La regione Lombardia stanzia un finanziamento per alcune donne in difficoltà economica che decideranno di non-abortire.
Si tratta di un assegno mensile di 250 euro per 18 mesi, per un totale di 4.500 euro.
Il finanziamento alla riproduzione servirà per circa mille donne che, se scelte, potranno riceverlo fino allo scoccare del 18° mese di vita del neonato.
Le domande che viene spontaneo porsi sono:
- che futuro dovrebbero garantire 250 euro al mese per 18 mesi?
Anche trascurando, cosa che non si dovrebbe fare, la dignità della donna mamma e concentrandosi solo sul futuro del bimbo (pagato soli 4.500 euro):
- al 19° mese il figlio/figlia che fine farà?
- e quando il bambino/bambina avrà 6 anni? e quando di anni ne avrà 19, che prospettive avrà? e poi a 30 anni? e quando di anni ne avrà 40, come sarà il mondo?
- il bambino/bambina potrà essere una persona felice?
- quel neonato potrà essere una persona libera?
- quel bambino/bambina potrà seguire le sue aspirazioni in un mondo equo?
- il bambino/bambina da adulto potrà lavorare in modo dignitoso? o sarà solo manodopera a basso costo?
- crescendo dovrà strisciare come un verme per sopravvivere? dovrà adeguarsi a tutto l'orrore del mondo per sopravvivere?
- dovrà rischiare la vita e chissà quali ritorsioni per esprimere la sua libertà?
- quel bambino, appena nato, dopo un solo vagito, si troverà ancora ad essere schiavizzato dai debiti con le banche?
Diciamo stop anche se ci sarebbero tante altre domande e poniamoci questa:
Perchè una donna decide di abortire?
Una donna decide davvero di abortire perchè non ha la "scorta di pannolini" gratis, o poco più, per 18 mesi?
Offrire 4.500 euro per una vita è una mancanza di rispetto per la vita stessa e per tutti gli esseri umani.
Sarebbe opportuno rendete la vita decente, rendere la vita un'esperienza degna di essere vissuta piuttosto che cercare di "comprare" per pochi spiccioli le nuove vite di futuri schiavi:

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Re: Perché le donne decidono di abortire? finanziamenti alle ...
Gli unici metodi contraccettivi che hanno una buona possibilità di successo sono pillola e spirale.
1. La pillola la devono prendere le donne. Non le si può anche imboccare;
2. La spirale se la devono far mettere le donne;
3. Nel caso non si prendessero i provvedimenti menzionati, si dovrebbe, almeno, informare il partner di turno per dargli la possibilità di indossare un profilattico;
4. L’azione di calzare un preservativo, non dovrebbe passare inosservata. Quindi, nel caso, il partner occasionale si dimenticasse di farlo, glielo si potrebbe sempre ricordare;
5. Abortiscono le donne e non sono tenute a consultarsi col, o con i, padre/i presunto/i. Non sono nemmeno tenute ad informarlo/i della gravidanza. Tutta responsabilità dell’aborto, quindi, è della donna e solo sua.
Se l'aborto è cosa da donne, possiamo affermare, con la stessa logica che anche la responsabilità della contraccezione lo sia.
Il fatto che molti uomini ritengano la contraccezione e l'aborto anche affar loro, purtroppo, non cambia le cose.
Oggi esiste la pillola e si abortisce soltanto più per stupidità
Per quanto sia scorretto farsi gli affari altrui, nessuno potrebbe, in coscienza, pensar male di una donna che abortisce in seguito ad uno stupro o a causa di una grave malattia sua o del bambino.
Tutto sommato, per, anche se scorretto, non possiamo certo avere una bella opinione di chi, pur sapendo di non volere un figlio, non prende per tempo i corretti provvedimenti.
Non essendoci rilevamenti al riguardo, ho provato a calcolare quale potesse essere la percentuale degli aborti per stupro o malattia.
Posso essermi sbagliato, ma il risultato fu dell'1%.
Ma se non mi fossi sbagliato, significherebbe che il 99% degli aborti avviene per stupidità della madre.
Una stupidità che uccide.
Che condanna.
Re: Oggi esiste la pillola e si abortisce soltanto più per ...
Beh, non é che una donna resta incinta da sola...