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Continua la politica economica contro piccole imprese, lavoratori dipendenti e lavoratori autonomi?

schiavi

La politica economica e fiscale sfavorevole per le micro e piccole imprese, iniziata nei primi anni '90 di cui ho già parlato, sembra continuare senza sosta.

Negli ultimi tempi abbiamo visto cosa sta accadendo ai contratti di lavoro: diritti cancellati, sempre più precari, aumenti degli stipendi bloccati, contratti a progetto, flessibilità e stipendi netti da fame, ma anche alle piccole imprese, che non hanno fatto, per niente, attenzione alle normative fiscali dell'ultimo ventennio, non sta accadendo niente di buono.

Sembra di assiste ad un fenomeno che vede aumentare le imposte, diminuire i redditi ed aumentare i prezzi e i costi per tutti gli italiani di classe economica medio-bassa.

Vi ho già segnalato la legislazione sugli studi di settore che impongono di dichiarare redditi anche se non realmente conseguiti soltanto alle ditte e i professionisti che non superano un certo fatturato (qualche milione di euro) esonerando quindi le grandi imprese.

L'ultima trovata è una recente iniziativa che finanzia le imprese in difficoltà, ma soltanto se hanno più di 50 dipendenti.

Sembrerebbe evidente l'esistenza di una corrente trasversale che pare occuparsi di promulgare leggi, da molti giudicate addirittura incostituzionali, che di fatto favoriscono le grandi imprese e quindi operano una discriminazione nei confronti delle micro e piccole imprese.

Ecco in particolare i dettagli della legge che aiuta le medie e grandi imprese:

è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il Decreto attuativo della Delibera CIPE n. 110 del 18/12/2008 recante Criteri e modalità di funzionamento del Fondo per il finanziamento degli interventi consentiti dagli Orientamenti U.E. sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione delle imprese in difficoltà.
Il Fondo diviene operativo 10 giorni dopo la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto attuativo e l'impresa che intende accedere agli interventi del Fondo deve presentare la domanda ad INVITALIA S.p.A. - Agenzia nazionale per l'attrazione degli investimenti e lo sviluppo d'impresa. Da oggi è possibile scaricare dai siti internet www.sviluppoeconomico.gov.it e www.invitalia.it tutta la documentazione relativa alla presentazione delle domande di accesso al Fondo.

Fonte: http://www.sviluppoeconomico.gov.it

***

Il Fondo per il salvataggio e la ristrutturazione delle medie e grandi imprese in difficoltà è divenuto operativo con la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale n.146 del 25/06/2010 del Decreto del Ministero dello Sviluppo Economico, emanato in attuazione della Delibera CIPE n. 110 del 18 dicembre 2008.

Gli interventi possono riguardare:

  • aiuti per il salvataggio dell'impresa, che consistono in un sostegno finanziario reversibile finalizzato a mantenere in attività l'impresa per il tempo necessario a elaborare un piano di ristrutturazione o di liquidazione
  • aiuti per la ristrutturazione dell'impresa, basati su un piano industriale e finanziario finalizzato a ripristinarne la redditività a lungo termine.

L’aiuto è concesso sotto forma di garanzia statale sui finanziamenti bancari contratti dall’impresa.
La presentazione delle domande potrà avvenire fino a esaurimento delle risorse del Fondo. Le comunicazioni relative all’esaurimento delle risorse o al rifinanziamento del Fondo saranno pubblicate sul sito internet del Ministero (www.sviluppoeconomico.gov.it).

Destinatari

Possono accedere agli interventi del Fondo le società di capitale ubicate sul territorio italiano che, alla data di presentazione della domanda, rispettino le seguenti condizioni:

  • si trovino in difficoltà, ai sensi del punto 2.1 degli orientamenti comunitari sugli aiuti di Stato per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà (2004/C 244/02)
  • siano di media o grande dimensione, ovvero abbiano almeno 50 dipendenti (calcolati secondo i criteri di cui al Decreto del Ministero delle Attività Produttive 18 aprile 2005) e realizzino un fatturato o un totale di bilancio annuo superiore ai 10 milioni di euro.

Fonte: http://www.invitalia.it

Ancora una volta, a mio avviso, si tratterebbe di una iniziativa incostituzionale. in particolare verrebbe leso il diritto previsto dall'art.3 della Costituzione della Repubblica Italiana:

Art.3 Costituzione della Repubblica Italiana

[...]

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Finanziamenti riservati alle grandi imprese significa creare disugualianza e disparità

Sembra che si stiano verificando grandi trasferimenti di risorse economiche dal popolo ad un pozzo senza fondo.

 

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