"iI femminismo non ha liberato le donne" è il titolo di un articolo di Susanna Tamaro - l'autrice del famoso libro "Va dove ti porta il cuore" - pubblicato su Corriere.it . Beh, tanto libere non siamo, ha ragione, ma alcune libertà il femminismo le ha ottenute, leggo l’articolo con curiosità. Susanna Tamaro descrive il femminismo delle sue amiche, riconosce il dato storico dell’uscita dall’oscurantismo repressivo che però sembra essersi concretizzato solo nell’aborto libero (legalizzato). E tutto il resto? Passa poi alla descrizione del decadimento attuale, dice che siamo “passati così dalla falsa immagine della donna come angelo del focolare, che si realizza soltanto nella maternità, alla mistica della promiscuità, che spinge le ragazze a credere che la seduzione e l’offerta del proprio corpo siano l’unica via per la realizzazione”. D’accordo, ma il femminismo che c’entra? vado avanti a leggere, ad un certo punto la Tamaro sigla lo sfacelo attuale con la frase "L’omologazione imposta dalla società consumista—e purtroppo sempre più volgarmente maschilista…". Ops, ecco la parola magica, quella che spiega tutto: “maschilismo”. Sarà mica colpa del femminismo se la società è maschilista? Tiro un sospiro di sollievo, finalmente una voce autorevole parla del problema così lo risolviamo una volta per tutte. Invece, no. Susanna Tamaro ci pone questa domanda:
Superpoteri
- Quante televisioni ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
- Quanti giornali ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
- Quante case editrici ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
- Quante aziende ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
- Quante agenzie di comunicazione ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
- Quanti ministri femministi abbiamo avuto negli ultimi 40 anni?
- Quanti presidenti del consiglio femministi abbiamo avuto negli ultimi 40 anni?
Conclusione
Questo è l'articolo integrale di Susanna Tamaro (trovate aggiunti dei link ad informazioni ritenute poco veritiere da alcuni)La mia generazione ha combattuto la battaglia per la parità tra i sessi e l’aborto. Oggi l’appiattimento ha cancellato le identità
Il femminismo non ha liberato le donne
Tutti i messaggi si concentrano sul corpo: siamo passati dall’angelo del focolare alla mistica della seduzione
Appartengo alla generazione che ha combattuto, negli anni della prima giovinezza, la battaglia per la libertà sessuale e per la legalizzazione dell’aborto. La generazione che nei tè pomeridiani, tra un effluvio di patchouli e una canna, imparava il metodo Karman, cioè come procurarsi un aborto domestico con la complicità di un gruppo di amiche. Quella generazione che organizzava dei voli collettivi a Londra per accompagnare ad abortire donne in uno stato così avanzato di gravidanza da sfiorare il parto prematuro. È difficile, per chi non li ha vissuti, capire l’eccitazione, l’esaltazione, la frenesia di quegli anni. La sensazione era quella di trovarsi sulla prua di una nave e guardare un orizzonte nuovo, aperto, illuminato dal sole di un progresso foriero di ogni felicità. Alle spalle avevamo l’oscurità, i tempi bui della repressione, della donna oggetto manipolata dai maschi e dai loro desideri, oppressa dal potere della Chiesa che, secondo gli slogan dell’epoca, vedeva in lei soltanto un docile strumento di riproduzione. Erano gli anni Settanta.
Personalmente, non sono mai stata un’attivista, ma lo erano le mie amiche più care e, per quanto capissi le loro ragioni, non posso negare di essere stata sempre profondamente turbata da questa pratica che, in quegli anni, si era trasformata in una sorta di moderno contraccettivo. Mi colpiva, in qualche modo, la leggerezza con cui tutto ciò avveniva, non perché fossi credente — allora non lo ero — né per qualche forma di moralismo imposto dall’alto, ma semplicemente perché mi sembrava che il manifestarsi della vita fosse un fatto così straordinariamente complesso e misterioso da meritare, come minimo, un po’ di timore e di rispetto. Come sono cambiate le cose in questi quarant’anni? Ho l’impressione che anche adesso il discorso sulla vita sia rimasto confinato tra due barriere ideologiche contrapposte. La difesa della vita sembra essere appannaggio, oggi come allora, solo della Chiesa, dei vescovi, di quella parte considerata più reazionaria e retriva della società, che continua a pretendere di influenzare la libera scelta dei cittadini. Chi è per il progresso, invece, pur riconoscendo la drammaticità dell’evento, non può che agire in contrapposizione a queste continue ingerenze oscurantiste. Naturalmente, un Paese civile deve avere una legge sull’aborto, ma questa necessaria tutela delle donne in un momento di fragilità non è mai una vittoria per nessuno. I dati sull’interruzione volontaria di gravidanza ci dicono che le principali categorie che si rivolgono agli ospedali sono le donne straniere, le adolescenti e le giovani. Le ragioni delle donne straniere sono purtroppo semplici da capire, si tratta di precarietà, di paura, di incertezza—ragioni che spingono spesso ormai anche madri di famiglia italiane a rinunciare a un figlio, ragioni a cui una buona politica in difesa della vita potrebbe naturalmente ovviare.
Ma le ragazze italiane? Queste figlie, e anche nipoti delle femministe, come mai si trovano in queste condizioni? Sono ragazze nate negli anni 90, ragazze cresciute in un mondo permissivo, a cui certo non sono mancate le possibilità di informarsi. Possibile che non sappiano come nascono i bambini? Possibile che non si siano accorte che i profilattici sono in vendita ovunque, perfino nei distributori automatici notturni? Per quale ragione accettano rapporti non protetti? Si rendono conto della straordinaria ferita cui vanno incontro o forse pensano che, in fondo, l’aborto non sia che un mezzo anticoncezionale come un altro? Se hai fortuna, ti va tutto bene, se hai sfortuna, te ne sbarazzi, pazienza. Non sarà che una seccatura in più. Qualcuno ha spiegato loro che cos’è la vita, il rispetto per il loro corpo? Qualcuno ha mai detto loro che si può anche dire di no, che la felicità non passa necessariamente attraverso tutti i rapporti sessuali possibili? Chi conosce il mondo degli adolescenti di oggi sa che la promiscuità è una realtà piuttosto diffusa. Ci si piace, si passa la notte insieme, tra una settimana forse ci piacerà qualcun altro. I corpi sono interscambiabili, così come i piaceri. Come da bambine hanno accumulato sempre nuovi modelli di Barbie, così accumulano, spinte dal vuoto che le circonda, partner sempre diversi. Naturalmente non tutte le ragazze sono così, per fortuna, ma non si può negare che questo sia un fenomeno in costante crescita.
Sono più felici, mi chiedo, sono più libere le ragazze di adesso rispetto a quarant’anni fa? Non mi pare. Le grandi battaglie per la liberazione femminile sembrano purtroppo aver portato le donne ad essere soltanto oggetti in modo diverso. Non occorre essere sociologi né fini pensatori per accorgersi che ai giorni nostri tutti i messaggi rivolti alle bambine si concentrano esclusivamente sul loro corpo, sul modo di offrirsi agli altri. Si vedono bambine di cinque anni vestite come cocotte e già a otto anni le ragazzine vivono in uno stato di semi anoressia, terrorizzate di mangiare qualsiasi cosa in grado di attentare alla loro linea. Bisogna essere magre, coscienti che la cosa che abbiamo da offrire, quella che ci renderà felici o infelici, è solo il nostro corpo. Il fiorire della chirurgia plastica non è che una tristissima conferma di questa realtà. Pare che molte ragazze, per i loro diciotto anni, chiedano dei ritocchi estetici in regalo. Un seno un po’ più voluminoso, un naso meno prominente, labbra più sensuali, orecchie meno a vela. Il risultato di questa chirurgia di massa è già sotto ai nostri occhi: siamo circondate da Barbie perfette, tutte uguali, tutte felicemente soddisfatte di questa uguaglianza, tutte apparentemente disponibili ai desideri maschili. Sembra che nessuno abbia mai detto a queste adolescenti che la cosa più importante non è visibile agli occhi e che l’amore non nasce dalle misure del corpo ma da qualcosa di inesprimibile che appartiene soprattutto allo sguardo.
Siamo passati così dalla falsa immagine della donna come angelo del focolare, che si realizza soltanto nella maternità, alla mistica della promiscuità, che spinge le ragazze a credere che la seduzione e l’offerta del proprio corpo siano l’unica via per la realizzazione. Più fai sesso, più sei in gamba, più sei ammirata dal gruppo. Nella latitanza della famiglia, della chiesa, della scuola, la realtà educativa è dominata dai media e i media hanno una sola legge. Omologare. Ma questo lato apparentemente così comprensibile, così frivolo — voler essere carine o anche voler mitigare i segni del tempo — che cosa nasconde? Il corpo è l’espressione della nostra unicità ed è la storia delle generazioni che ci hanno preceduti. Quel naso così importante, quei denti storti vengono da un bisnonno, da una trisavola, persone che avevano un’origine, una storia e che, con la loro origine e la loro storia, hanno contribuito a costruire la nostra. Rendere anonimo il volto vuol dire cancellare l’idea che l’essere umano è una creatura che si esprime nel tempo e che il senso della vita è essere consapevoli di questo. La persona è l’unicità del volto. L’omologazione imposta dalla società consumista—e purtroppo sempre più volgarmente maschilista — ha cancellato il patto tra le generazioni, quel legame che da sempre ha permesso alla società umana di definirsi tale. Noi siamo la somma di tutti i nostri antenati ma siamo, al tempo stesso, qualcosa di straordinariamente nuovo e irripetibile. Cancellare il volto vuol dire cancellare la memoria, e cancellare la memoria, vuol dire cancellare la complessità dell’essere umano. Consumare i corpi, umiliare la forza creativa della vita per superficialità e inesperienza, vuol dire essere estranei dall’idea dell’esistenza come percorso, vuol dire vivere in un eterno presente, costantemente intrattenuti, in balia dei propri capricci e degli altrui desideri. Senza il senso del tempo non abbiamo né passato né futuro, l’unico orizzonte che si pone davanti ai nostri occhi è quello di una specchio in cui ci riflettiamo infinite volte, come nei labirinti dei luna park. Procediamo senza senso da una parte, dall’altra, vedendo sempre e soltanto noi stessi, più magri, più grassi, più alti, più bassi. All’inizio quel girare in tondo ci fa ridere, poi col tempo, nasce l’angoscia. Dove sarà l’uscita, a chi chiedere aiuto? Battiamo su uno specchio e nessuno ci risponde. Siamo in mille, ma siamo sole.
Susanna Tamaro

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Retorical questions
Superpoteri
E prima di cercare responsabilità nel femminismo mi porrei queste domande:
Quante televisioni ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
Ricordo i nomi di almeno tre televisioni femministe.
Nelle altre si pratica quotidianamente il male bashing.
Non esistono televisioni maschiliste.
Quanti giornali ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
Ma se è pieno di riviste femministe!
Donna Moderna, Cosmopolitan, Anna, Marie Clary...
L'Unità è stata nelle mani di una femminista soltanto fino all'altro ieri.
Scusa se è poco.
Nemmeno un giornale è maschilista.
Quante case editrici ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
Non lo so. Basterebbe controllare chi ha pubblicato i titoli femministi.
Di certo, nessuna testata è maschilista.
Quante aziende ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
C'è stata la RAI, almeno due volte. Poi... la Selenia...
L'unione industriali è capeggiata da una femminista...
Sicuramente, nessuna azienda è diretta da un maschilista.
Quante agenzie di comunicazione ha posseduto (o diretto) il femminismo negli ultimi 40 anni?
Oh...
Queste non si contano.
Mentre è certo che nessuna è maschilista.
Quanti ministri femministi abbiamo avuto negli ultimi 40 anni?
Pieno! Quai tutte le ministre di oggi sono mignotte e femministe.
nessun maschilista.
Quanti presidenti del consiglio femministi abbiamo avuto negli ultimi 40 anni?
Molti omuncoli femministi e... come al solito, nessun maschilista.
Commento non visibile
Contiene telefono, indirizzo, dati personali
Re: Commento all’articolo di Luisa Muraro
Approfondimento sui licenziamenti al femminile qui:
http://www.donnapratica.com/forum/parita-sessi/licenziate-quanto-donne-t...
L’oppio del femminismo
Re: L’oppio del femminismo
Commento di R.un amico (educatore, bis-divorziato e padre di tre figli) molto attento alla questione maschile, ma che purtroppo ha ancora meno tempo di me da dedicare alle discussioni in rete :
"Si generalizza e riduce troppo, si definisce, per quel che è possibile, poco o niente (maschilismo: Che cos’è? È lo stesso di quello dei tempi addietro? ……… ), non si sa di cosa si sta parlando.
Viviamo nella cultura del capitalismo, del narcisismo, del consumismo, dell’edonismo, sia uomini che donne.
Le debolezze degli esseri umani possono così esprimersi al meglio della propria immaturità.
Il potere è dato in massima parte dal denaro, dal capitale.
La massa è idiota, “mimetica”, motivata dagli impulsi più bassi; delle proprie ignoranze e debolezze si fa perfino vanto.
La storia, specialmente quella del 20imo secolo, insegna assai bene".
R. mi ha autorizzato a pubblicare questo ed altri suoi commenti,che mi ha inviato in privato dopo che ho segnalato le varie discussioni di cui ci si occupa qui.
Limitazione delle donne nel presente
Benvenuto, grazie per il tuo intervento. Per tua tranquillità ti dico che non sono cresciuta nei circoli femministi, ho invece frequentato catechismo fino alla cresima. Se negare gli abusi, la schiavitù e le limitazioni a cui le donne sono state sottoposte nel passato, ti sembra facile, allora, ti segnalo un episodio recente:
E' la prima donna prete, ma la Chiesa cattolica le vieta messa. Se poi hai dei dubbi sul passato puoi anche leggere queste storiche citazioni misogine.
Re: Limitazione delle donne nel presente
2.
Avevo già avuto modo di segnalare quanto una notizia del genere fosse strampalata.
Ti avevo chiesto per quali ragioni ritenessi che una donna consacrata al sacerdozio di una confessione cristiana non cattolica dovesse aver titolo di celebrare in una chiesa cattolica.
E' come se tu pretendessi che un imam celebrasse in una sinagoga.
Non so se mi spiego.
Non serve aver fatto tanti anni di catechismo se poi non si afferrano concetti così elementari.
2. Partiamo dal presupposto che Dio, se esiste, è una cosa, la Chiesa (istituzione), un,altra e la religione un'altra ancora.
La religione è un insieme di ipotesi e regole. Chi non si ritrova, non fa parte di quella religione. Se non fa parte di quella religione, che gli frega se le donne possono farsi prete o no?
Re: Limitazione delle donne nel presente
Interessa a tutti nel momento in cui i "religiosi" fanno politica e vogliono imporre/esportare le loro "ipotesi/regole" nella società civile. Le regole di questi organismi religiosi/politici sono indicatori importanti per comprendere le discriminazioni sessiste di una religione di stato che sono state esportate nella società civile e nella politica. Se ne parla come presa d'atto, come dimostrazione, che si aggiunge ad altre, che si tratta in effetti di un'organizzazione religiosa che ha tradizioni misogine e discriminatorie molto antiche.
Re: Limitazione delle donne nel presente
E fin troppo evidente che non disponi delle competenze necessarie per affrontare un dibattiso serio sull'argomento.
Re: Limitazione delle donne nel presente
Davvero? a me non sembra che servano particolari competenze per comprendere parole come queste:
"La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell'ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori... È la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni, che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere.”
Sant'Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Questioni sull'Eptateuco, Libro I, § 153.
Altre citazioni misogine di scritti dei comandanti della religione cristiana puoi trovarle qui.
Re: Limitazione delle donne nel presente
E' un processo logico semplicissimo, sai leggere, sai interpretare, sei d'accordo?
Soltanto se rispondi sì a tutte e tre le domande puoi considerarti, cristiano, cattolico o ebreo.
Se non lo sei, non è un problema tuo.
Quindi.... che parli a fare?
Re: Limitazione delle donne nel presente
Purtroppo non è per nulla semplice! Purtroppo le discriminazioni razziali e sessiste diffuse attraverso le religioni sono attuate per mezzo della politica, le leggi, il controllo sulla cultura e l'istruzione.
Quindi è molto interessante osservare le discriminazioni, la violenza, il razzismo e l'odio diffuso dalle religioni. Direi che, oltre che interessante, è assolutamente doveroso occuparsi di ogni tipo di sopruso e violenza perpetrato e/o promosso (istigato) dai potentati anche attraverso la diffusione di regole/teorie razziste, sessiste, misogine, discriminatorie.
Re: Limitazione delle donne nel presente
Forse hanno ragione le (fanta)storiche femministe, nella storie devono esserci sicuramente stati dei periodi, come questo, durati qualche decennio, durante i quali comandavano le donne.
Altrimenti non si spiega il motivo per cui uomini e donne, disgustati dagli squilibri creati dai regimi femministi, avessero poi optato per scelte così radicali.
A meno che non si voglia pensare che uno scritto agostiniano possa essere letto al di fuori del contesto storico non si può non pensare che il 300 D.C. non stato successivo proprio ad uno di tali periodi.
Alcune frasi, però vanno lette alla luce del periodo storico nel quale sono state scritte.
Pensare che Agostino disprezzasse le donne è assurdo. Visto che, si convertì al cristianesimo grazie a sua moglie Monica (nonché grazie alle amicizie della madre).
Ora... gli uomini hanno una certa gerarchia nel considerare l'importanza delle loro idee. C'è il pensiero irrazionale, quello razionale, quello filosofico e, in cima a tutti, per chi è credente, quello religioso.
Non ci si lascia influenzare da una persona che si non si stima per niente quando si affrontano tematiche religiose.
Re: Limitazione delle donne nel presente
Riguardo la vicenda della donna prete alla quale fai affidamento, quella della donna prete di una setta cristiana, non posso fare a meno di considerare che il solo fatto di essere donna e prete, comunque non può annuallare Sant'Agostino, il suo pensiero e la sua teologia.
Resta il mistero sul perché una femminista vorrebbe che una donna prete non cattolica celebri funzioni religiose in una chiesa cattolica.
Volete anche che le rabbine celebrino nelle moschee?
No... solo per sapere...
Re: Limitazione delle donne nel presente
VND, ti ho già risposto. Commentare regole chiaramaente misogine, inventate da uomini di chiesa e imposte a milioni di esseri umani (alcuni compiacenti per proprio tornaconto), regole che sono state causa di immonde violenze e abusi fisici e psicologici di ogni tipo, è doveroso da un punto di vista civico.
Questa mentalità patriarcale e misogina fa perdere tempo, toglie risorse, annienta energie che potrebbero essere impiegate in cose utili. Sono tecniche utilizzate per annientare le energie umane, per istigare l'odio indispensabile per la tecnica del "divide et impera", o del "tra i due litiganti il terzo gode".
La barzelletta dell'interpretazione nel contesto storico non regge. Quale Dio potrebbe mai insegnare simili orribili parole? quale Dio potrebbe istigare all'odio e alla misoginia?
Se qualcuno dice che queste persone scrissero in base al loro tempo allora non si impongano le loro orrende parole nel nome di un Dio, in verità questi sono opinionisti che hanno espresso giudizi orrendi sulle donne spacciandole per parola di Dio e che al momento hanno la nomina di "santi"... e "padri" e che hanno causato dolori e sofferenze.
Re: Limitazione delle donne nel presente
La domanda era: a quale titolo un rabbino dovrebbe celebrare in una moschea?
Il ruolo storico delle donne non è stato deciso dagli uomini, ma dalle differenze biologiche, che hanno portato a comportamenti diversi per genere e quindi alla cultura. Uomini e donne sono ugualmente responsabili per la condizione maschile e femminile.
Per farti capire, posso dire che, nonostante le cose che scrivo qui, io non considero affatto voi femministe le uniche colpevoli dell'attuale condizione maschile.
Ne è causa anche la connivenza o l'inettitudine delle donne etero e non femministe ma, non ultima, anche la stupidità di molti uomini: gli zerbini, gli omuncoli, i maschi pentiti.
La religione, intesa come contenuto di dogmi, tradizioni e gerarchie della casta sacerdotale, ha abbastanza poco a che vedere con Dio.
Anche un credente può arrivare a comprenderlo.
Tuttavia, che la religione abbia causato la condizione della donna e non viceversa, è davvero una barzelletta.
Anzi, a veder voi femministe, si direbbe anche che Dio, se esiste, non manca certo di senso dell'umorismo.
Re: Limitazione delle donne nel presente
razzismo = Nella sua definizione più semplice, per razzismo si intende la convinzione preconcetta che la specie umana sia suddivisa in razze biologicamente distinte e caratterizzate da diversi tratti somatici e diverse capacità intellettive, segue wikipedia razzismo
Re: Limitazione delle donne nel presente
La domanda, tuttavia era un'altra.
Vedo che continui a dimenticarti di rispondere ma, non preoccuparti, la ripeterò per la quinta volta: perché un rabbino dovrebbe celebrare un rito religioso in una moschea così come una pretessa non cattolica dovrebbe celebrare in una chiesa di rito cattolico?
Sai... qui... nel club dei "razzisti" come dici tu, stiamo tutti fremendo...
Le scommesse ormai non si contano...
Rispondi, ti prego....
Facci ridere ancora!
Re: Limitazione delle donne nel presente
Insomma... tu pensi davvero che donne e uomini non abbiano differenze biologiche?
I risultati sportivi non sono diversi? Gli uomini non sono mediamente più alti? Non hanno un ossatura e una muscolatura più robusta? Non raggiungono Q.I.più elevati?
E, secondo te, queste differenze biologiche non hanno determinato differenze nei comportamenti e, quindi, nei ruoli?
ROTFL
Ma è fantastico!
Re: Limitazione delle donne nel presente
VND, hai dimenticato di cliccare su continua :)
razzismo = In senso colloquiale definisce ogni atteggiamento attivo di intolleranza (che può tradursi in minacce, discriminazione, violenza) verso gruppi di persone identificabili attraverso la loro cultura, religione, etnia, sesso, sessualità, aspetto fisico o altre caratteristiche. In tale senso, però, sarebbero più corretti, anche se sono raramente usati nel linguaggio popolare corrente, termini come xenofobia o meglio ancora etnocentrismo
Alle tue domande sulla donna prete:
francamente non mi interessa proprio nulla che sia permesso alle donne di fare il prete. E' interessante esclusivamente come dimostrazione che si tratta di una struttura gerarchica maschilista, misogina, patriarcale. La vostra domanda sul rabbino è del tutto fuori luogo, non c'entra assolutamente nulla con le discriminazioni sessiste!
ho già risposto qui, ripeto che:
interessa a tutti nel momento in cui i "religiosi" fanno politica e vogliono imporre/esportare le loro "ipotesi/regole" alla società civile laica. Le regole di questi organismi religiosi/politici gerarchici sono indicatori importanti per comprendere le discriminazioni sessiste che tramite le religioni sono state imposte come regole divine. Se ne parla come presa d'atto, come dimostrazione, che si aggiunge ad altre, che si tratta in effetti di un'organizzazione che ha tradizioni misogine e discriminatorie molto antiche:
"La donna non è fatta a immagine e somiglianza di Dio. È nell'ordine della natura che le mogli servano i loro mariti ed i figli i loro genitori, e la giustizia di ciò risiede nel principio che gli inferiori servano i superiori... È la giustizia naturale che vuole che i meno capaci servano i più capaci. Questa giustizia diventa evidente nel rapporto tra gli schiavi ed i loro padroni, che eccellono in intelletto, ed eccellono in potere.”
Sant'Agostino, padre della chiesa cristiana cattolica, Questioni sull'Eptateuco, Libro I, § 153.
Il diritto di voto è stato vietato alle donne per la differenza biologica eh? certo :-) spero che il discorso ti sia chiaro finalmente!
Re: Limitazione delle donne nel presente
La domanda continuava ad essere un'altra.
Ma tu preferisci dimenticartene.
Io, però, essendo uomo, cavaliere e gentile, te la ripropongo per la sesta volta: perché un rabbino dovrebbe celebrare un rito religioso in una moschea così come una pretessa non cattolica dovrebbe celebrare in una chiesa di rito cattolico?
Facci sognare!
Re: Limitazione delle donne nel presente
Razzismo non è affatto prendere atto delle differenze biologiche di genere, e valorizzarle come è stato fatto nel passato.
L'inganno femminista sposta l'obiettivo dalla lotta di classe alla lotta di genere, rendendosi ingenuo, ma non so quanto (connivente, sarebbe maggiormente calzante) complice dei poteri.
Ti dirò un'altra cosa.
L'aborto e il divorzio, che le femministe sembrano gridare a gran voce come loro conquiste (Bella roba... my compliments!) sarebbero arrivati comunque. Con o senza femminismo.
Così come è arrivato il voto alle donne (bisognava aiutare la democrazia cristiana per "abortire" la rivoluzione comunista).
Riguardo il voto, ti è già stato lungamente spiegato che, in Italia, si può parlare di suffragio universale maschile, soltanto a partire dal 1919.
Soltanto che aveva fatto il servizio militare, ossia chi era stato costretto a combattere la logorante guerra di trincea, il gran massacro, aveva diritto di voto.
Il voto alle donne viene concesso nel 1945 da che, come ho detto, non voleva lasciare l'Italia ai regimi sofietici (e, col senno di poi, meno male...).
1945 - 1919 = 26 anni
Levaci vent'anni di fascismo, nel quale non potè votare nessuno, e vedrai che le donne, in Italia, hanno votato sette, otto anni dopo gli uomini.
Senza essere obbligate a fare il militare.
Io, avrei preferito non votare..
Insomma, al posto tuo, per decenza, parlerei d'altro ma non del voto alle donne...
In Italia vi è stato regalato.
Il lavoro alle donne, invece, in Italia era sempre esistito.
Le vedove e le zitelle, da sempre, hanno dovuto lavorare. le donne, in genere, preferivano fare altro.
Come avrei fatto io se avessi avuto la possibilità. E come avresti fatto anche tu.
Solo che oggi, il lavoro alle donne è imposto. Non è affatto un'opportunità ma un obbligo.
Vi hanno indorato la pillola e voi, femministe, beote, ve la bevete tutta!
Sciocche serve del potere.....
Re: Limitazione delle donne nel presente
Se non fosse per le tragedie causate farebbe ridere:
"La donna è in rapporto con l’uomo come l’imperfetto ed il difettivo col perfetto. La donna è fisicamente e spiritualmente inferiore e la sua inferiorità risulta dall’elemento fisico, più precisamente dalla sua sovrabbondanza di umidità e dalla sua temperatura più bassa. Essa è addirittura un errore di natura, una sorta di maschio mutilato, sbagliato, mal riuscito."
San Tommaso d'Aquino, Summa Teologica
Sono ideologie come queste che hanno impedito a persone di sesso femminile di esprimersi secondo le proprie aspirazioni e capacità. La cultura patriarcale dominante ha imposto leggi discriminatorie e usanze socio-culturali che hanno ostacolato e/o impedito alle donne di comunicare e seguire le proprie aspirazioni. Il patriarcato ha giustificato tali divieti, imposti anche con la violenza fisica e psicologica, diffondendo ideologie razziste/sessiste sull'inferiorità biologica, fisica e spirituale delle donne.
Il razzismo sta proprio nel sostenere che una diversità, o inferiorità, possa concedere al superiore la possibilità di commettere violenze e discriminazioni, imporre divieti ad un inferiore.
Re: Limitazione delle donne nel presente
La tua ricostruzione storica è lacuno sa e parziale.
Prima di tutto, nel 1200 la cultura antifemminile era molto diffusa.
Quindi possiamo pensare benissimo che il pensare comune abbia influenzato il d'Acquino e non viveversa.
Perchè?
Un ipotesi accettabile potrebbe essere quella di una fase successiva ad un'altra, caratterizzata dalla decadenza dei costumi.
Ai tempi, lo ricordiamo, il ruolo della donna era quello di signora mantenuta (quanto fosse libera la donna e, vale la pena di ricordarlo, l'uomo, dipendeva direttamente dal suo livello sociale).
E' chiaro che, una donna infedele, era vista soprattutto come ingrata.
Di qui a vedere nella lussuria femminile un atto demoniaco, in un epoca nella quale, il maligno era visto ovunque, il passo è breve.
In sostanza, in un regime economico che prevedeva che l'onere del mantenimento della famiglia, spettasse all'uomo, è ovvio che chi s'era avocato il compito di educare le masse, cercasse di indirizzare le donne all'obbedienza e all'umilta.
"Già quello ti mantiene... Vuoi anche rompergli le palle?".
In epoca medievale era facile finire sul rogo. Sia per gli uomini che per le donne.
La chiesa istituzionale ha arrostito le sue menti migliori. Maschili, naturalmente.
La lagna femminista, anche in questo caso, è riprova del tentativo di revisionismo storico tentato dalle femministe..
Basta! Non se ne può più!
Ah... completezza di informazione.
Basta spulciare queste perle per scoprire la propaganda antimaschile attuata dalle tue colleghe, oggi, coi soldi nostri.
http://femminismo-a-sud.noblogs.org/post/2010/10/15/quanto-ci-costano-e-chi-sostiene-i-padri-separati/
Basta leggere le vostre pagine sulla PAS.
http://www.donnapratica.com/forum/separazione-divorzio/chi-e-richard-gardner-inventore-della-pas-sindrome-alienazione-genitoriale-t935.html
A voi interessano i soldi, mica le condizioni dei bambini!
Vere ersecuzioni, attuate oggi. Non nel medio evo.
Resta da stabilire perché una pretessa affiliata ad una setta cristiana, dovrebbe celebrare in una chiesa cattolica.
:-D
Re: Limitazione delle donne nel presente
il d'Aquino? ehehe
L'autore capace di scrivere teorie razziste e istigare con la sua propaganda alla discriminazione razzista/sessista si chiama SAN TOMMASO D'AQUINO è un santo :-)
"...fu un frate domenicano, del tempo della scolastica e della scuola domenicana, definito Doctor Angelicus dai suoi contemporanei. È venerato come santo dalla Chiesa cattolica[2] che dal 1567 lo considera anche Dottore della Chiesa.
Tommaso rappresenta uno dei principali pilastri teologici e filosofici della Chiesa cattolica: egli è anche il punto di raccordo fra la cristianità e la filosofia classica, che ha i suoi fondamenti e maestri in Socrate, Platone e Aristotele, e poi passati attraverso il periodo ellenistico, specialmente in autori come Plotino. [San Tommaso d'Aquino wikipedia]"
La misoginia è molto antica, ancor più della religione cristiana. Qui trovi altre citazioni misogine, non solo dei santi patriarchi, buon divertimento!
Il razzismo sta proprio nel sostenere che una diversità, o inferiorità (presunta o tale), possa concedere al superiore (presunto o tale) la possibilità di commettere violenze, discriminazioni e imporre divieti ad un inferiore.
Re: Limitazione delle donne nel presente
"si chiama SAN TOMMASO D'AQUINO è un santo :-)"
E sticazzi?:-)
Per me è uno che ha scritto cose...
Mi sembrava che questo fosse un sito laico...
A proposito...
Ci sarebbe quella questioncina della pretessa...
"Il razzismo sta proprio nel sostenere che una diversità, o inferiorità (presunta o tale), possa concedere al superiore (presunto o tale) la possibilità di commettere violenze, discriminazioni e imporre divieti ad un inferiore."
Allora, io, in questo caso, non sono razzista.
Io non sostengo, constato che l'ossatura e la muscolatura maschile sono più forti di quelle femminili, constato inoltre che i risultati sportivi maschili sono, di gran lunga, superiori a quelli femminili ed, infine, constato ancora, che i Q.I. maschili più alti, sono superiori ai picchi femminili.
E in questo le influenze culturali c'entrano pochissimo.
Sono differenze biologiche.
Contrariamente a quello che puoi pensare, però, io non credo affatto che queste innegabili superiorità rendano l'uomo superiore.
La nostra civiltà si misura dalla dignità che si dà al debole, non da quanto il più forte domina.
Uomini e donne sono diversi, dovrebbero rivestire ruoli diversi, complementari, come è sempre stato, a prescindere dal revisionismo storico femminista.
Ma gli uomini hanno inventasto la libertà.
E questo fa si che le donne che vogliono rinnegare la loro natura e fare lo scaricatore di porto, lo devono poter fare (possibilmente senza chiedere di cambiare le regole e senza rompere le palle).
Infine gli uomini hanno inventato una cosa che si chiama "diglità".
Uomini e donne, pur essendo diversi, pur avendo ruoli diversi, hanno da sempre, la stessa dignità.
Che poi le femministe si sono inventate che una volta gli uomini erano cattivi....
Io vedo solo che quelli di oggi sono omuncoli, zerbini, deboli, soggiogati, umiliati e cogli*ni....
Ma, quelli di una volta, no.
Mio nonno non ha mai picchiato mia nonna. Forse lei non gliene dava motivo o, forse, le voleva bene come io voglio bene alla mia compagna.
Fatto sta che le femministe raccontano solo stupidate.
Ma uomini e donne
Re: Limitazione delle donne nel presente
Per te sarà uno che ha scritto cose... invece è un santo venerato, teologo e dottore della chiesa. Che abbia scritto testi chiaramente razzisti/misogini è molto significativo
Non hai letto con attenzione, io non ho scritto che razzismo è sostenere che esiste una diversità biologica, ma sostenere che queste diversità concedano a qualcuno il potere di dominare sul diverso da sè:
"Il razzismo sta proprio nel sostenere che una diversità, o inferiorità (presunta o tale), possa concedere al superiore (presunto o tale) la possibilità di commettere violenze, discriminazioni e imporre divieti ad un inferiore."
Guarda che le diversità biologiche sono palesi, non credo che qualcuno neghi le diversità biologiche. La differenza più evidente tra uomini e donne è l'organo sessuale, ma ce ne sono anche altre tra cui la potenza muscolare. Il punto importante è: nessuna differenza può conferire a qualcuno il diritto di comandare su un altro e imporre alcun ruolo (che deve essere uan scelta informata, libera e indipendente dell'individuo = libertà)
Il problema del patriarcato maschilista è credere che la superiorità muscolare e quindi la capacità di poter ferire, uccidere, violentare fisicamente una o più persone, conferisca il diritto di comandare su chi non ha la potenza muscolare (o militare). Il patriarcato sposta tutto sul piano della potenza muscolare, ovvero la capacità di compiere facilemnte violenza fisica, e anche psicologica utilizzando la minaccia di compiere atti violenti.
Purtroppo la cultura maschilista-patriarcale ha governato e continua a farlo per mezzo di atti violenti, abusi di potere, terrorizzando gli individui e i gruppi che cercano di cambiare questo sistema violento. Per ottenere questo risultato i potentati partono controllando la più piccola "cellula sociale" (la relazione familiare) instillando odio misogino.
Questa tua dichiarazione è molto significativa di una mentalità:
Tua nonna era forse un cane?
Ti ricordo che picchiare le persone è un reato, ti ricordo che non è ammesso picchiare le persone per nessun motivo.
Penso che ormai il discorso sia chiaro.Saluti
Re: Limitazione delle donne nel presente
"Tua nonna era forse un cane?"
Ti risulta che i cani si possano picchiare?
Lo so che le donne sfogano la loro violenza sadica e le loro depravazioni su bambini e animali...
"Ti ricordo che picchiare le persone è un reato, ti ricordo che non è ammesso picchiare le persone per nessun motivo."
Anche picchiare i cani è reato.
Re: Limitazione delle donne nel presente
Esatto! vedo che fai progressi, anche picchiare i cani è reato, te l'ho già segnalato nel forum ieri:
http://www.donnapratica.com/forum/parita-sessi/perle-saggezza-patriarcal...
Per la tua mentalità è invece permesso picchiare le donne:
e da ciò si deduce che per te, VND, le donne hanno meno diritti dei cani.
Re: Limitazione delle donne nel presente
Tu continui a leggere cose che la gente non scrive.
Secondo me dovresti farti dare una controllatina.
Re: Limitazione delle donne nel presente
"Ti ricordo che picchiare le persone è un reato, ti ricordo che non è ammesso picchiare le persone per nessun motivo."
Siete voi femministe che raccontate la stupidaggine che noi uomini saremmo tutti violenti e ubriaconi (violenza domentstica).
Se non siete etero, sono affari vostri, ma perché fare del terrorismo?
"Perle di saggezza" patriarcale maschilista
http://www.donnapratica.com/forum/parita-sessi/perle-saggezza-patriarcal...
Re: "Perle di saggezza" patriarcale maschilista
E poi, qui ci si continua a chiedere perché mai una pretessa di una confessione veterocattolica dovrebbe celebrare in rito cattolico...
Vogliamo dare delle risposte o preferiamo menare il can per l'aia?
:-)
Re: Limitazione delle donne nel presente
"Per te sarà uno che ha scritto cose... invece è un santo venerato, teologo e dottore della chiesa. Che abbia scritto testi chiaramente razzisti/misogini è molto significativo"
E' un uomo. La pratica di eleggere santi è abbastanza border line, ai limiti dell'idolatria, anche in chiave di lettura cattolica.
"non ho scritto che razzismo è sostenere che esiste una diversità biologica, ma sostenere che queste diversità concedano a qualcuno il potere di dominare sul diverso da se.
Quindi abbiamo appurato che non sono razzista.
Problema risolto.
"Il problema del patriarcato maschilista è credere che la superiorità muscolare e quindi la capacità di poter ferire" ecc...
Il Patriarcato maschilista non esiste e non è mai esistito è un'invenzione femminista.
Risolto anche questo.
limitazioni delle donne nel presente
Convenzioni e patriarcato
E chi sarebbe il lupo?
"convenzione: 1 Patto, accordo tra più persone, organismi o Stati per regolare una determinata attività nel rispetto dei reciproci impegni: concludere, fare, stabilire una c.; fissare i termini della c.; c. commerciale, doganale, monetaria; c. internazionale; c. dell'Aia." Fonte vocabolario Gabrielli Aldo.
Come puoi verificare leggendo il significato della parola "convenzione", da te utilizzata per giustificare la posizione femminile, limitata nella libertà, e vincolata a ruoli predeterminati, le convenzioni sono creazioni umane. Se le convenzioni sono imposte agli individui, che pure non vi hanno aderito, e le convenzioni sono limitanti della loro libertà, allora, le convenzioni sono imposizioni di coloro che hanno il potere di stabilirle a loro vantaggio (patriarcato, dittatura).
convenzione e patriarcato
dittatura e convenzioni patriarcali
Rodolfo, sei livoroso (perché?) e oltretutto dici cose errate.
Rodolfo..., scusa ma queste battute sul mio pesudonimo fanno piuttosto ridere. Inoltre, il delfino di hitler si chiamava HESS, che è differente da ESSE!
Sono una donna perfetta, così..., contento? La tua descrizione di "convenzione" corrisponde perfettamente alla concezione di dittatura. Cioè, chi ha il potere impone, anche con la violenza, o con leggi, circolari, ecc. le regole. Un esempio è la convenzione che le donne non dovevano avere diritto di voto (v.storia del diritto di voto) e prima ancora che il diritto di voto spettava solo a chi aveva un patrimonio. Secondo la tua descrizione, il patriarcato ha un'impostazione mentale dittatoriale di prevaricazione che non tutela le persone e il diritto alla libertà, ma che considera gli esseri umani come animali da produzione e non come individui degni di vivere in libertà.
Non mi interessano prevaricazioni sessiste, mi interessa la libertà e il rispetto degli esseri umani che devono essere messi in condizione di vivere dignitosamente, senza essere istigati a sbranarsi a vicenda, senza essere abusati, sfruttati e oppressi. Che siano maschi, o femmine, non fa differenza.
dittatura e convenzioni patriarcali
Cosa ti turba dello pseudonimo?
Cosa ti turba dello pseudonimo "esse"? il mio pseudonimo, ti fa ridere? bene, sono contenta, ridere fa bene alla mente
e pensare che l'ho scelto così, per carenza d'idee. Potrei dirti lo spunto banale, ma non te lo dico. Stando al tuo commento, scendendo al tuo livello di confronto, avrei potuto suggerirti di cambiare nome, Rudolf! ma queste sono stupidaggini. Tempo buttato.
Se rileggi il mio commento, noterai che ho specificato che il diritto di voto è stato negato a chi non aveva sufficienti patrimoni. Oggi sembra diverso, ma nella pratica non siamo distanti da quella consuetudine.
Il resto del tuo discorso, e i tuoi modi, mi risultano di difficile comprensione, sicuramente troverai interlocutori che gradiranno i tuoi modi. Scusa la domanda ironica: ti occupi di politica?
Buon proseguimento.
cosa ti turba del mio pseudonimo?
basso livello, Rudolf
il pudore di rendermi presente? scusa ma ho difficoltà a comprenderti, puoi tradurre? [pseudonimo]
Il tuo livello di discussione, a mio parere, è bassissimo, per questo ti ho chiesto, ironicamente, se ti occupi di politica. Definiresti di alto livello commenti di irrisione sullo pseudonimo? e in più associandolo ad un personaggio nazista, Rudolf Hess, da te scritto Rudolf Esse, modificando il nome reale del personaggio?
Visto che ti diverte l'analisi dei nomi, argomento da te introddotto per beffeggiarmi: Rodolfo, è un nome di origine germanica ed è l'esatto corrispondente italiano di Rudolf (tedesco). Se controlli la pagina enciclopedica di wikipedia su Rodolfo, troverai citato, tra i tuoi omonimi, Rudolf Hess. Pensa te...
Basso livello Rudolf
Sai che sembri un troll?
Sai che sembri un troll? Il mio scopo, attaccare bottone con te?! è una battuta? Ti ricordo che tu sei venuto qui a deridermi e proporre discussioni di bassissimo livello sullo pesudonimo. Se sei rimasto male perché il tuo giochetto dei nomi ti si è ritorto contro e tra i tuoi omonimi, Rodolfo, c'è Rudolf Hess, il politico nazista che, con l'artificio di modifica del nome, volevi usare per beffeggiarmi, è un problema tuo!
Inoltre, ti invito a non importunarmi ulteriormente per conoscere i miei dati anagrafici. Buon proseguimento e studia il significato di pseudonimo!
nuovo pseudonimo
ormai, ad ogni connessione, digitando lo username "esse", mi vengono in mente le, seppur false e improprie, associazioni a nomi di criminali nazisti. Non avendo "esse" significativo valore, per me, cambio il mio pseudonimo in "ariaora".
nuovo pseudonimo di Ariaora"
fuori luogo
La nota di modifica del nick non era rivolta a te, ma a tutti i lettori del sito. Come già detto, ho cambiato pseudonimo perché, non avendo "esse" per me un particolare significato, a causa dei tuoi commenti fuori luogo, mi ricordava, ormai, criminali nazisti.
Per tua tranquillità, non considero le persone migliori o peggiori a seconda dell'organo genitale che hanno. I tuoi argomenti non mi interessano, cerca altri interlocutori.
fuori luogo cilecca!
Ma le bambine di otto anni
Ma le bambine di otto anni anoressiche e le cinquenni vestite da cocotte dove le ha viste la Tamaro?? Mi sembra un'immagine decisamente apocalittica tipica di certi cattolici ultra-tradizionalisti.
Non ti so dire dove le abbia
Non ti so dire dove le abbia viste lei ma il problema sembra proprio che esista:
- anoressia e bulimia
- sessismo nella pubblicità