e dopo l'adolescenza, ma prima dell'adolescenza il padre avrà modo di avere grandi soddisfazioni nel cambiare i pannolini pieni di cacca e pipì, svegliarsi di notte ad allattare con il biberon, o dare da bere la camomilla al bimbo. Il padre potrà anche occuparsi di lavare e stirare cumuli di panni.
Anche nel mondo preindustriale la donna lavorava. Si occupava prevalentemente delle faccende di casa ma in alcuni momenti topici della vita agricola, come la vendemmia, dava anche lei una mano sui campi. Entrambi lavoravano duro e le faccende di casa erano pesanti, il lavoro era massacrante e oltre i lavori domestici la donna andava, a seconda delle situazioni, a lavorare con l'uomo: nei campi, nelle stalle, a mietere, vendemmiare. Ma non aveva l'angoscioso problema che ulcera ogni madre di oggi: a chi lascio i bambini mentre sono in ufficio? Le donne (e gli uomini) oggi lavorano lontano dalle loro abitazioni. Per cui sono costrette a ricorrere ad asili e babysitter, spendendo quanto guadagnano. Una partita di giro a ricavo zero, nell'ottica speculativa dei maschilisti, ma che permette alle donne, a parità dell'uomo, di crearsi prospettive per il futuro, per quando i figli saranno grandi, e l'indipendenza dal marito che non avrà più il potere di tenerle al guinzaglio. Ma sono contente di essere inserite anche loro, finalmente, forse per alcuni, nel meccanismo "produci, consuma, crepa", ma molte donne e molti uomini manifestano contrarietà a questo meccanismo. Gli uomini e le donne preindustriali lavoravano dove abitavano, i bambini, che ruzzavan sull'aia, invece che andare a scuola a studiare, con grande gioia dei potenti che hanno sempre piacere di avere un sottoposto popolo ignorante, erano sempre sotto controllo e dovevano lavorare fin da giovanissimi. E se una sera avevano voglia di uscire e andare a vedere una "compagnia di giro" dovevano aspettare pazientemente fino al prossimo passaggio. (perché allora la gente del popolo andava a teatro, i più fortunati e di rado, oh yes, a vedere spettacoli carnascialeschi ma anche Eschilo, Euripide, Sofocle, Aristofane che sono un po' meglio di "X Factor") c'era sempre una zia zitella, che, educata a non avere aspirazioni, rimaneva così disponibile gratuitamente come collaboratrice domestica, o una domestica perché, nel mondo dei sogni, non c'era famiglia, per quanto modesta, che non avesse dei domestici in essa integrati, solo le famiglie abbastanza modeste e povere, la maggioranza, non avevano proprio nessun domestico in casa e magari lo facevano di mestiere.

Certo, oggi, anche l'uomo può dare una mano in casa, ma spesso si rifiuta perchè fa ben comodo che prima la mamma e dopo la moglie si occupino di tediosi e gratuiti lavori domestici. Ma questa faccenda di averci messo il grembiale non si è rivelata molto producente, molti uomini cercano di vendicarsi, odiano le donne perchè non hanno continuato a rivestire il ruolo di serve a gambe divaricate a comando. La femmina un ruolo ce l'ha, gliel'ha dato Madre Natura. la maternità è riservata alle donne, la natura si è fidata delle donne, che per questo decidono quando e se portare avanti una gravidanza. Ma la natura ha dotato le donne, oltre che della capacità di essere madre, anche di moltissime altre doti e libertà di ruoli, così come ne ha dotato l'uomo. Ma L'uomo no, ha dovuto costruirselo, ha cercato il suo ruolo nel conflitto e nel dominio. E alcuni uomini hanno imposto ad altri il loro ruolo. Ma oggi non ha più occasioni per esercitarlo, con la stessa frequenza di un tempo. Non c'è più la guerra dove provare il proprio coraggio (la guerra d'antan, dico, non quella odierna dei robot, tanto che vi partecipano anche le tipe, robb de matt), non c'è più il duello, e allora se lo cerca. La forza fisica, sostituita dalla tecnologia, non conta più nulla, o non conta come in passato, eccetera. E, senza ruolo, l'uomo non esiste, almeno nel caso in cui abbia fondato il suo ruolo sulla violenza e sul dominio, ma questa variante potrebbe essere un'occasione per ricostruire ruoli maschili privi della ricerca del dominio, della violenza e della guerra (forse l'uomo non sa che esistono ruoli diversi dall'esercizio della forza e della violenza? forse perchè così è stato educato fin da piccolo) . Così le ragazze, che sognano pur sempre il vir, il "principe azzurro" (ma dopo un'infanzia cresciuta con fiabe tipo "cenerentola", "biancaneve e i sette nani" e così via, è pur sempre inevitabile fare dei sogni coerenti con le fiabe) (lo si vede ai matrimoni dove tutte, non solo la sposa, versano fiumi di lacrime: la cosa le emoziona ancora) si trovano davanti un bambino (“Ricordati che in ogni uomo c'è un bambino che vuole giocare” scrive Nietzsche).
/2

Il gran finale dell'articolo di Massimo Fini  lo lascio intatto! non c'è storia e si raggiunge l'apice del disgusto:

 E ne rimangono deluse. Conosco molte trentenni, spesso belle, colte, eleganti (fini no, la ragazza "fine" è scomparsa dall'Occidente) che fan una fatica boia a trovare un partner. Non per una scopata (anche per quella, gli uomini, di fronte all'aggressività femminile, stan diventando tutti finocchi), ma un uomo che dia loro la sicurezza e il senso di protezione di cui hanno bisogno. Consiglio uno stage in Afghanistan. Troveranno degli uomini che le faranno rigar dritto, come meritano e come, nel fondo del cuore, desiderano. (Parole integrali-ste di Massimo Fini su "Il fatto quotidiano")

***

Massimo Fini si arroga la presunzione di sapere di cosa hanno bisogno le donne nel fondo del cuore. Verrebbe da ridere, ma tutto sommato "uomini che fanno rigare dritto le donne" sembra istigazione al femminicidio e non fa ridere.

[informazioni di copyright: il  testo sopra contenuto tra 1/ e /2 è una parodia, una modifica che ha l'intenzione di commento e critica dell'articolo pubblicato su "Il fatto quotidiano" "Due al prezzo di uno" firmato Massimo Fini il testo in rosso è aggiunto da DP]

 

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Commenti

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Ritratto di Andrea
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Re: Massimo Fini ha ragione, non c'è misoginia ne Il Fatto ...

Nell'articolo di Massimo Fini, leggo cose sconvolgenti. Si, sconvolgenti per chi vive NEL MONDO DEL MULINO BIANCO. 
Chi si è sentita offesa e stizzita da quello che Fini ha scritto, probabilmente è troppo impegnata a considerare la propria vita e l'esistenza in generale, un qualcosa di così idiota e basato su concetti e valori moderni, che non ha capito un bel niente.
A parte che sulla Storia, a Fini non si può ribattere NULLA (aveste letto qualche suo libro potreste addirittura scoprire qualcosa di interessante), i suoi concetti descrivono, e in maniera anche semplice da capire, ciò che è (almeno da un certo periodo storico, io direi dall'inizio della società patriarcale che sostituisce quella matriarcale) sempre stato, lo stile di vita normale delle società premoderne, il senso di inferiorità nascosto del maschio verso la femmina (la necessità della guerra e della sofferenza), la certezza di avere un ruolo all'interno della famiglia e della comunità.
Non c'è proprio nulla di cui scandalizzarsi, se non della finta ottusità con cui la "giornalista" ha messo in piedi questa cazzata di pagina.
Concludo dicendo che il finale dell'articolo, dove Fini parla dell'afghanistan, non incita nessun femminicidio. Anche su questo fatto, le sue motivazioni sono ben descritte su libri da lui stesso pubblicati e che vi consiglio di andare a leggere. In sintesi l'uomo afghano vive ancora con i suoi valori per i quali sarebbe disposto a morire; al contrario l'uomo occidentale vive una vita cosi blanda e insignificante nella quale non ha un ruolo, se non quello del topo costretto a girare sulla ruota del sistema.

 
Ritratto di pdepmcp
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Re: Massimo Fini ha ragione, non c'è misoginia ne Il Fatto ...

non è che se una cazzata la scrivi in vari libri smette di essere unca cazzata. E neppure i commenti sessisti, aggressivi e provocatori cambiano la loro natura.
Che la giornalista critichi in maniera un po' miope, o almeno esagerato e da un punti di vista unilaterale, l'articolo è fuori di dubbio. Che quanto scritto nell'articolo originale sia rappresentativo di una classe di persone è anch'esso assodato.
Che, da una parte e dall'altra, si possa pensare di fare di tutta l'erba un fascio, è una generalizzazione indegna di una persona evoluta. 
Io sono un uomo, sicuramente non sono diventato finocchio per l'aggressività delle donne di oggi (e, anzi, essere preda mi diverte anche abbastanza), ma non assomiglio neppure di striscio all'uomo che descrive Fini. Come me migliaia d'altri. E ci tengo a non essere accomunato nè, da un lato, al maschio descritto da Fini, nè, dall'altro, a non essere messo in croce da un femminismo tagliato a fette troppo spesse.
L'articolo originale è una porcheria, magari soprattutto per la forma, che ha completamente mancato l'obiettivo e nascosto un eventuale sarcasmo dietro troppo arrogante machismo, ma sicuramente anche per una generalizzazione degna giusto di un bambino...

 
Ritratto di ospite
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Re: Massimo Fini ha ragione, non c'è misoginia ne Il Fatto ...

La giornalista che ha scritto questa replica a Fini deve essere un cesso cosmico.
 
 

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Re: Massimo Fini ha ragione, non c'è misoginia ne Il Fatto ...

Da cosa lo deduci? hai carenza di argomentazione, sei un cesso o un fotomodello?

 
Ritratto di Andrea Cusati
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Il sessimo del Fatto Quotidiano

Mi sembra che non solo Massimo Fini ma più volte ci siano stati discorsi sessisti e discriminatori nei confronti delle donne all'interno del Fatto Quotidiano. Mi stupisce che con loro collabori via internet la Zanardo...

 
Ritratto di vnd
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La Zanardo? Davvero la sovrastimi così tanto?
Hai dato un'occhiata tra i vari blog gestiti dai redattori de Il Fatto Quotidiano?
E' l'unica che non ha davvero nulla da dire.
Non vedi che è monotematica? Le altre donne parlano di politica, di economia, di casi umani... La Zanardo non ha più nulla da dire.
Sa solo ripetere la lagna trita e ritrita della femministe.
Cavalcando la tesi (tanto per cambiare femminista) che fa acqua da tutte le parti e che ha sostenuto nel suo libercolo e nel suo filmetto, visto da tanta gente più per divertita curiosità che per ricchezza di contenuti.
La poveretta appartiene a quella schiera di femministe che nella loro autocelebrazione e nel tentativo di criminalizzzare il maschio sempre e comunque, non si accorgono di promuovere lo stereotipo di una donna stupida, inutile e irresponsabile (il responsabile è sempre l'uomo che la convince a fare cose che altrimenti lei non vorrebbe).
E dire che proviene da un ambiente culturale, oserei dire, superiore, per storia e contenuti, ma se non fosse stata ebrea e non potesse contare sul sostegno degli altri ebrei, farebbe la fame.
Stenderei un velo pietoso.

 
Ritratto di Primo
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E comunque, Massimo Fini non mi sembra affatto maschilista.
Considera che l'aricolo riporta una reinterpretazione del suo articolo fatta da una femminista che, essendo parte in causa, non può essere considerata attendibile.
Ti dirò, nemmeno la conclusione (che a detta dell'autrice è stata lasciata integrale) è maschilista.
La pulsione masochista femminile, non è certo un idea di Fini bensì di Freud, che va soppesata e compresa.
Tesi che, tra l'altro, sembra supportata dalle recenti statistiche somministrate quotidianamente dalle femministe. Esiste un certo numero di donne tanto stupide da non riuscire a scegliersi un partner? Oppure queste donne sono vittime di pulsioni masochiste, come aveva detto Freud?
Delle due l'una.
 
 
 

 
Ritratto di Primo
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Guarda che alla Zanardo basta dare soldi e scrive ovunque la si pubblichi.
Le tesi della Zanardo, del resto, non reggono.
Tralascia con troppa superficialità il fatto che sono le donne stesse le prime responsabili della mercificazione del proprio corpo.
E che è l'utenza, composta anche da donne, è quella che poi determina gli ascolti, le tirature e i successi di certe campagne.
Fare un problema del fatto chegli  uomini (e le donne) siano portatei a giudicare le donne in funzione della loro bellezza è come sollevare questioni per il fatto che è la terra a girare attorno al sole e non viceversa.
Ergo... sono convinto che la Zanardo solleva le sue assurde polemiche soltanto perché può contare sul consenso (anche economico) delle rosicone che abboccano e  che, come la volpe con l'uva, sono contente della continua colpevolizazione del maschio. Ma, confondendo causa ed effetto, forse per via dello smodato amor proprio, amano giustificare la loro insana misandria con le colpe maschili, non di rado inventate di sana pianta, piuttosto che accorgersi che il loro risentimento nasce dal non essersi mai sentite desiderate.

 
Ritratto di Andrea Cusati
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Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

Ti dò ragione solo sul fatto che questo discorso di Fini può essere interpretato anche in altra maniera, anche a me Fini non sembra maschilista nei concetti che esprime solitamente.
Però io ho letto coi miei occhi articoli discriminatori sul Fatto Quotidiano.
Sulla Zanardo non posso pronunciarmi perchè non so per certo se è vero ciò che affermi, cioè se faccia ciò che fa per soldi, posso solo dire che io sono andato ad ascoltarla e ci ho parlato e di storia del femminismo non mi sembra sappia molto. Come del resto mi sembra che non sai tu perchè dire che la discriminazione non esiste o che è colpa delle donne è un'analisi superficiale e abbastanza smontabile. Ma se la pensi così non sto a perder tempo a spiegare perchè tanto so che resterai della tua idea.
Pensare alla donna femminista nel modo in cui ci pensi tu è riduttivo e molto inesatto, ammetto però che è semplice far confusione perchè siamo imbottiti di stereotipi e falsi miti. Ma la storia della Terra che gira intorno al Sole in contrapposizione al giudicare le donne dalla bellezza direi che non calza per niente e direi che puoi parlare per te e non certo per tutti, io ad esempio valuto ben altro in una persona e non giudico di certo perchè non sono nessuno per giudicare, mentre che la Terra giri intorno al Sole è un dato di fatto imprescindibile questo tuo modo di pensare è solo un punto di vista che si può sciogliere come neve al Sole.

 
Ritratto di Primo
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Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

"Discriminatorio" è un concetto molto soggettivo....
Siamo stati addestrati a riconoscere come discriminatorie alcune fattispecie che poi, magari non lo sono affatto, mentre consideriamo del tutto normale, ad esempio che un uomo non abbia il diritto di essere informato della gravidanza (che lo riguarderebbe) di una sua compagna occasionale, di proporre di salvare la vita del figlio (che la madre vuole abortire), di rifiutarsi di mantenere un figlio non voluto (in analogia all'aborto della donna), alla mappatura del dna alla nascita per tutti i bambini (cui dovrebbe essere subordinato il riconoscimento), a disconoscere i figli (non bioologicamente propri) che la compagna ha avuto da precedenti relazioni e riconosciuti sulla base di presupposti rivelatisi errati (relazione con la madre conclusa).
C'è chi sta in barca, chi nuota in superficie, chi fa apnea, a me piace scendere con le bombole per guardare cosa ci sta sotto. Sempre.
Questo può far passare per dementi, ma offre una visione del mondo che alla massa, che rimane in barca, può sfuggire.
Femminismo... Che cosa c'è da sapere del femminismo?
C'è forse un'idea femminista che non sia crollata miseramente dopo le critiche sollevate da Belfort Bax ben più di un secolo fa?
Può ancora sfuggire a qualcuno che la frode femminista, tutta diritti e niente doveri, si rivela nel totale rifiuto di una vera parità, ad esempio nell'innalzamento dell'età pensionabile delle donne, adducendo le motivazioni più assurde?
Femminismo... Tze? Cui prodest? Se davvero il femminismo ha comportato il dimezzamento del salari come io credo e come sostiene anche Fini, chi ci ha guadagnato?
Le donne, gli uomini o le multinazionali?
Concludo dicendo che il peso attribuito alla bellezza del corpo della donna dagli uomini e dalle donne appartiene ad un contesto molto più ampio di quello che sembri aver inteso.
Le influenze culturali possono influire sulle sfumature dei nostri comportamenti. L'ossatura, invece è quella degli istinti. Noi siamo la punta dell'iceberg che il nostro super io lascia trasparire. Quello sommerso è il nostro animale. I nostri istinti. Quelli che spingono il neonato alla sunzione e l'adulto alla sopravvivenza e alla riproduzione. Risultato di millenni di selezione naturale.
Quindi, non è importante quello che valuto (o credo di valutare) io, tu o chiunque altro, in una persona.
"perchè ancora oggi molti uomini, non tutti, sposano le donne per avere cure domestiche e prestazioni sessuali gratis"
L'articolo che stiamo commentando è un concentrato di luoghi comuni. Semplice autoesaltazione di genere. Conclusioni basate su presupposti sbagliati.
L'autrice, dimostra di ignorare perché LEI stessa mira a sposare un UOMO. (Ammesso che sia eterossessuale, cosa rara in una femminista), accetterebbe la compagnia di un uomo senza pene? impotente? malato? sterile?
Se una sola delle risposte è no, significa che anche lei cerca l'uomo per innata necessità di riproduzione. E non c'è nulla di male in questo.
Prestazioni sessuali gratis?
Il classico discorso della donna frigida o anorgasmica. Le prestazioni vanno forse pagate? E chi lo ha detto?
Chi ha stabilito che gli uomini debbano lavare i piatti o cambiare i pannolini mentre le donne non sono tenute a rasare l'erba del giardino o a riparare gli elettrodomestici?
Lei?
Le coppie non sarebbero libere di suddividersi i compiti in modo efficiente secondo le naturali inclinazioni?
Chi ha deciso che lavare i piatti è umiliante?
Sempre Lei?
E ancora.... chi è lei per dire se "tutti" o "non tutti" gli uomini cercano le donne perché spinti da pulsioni sessuali (e viceversa)?
No... Mi spiace... Non ci siamo.
Il femminismo è assurdo. Si basa su assurdità e partorisce nient'altro che assurdità.
Oggi, come cent'anni fa.
Cordiali saluti.
 
 
 
 

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

@primo, secondo la tua teoria gli esseri umani non differiscono dai polli dentro ad un pollaio. Secondo questa teoria non saremmo altro che bestie da produzione/riproduzione (in effetti, pare che così ci vogliano).

Massimo Fini dice delle cose fuori dalla realtà storica per quanto riguarda lo stile di vita in epoche passate (peraltro non bene precisate). Evidentemente ha vissuto, o ha sentito i racconti di chi ha vissuto, in contesti di benessere economico quando la massa viveva in povertà (e non andava al teatro... come sostiente Fini).

Ma che stia pure allegro, il signore, perché ci stanno portando velocemente a quelle epoche passate e ricompariranno le tanto compiante serve italiche. Basta togliere risorse e possibilità e il gioco è fatto, non ci vuole tanto.

 
Ritratto di Primo
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Ed è falso anche che ti si voglia bestia da riproduzione.
A loro basta che tu "nasca, consumi, e crepi".
Tu devi consumare... il resto, non riguarda nessuno.
E come donna lo sai fare sicuramente bene...
Vuoi sapere perché?
L'istinto dello shopping che, come ogni istinto, offre sensazioni autocompensative, è un'elaborazione di quello della raccolta della frutta. Comportamento comune delle tue progenitrici.
Vero, invece, che si stia andando verso un progressivo impoverimento.
Ma non temere.... tu servi ai potenti più che a te stessa...
Sei una consumatrice, ricordatelo.
Ti si impoverirà quel tanto che basta per poterti sfruttare...
Continuerai a fare shopping quanto vorrai.
 

 
Ritratto di Primo
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Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

Secondo Freud, non secondo me.
A livello sociale somigliamo molto ai babbuini (gli uomini) ed effettivamente alle galline (nei rapporti tra donne).
Ma... anche questo è un pensiero di Desmond morris, non mio.
Io mi limito a prenderne atto e a constatare quanto tali teorie siano verosimili.
Anche l'articolo di Fini è verosimile.
Certo... può aver scritto qualche sciocchezza per ciò che concerne la povera gente e la presenza, in casa loro, di servitù.
Ma dovrei aver letto il suo messaggio originale per poterlo affermare con cognizione di causa... non certo la patetica estrapolazione e ricostruzione dell'articolo che si sta commentando.
Tuttavia, ciò che si evince fin troppo chiaramente è che non era certo quello della servitù, il fulcro dell'articolo di Fini.
Focalizzarsi su un dettaglio irrilevante mi sembra cosa alquanto puerile...
Fini, abbiamo detto è verosimile.
Qual'è l'effetto del femminismo? Il dimezzamento in valore di salari e stipendi.
A chi è convenuto il femminismo? Alle multinazionali.
E questo è in linea con le tesi che vogliono il femminismo come un'opera di ingegneria sociale.
Voluta da chi?
Beh... dalle multinazionali, senza dubbio.
Verosimile?
Molto più verosimili del maschilismo, inventato dalle femministe per giustificare l'atavica incapacità femminile.
Se poi vuoi continuare a credere che siamo angeli caduti dal cielo, che le donne siano intelligenti quanto e più degli uomini e che uomini e donne non sono animali come tutti gli altri, fai pure.
Non ho modo d'impedirtelo. E nemmeno mi interessa farti cambiare idea.
Anzi... lo troverei noioso oltre che inutile.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

@Primo, per leggere il testo originale di Massimo Fini è sufficiente omettere la parte in rosso (come chiaramente illustrato).  Se ti fa fatica puoi leggere il testo originale di Massimo Fini senza le note (che evidenziano le storture logiche e storiche dell'articolo di Fini) qui: DP forum Due al prezzo di uno Massimo Fini, oppure puoi fare un ricerca e troverai l'articolo in molti altri siti: google - due al prezzo di uno, Massimo Fini

 

 
Ritratto di Primo
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Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

Forse ti sei dimenticata di aver di nuovo cambiato idea e che i non registrati non possono consultare il forum.
Tra parentesi... una volta devo anche essermi registrato...
Ma non mi ricordo più con che nick e non ho voglia di provare.
 

 
Ritratto di Primo
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Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

Forse sono io che non mi so spiegare bene...
Ripeto... Il titolo dell'articolo e "due al prezzo di una".
Non certo "poveri col maggiordomo".
Io di stortura ci vedo solo quella... Anche il teatro... può starci.
Perchè il teatro di un tempo, non era certo quello lussuoso di oggi. Girovaghi, cantastorie... non so se mi spiego.
Fini, è sicuramente impopolare. Nessuno lo mette in dubbio.
Lo sono anche io. Noi, voci fuori dal coro, diamo fastidio, siamo corrosivi, urticanti, perché diciamo NO.
Ricerchiamo, scaviamo ed elaboriamo opinioni nostre.
E ovvio che questo infastidisca, soprattutto chi con certi pregiudizi o luoghi comuni arrotonda...
Fini presenta in modo leggermente più equilibrato una delle tesi cospirazioniste sullo strapotere delle banche e delle multinazionali che, leggendo il tuo blog, sembrano piacerti tanto.
In questo caso, parte dal presupposto che nulla accada per caso.
C'è sempre qualcuno che ci guadagna, se alcune cose avvengono.
E' stato così per il risorgimento italiano, ma anche per la rivoluzione francese e l'indipendenza americana... la comune francese...
E' così per tutto.
Vuoi che non lo sia stato per il femminismo, dove l'unica forma di lotta è consistita negli incatenamenti alle cabine telefoniche?
Chi è morto per la rivoluzione femminista?
Una... sicuramente per sbaglio, contro un cavallo. Che probabilmente ha causato la soppressione dell'animale e il suicidio del fantino. Ne sono morte altre?
E' stata una rivoluzione fatta con le chiacchiere, libri strampalati e puntualmente smentiti e cortei.
Se gruppi di uomini sono stati in grado di ordire rivoluzioni come quella francese, vuoi che fosse impossibile organizzare quella femminista?
Certo... si tratta di un'ipotesi.
Anche il femminismo si basa su ipotesi: incendi di fabbriche, maschilismo, patriarcato, matriarcato...
Tutte cosette che, gratta gratta.... si "sciolgono come neve al sole".
[Quando si potevano postare i link avevo mandato l'indirizzo, ora devi glooggare: ipotesi di complotto - il femminismo organizzato dalla CIA.]
N.B. Io non ci credo. Dico solo che è molto più verosimile di molte delle ricostruzioni storiche femministe.

 
Ritratto di Antome
 #

Re: Il sessimo del Fatto Quotidiano

Primo.
Prima di tutto, se dopo il femminismo si sono dimezzati gli stipendi non è colpa del femminismo.
Secondo ormai il complottismo è un piatto bello pronto per ogni possibile tesi reazionaria, il popolo non sarebbe altro che un soggetto  passivo che si è fatta manovrare dai poteri forti, dagli studenti in poi non potevano mancare le femministe.
Se le condizioni di lavoro si sono dimezzate è ridicolo dare la colpa al femminismo.
Quello che c'era prima del femminismo faceva schifo comunque, la donna era proprietà del marito e non poteva lavorare.
Se e quali lavoro valorizzino di più i sessi e i ruoli in cui qualcuno li vuole rinchiudere, lo decideranno gli interessati e nella fattispecie le donne, se vogliono stare a casa.
E fini non fa altro che dire quello e dare dei castrati agli uomini che non si allineano al suo improponibile modello, classico metodo fascio maschilista.

 
Ritratto di vnd
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Re: Massimo Fini ha ragione, non c'è misoginia ne Il Fatto ...

Il discorso che uomini e donne sono pagati soltanto la metà di quanto spetterebbe loro, regge.
E' quello che dico sempre io...

L'emancipazione della donna, che ha portato al coinvolgimento delle donne nello sfruttamento delle masse, sembra una gran fregatura.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

Oligopolio

Oligopolio

Il problema è l'oligopolio, mercato concentrato nelle mani di pochi grandi venditori/produttori. I processi di concentrazione sono stati esaltati e favoriti contro l'interesse del funzionamento equilibrato dei mercati e della distribuzione di potere contrattuale.

I politici hanno legiferato producendo leggi che hanno diffuso il lavoro precario sottopagato e altre leggi che hanno costretto alla chiusura le piccole/micro imprese liberando aree di mercato, ora completamente nelle mani di poche grandi imprese.

Risultato di politiche "dissennate", (leggi ancora vigenti): c'è chi ha così tanto potere da dirigere il futuro di milioni di esseri umani con un semplice schiocco di dita.

 
Ritratto di vnd1
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Re: Oligopolio

Concordo.
Ma tutto questo ha poco a che vedere coi tentativi femministi di colpevolizzare l' uomo a tutti i costi.
Quei bastardi hanno delle donne (mogli o puttane che siano) da pagare o mantenere.
Queste, come minimo, sono corresponsabili dello sfruttamento.
Chi accetta un bene rubato fa ricettazione. Giusto?

 
Ritratto di anonima/o
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Esiste ancora gente che

Esiste ancora gente che scambia l'odio di Massimo Fini per la modernità e quindi sia per l'uomo che per la donna moderni (e simili posizioni le esprimevano anche geni come Carmelo Bene, Nietzsche e Mann, quindi pensateci un attimo prima di definirle ridicoli o assurde), con la misoginia e il maschilismo ?!
Non fate che dare ragione a Fini...

 
Ritratto di Ariaora
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Il testo è di Massimo Fini, con commenti aggiunti

Ciao anonima/o, potresti argomentare la tua teoria? Nel post, il testo di Massimo Fini viene corredato di commenti: puoi precisare quali commenti ti sembrano fuori luogo?

Massimo Fini descrive un passato che non corrisponde alla realtà storica, o che, forse, lui non conosce. E' assolutamente falsa, ad esempio, la dichiarazione "non c'era famiglia, per quanto modesta, che non avesse dei domestici in essa integrati". La sua affermazione non regge neanche dal punto di vista logico-matematico: se tutti avevano un domestico in casa, da dove arrivavano i domestici? (ai tempi... gli extracomunitari non c'erano). Non so te, ma io ho sentito con le mie orecchie i racconti del passato, delle caste, dei privilegi, degli abusi. Oggi, apparenza a parte, non è cambiato molto nella pratica e stiamo tornando al passato abbastanza rapidamente, sia per i diritti delle donne, sia per i diritti dei non appartenenti a caste privilegiate e circuiti... vari.

 
Ritratto di pdepmcp
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L'articolo originale, sino a

L'articolo originale, sino a metà, è ragionevole. Non fraintendere, non apprezzo il modello che emerge nella visione del mondo dell'autore e in più punti mi pare una fiaba horror/grottesca poco attinente con la realtà. Però i toni sono ragionevoli e i contenuti, pur opinabili, non eccessivamente fastidiosi.
A metà articolo (al 3° paragrafo) impazzisce completamente. non so giudicare da un punto di vista femminile, ma lo trovo fastidioso anche da un punto di vista maschile. Disgustoso.
Mostra sicuramente il maschilismo più basso (che ti infastidisce), ma anche il senso di un modello maschile giusto (il suo), che è agghiacciante (e mi infastidisce).

Però nelle tue aggiunte vedo un po' di "tutta l'erba un fascio", così i padri paiono tutti aspiranti violenti/dominatori, che non aiutano, reputano le relazioni stabili come uno strumento per il sesso a comando.
Noto e apprezzo quel ricorrente "molti uomini" che cerca di uscire dalla generalizzazione gratuita.
Trovo comunque il tuo tono un po' eccessivo.

Il mondo è vario, molto vario.
Tanto quelli che Fini interpreta come pregi (rabbrividisco), quanto quelli che tu esponi come difetti (e lo sono, anche secondo me), non sono certo rari, ma neppure così comuni. No?

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Il mio tono mi sembra

Il mio tono mi sembra commisurato a quello di Massimo Fini ed al suo irritante revisionismo storico che, in questo articolo, non riguarda solo le donne.
Le mie aggiunte sono una risposta a quanto scritto da Massimo Fini, un diversivo all'invettiva, il tentativo di far notare alcune, e non rarissime, realtà e storie che Massimo Fini forse non conosce.

Come hai notato, non generalizzo. Più che scrivere "molti uomini" e quindi non tutti, non saprei come meglio precisare.

 
Ritratto di vnd
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Re: Il mio tono mi sembra

Beh...
*Alcuni* uomini sarebbe più corretto...

Come diverso è dire tutte/molte/alcune donne sono femministe.

 
 

 

 

 

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Primo. Prima di tutto, se dopo il femminismo si sono dimezzati gli stipendi non è colpa del femminismo. Secondo ormai il complottismo...

Antome (ospite)
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non è che se una cazzata la scrivi in vari libri smette di essere unca cazzata. E neppure i commenti sessisti, aggressivi e provocatori...

pdepmcp (ospite)
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Nell'articolo di Massimo Fini, leggo cose sconvolgenti. Si, sconvolgenti per chi vive NEL MONDO DEL MULINO BIANCO.  Chi si è sentita...

Andrea (ospite)
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Da cosa lo deduci? hai carenza di argomentazione, sei un cesso o un fotomodello?

DP DonnaPratica
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