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Censura: Ipazia nei libri scolastici di filosofia, istruzione scuola insegnanti

Quando l'ignoranza è... scolastica. Interi capitoli omessi dallo studio. Ignorati dall'insegnante o dai programmi ministeriali?

scuola istruzione censura

Censura scolastica - Non ricordando di aver studiato, al liceo, la filosofa Ipazia (recente protagonista del film Agorà) mi è venuta la curiosità di controllare i libri scolastici di filosofia. Comincio a cercare dall'indice immaginando di trovare almeno un paragrafo. Niente. Scorro le pagine del libro e non trovo niente. Per fortuna c'è l'indice dei nomi e trovo Ipazia, pagina 353. Sfoglio, cerco, mi aspetto almeno una mezza pagina su Ipazia (meriterebbe approfondimento solo per il fatto di essere unica donna tra tanti uomini). Ad un primo sguardo non vedo niente e quindi comincio a leggere il paragrafo. Noto che non ci sono appunti nè sottolineature, capitolo saltato. Titolo del paragrafo: "L'idea della tolleranza", capitolo "Le ultime correnti della filosofia antica", sezione "il pensiero religioso, il cristianesimo, le filosofie dell'età tardo antica" (Sezione completamente saltata dall'insegnante, tranne il capitolo su Agostino (santo) "Agostino: l'interiorità, il tempo, il male").

Leggo la pagina 353 "L'idea della tolleranza" dedicata al passaggio dal culto pagano a quello cristiano, pagina completamente esclusa dall'insegnante scolastico, e trovo il testo dedicato ad Ipazia:

"Ad Alessandria uno dei più intolleranti patriarchi cristiani, il vescovo Cirillo, provocherà distruzioni ingenti nel prezioso patrimonio librario del Museo e della sua biblioteca. Non mancheranno episodi di reazione a carattere persecutorio, come quello di cui sarà vittima, ad Alessandria, nel 415, la filosofa neoplatonica Ipazia." [Filosofia storia e testi - Sergio Moravia - Le Monnier - volume 1 - anno di stampa 1984]

La memoria non mi ingannava, le due uniche righe che citano Ipazia nel libro di filosofia, tra l'altro solo come vittima di persecuzione cristiana e non come filosofa degna di nota, non le abbiamo studiate, come del resto l'insegnante ha ignorato tutto il capitolo "Le scienze nell'età alessandrina". Noto anche quante altre parti del libro non sono sottolineate e non abbiamo studiato, di fatto censurate, e non mi sembrano scelte a caso. Se la censura sia stata operata dall'insegnante o era prevista nei programmi di istruzione ministeriale questo non lo so. Controllate i vostri libri, e quelli dei vostri figli, controllate quali parti sono censurate.

Ci sarebbe poi da confrontare i libri con altri libri... per quanto riguarda la storia mai fermarsi ad una sola fonte di informazione, studiare l'autore e confrontare dati,  documenti e la sua impostazione ideologica.

Per fortuna l'insegnante di filosofia del liceo cambiò ogni anno, mi ricordo solo l'insengnante dell'ultimo anno che ci consigliò di comprare un secondo libro di testo per approfondire e confrontare la diversa trattazione degli stessi argomenti.

 

aggiornamento 20/02/2011, fotocopia del libro citato sopra

Guarda la fotocopia ingrandita del libro filosofia

"Ad Alessandria uno dei più intolleranti patriarchi cristiani, il vescovo Cirillo, provocherà distruzioni ingenti nel preziosissimo patrimonio librario del Museo e della sua biblioteca. Non mancheranno episodi di reazione a carattere persecutorio, come quello di cui sarà vittima, ad Alessandria, nel 415, la filosofa neoplatonica Ipazia."



Commenti

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Ritratto di peppe
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Re: Censura: Ipazia nei libri scolastici di filosofia, ...

E' vero che la storia delle religioni conta anche fenomeni di intolleranza anche sanguinosi, ma ha anche offerto e tuttora offre luminosi esempi di solidarietà, coraggio e progresso. In Polonia un regime totalitario che giustificava la sua esistenza quale difensore dei diritti del popolo ma  che sfruttava i lavoratori e mortificava la libertà individuale è stato sconfitto grazie all'appoggio della chiesa che ha difeso i lavoratori e i dissidenti anche grazie al sacrificio personale della vita di un sacerdote. Nel Salvador la chiesa era schierata contro i fanatici degli squadroni della morte che ucciseto il vescovo Romero. Il popolo tibetano oppresso dagli invasori cionesi difende la propria identità e le proprie rivendicazioni di autonomia grazie al clero buddista. In Birmania al fianco del popolo che chiede democrazia e libertà ci sono i monaci buddisti che per protesta arrivano ad ardersi vivi. Viceversa, in nome della ragione ,  del ripudio della superstizione e del progresso sono state perpretate le più orribili carneficine (Unione Sovietica, Cambogia) e sono state fondate le basi pseudoscientifiche del razzismo (la teoria dell'umanità divisa in razze geneticamente distinte risale all'illuminismo contrapposta allorigine comune dei popoli descritta da tutte le religioni) che ha giustificato lo  sfuttamento  e i genocidi di popoli "inferiori". Ci sono più cose in cielo e in terra che negli schematismi ideologici, che sono sempre stati la premessa di disastri.  
 
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La mancanza di documenti può creare miti

Perché a scuola dovrebbe essere passato come reale un personaggio fantastico mentre non si insegnano più cose assai più importanti? Quindi Ipazia aveva schiavi... Era una schiavista...
 
Ritratto di Paolo1984
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Ipazia non è un personaggio

Ipazia non è un personaggio fantastico. Dio lo è (con ogni probabilità), però la religione si insegna lo stesso
 
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Re: Ipazia non è un personaggio

"però la religione si insegna lo stesso" Però non è obbligatoria...
 
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Gramsci, sicuramente non lo

Gramsci, sicuramente non lo è, eppure non lo si insegna. Il personaggio di Ipazia è stato completamente ricostruito, in versione illuminista, anticristiana o femminista a seconda di come faceva comodo.
 
Ritratto di Paolo1984
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Infatti bisognerebbe

Infatti bisognerebbe insegnare pure Gramsci. Poi scusa, ogni romanzo o film ispirato ad un fatto storico è una "ricostruzione" Spielberg l'ha fatto con Oskar Schindler, Amenabar l'ha fatto con Ipazia..embè? Di Ipazia si sa poco, Amenabar ha usato il poco che si sa e ha ricostruito il resto secondo la sua sensibilità cercando comunque di restare verosimile e cercando comunque di parlare al nostro presente dato che l'oscurantismo religioso esiste ancora nel mondo. Questo film ha il merito di portare a conoscenza una storia che il grande pubblico non conosceva.
 
Ritratto di vnd
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Ipazia non fu uccisa per

Ipazia non fu uccisa per motivi religiosi ma politici. E' anche scorretto sostenere che fosse stata uccisa dai cristiani.. Visto che alcuni cristiani frequentarono la sua scuola...
 
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Infatti è stata uccisa da

Infatti è stata uccisa da alcuni cristiani riuniti nella confraternita dei parabalani, legatissimi al vescovo di Alessandria d'Egitto, Cirillo
 
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Eretici. Dire che i cristiani

Eretici. Dire che i cristiani hanno ucciso ipazia è come dire che Hitler e Stalin, entrambi battezzati, esercitassero il potere con spirito cristiano. Ma Hitler e Stalin non hanno ucciso come cristiani. Smettetela di prendere per buona ogni fesseria che vi si racconta!
 
Ritratto di Paolo1984
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Ma eretici in base a quale

Ma eretici in base a quale documento papale? Erano i partigiani del vescovo Cirillo che certo eretico non era e si ritenevano cristiani devotissimi e come tali ritenevano di agire quando uccisero una pagana consigliera del prefetto Oreste avversario del vescovo. Hitler e Stalin qua c'entrano come i cavoli a merenda
 
Ritratto di DP
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Assassinio di Ipazia

Purtroppo la biblioteca di Alessandria fu distrutta. Come ha ricordato Paolo, si riferisce che esistono documenti storici in cui si parla di Ipazia, Socrate Scolastico (uno storico contemporaneo) parla di Ipazia.

C'è da dire che i riferimenti su Ipazia e sulla sua uccisione sono coerenti con i massacri che fecero i cristiani anche in epoche più recenti, e con certe affermazioni cristiane sulle donne

Nelle chiese le donne tacciano.

Prima lettera ai Corinzi capitolo14 vv.33-36
(San Paolo di Tarso, Lettere ai Corinzi) santo della chiesa cristiana

aforismi misogini

Ipazia fu uccisa probabilmente per motivi politico-religiosi (è un dato di fatto che le religioni sono sempre state strumento connesso al controllo sociale e politico) e perchè era una donna davvero insolita per l'epoca. Agevolata dal padre aveva potuto studiare e dimostrare che le donne non sono affatto inferiori agli uomini e anche per questo fu uccisa. E' possibile che pagò il suo approccio molto distante da avidi guerrafondai religiosi e politici, come è capitato, in ogni epoca, alla gran parte delle persone che si sono opposte al potere.

 
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Dovrei forse dedurre che la

Dovrei forse dedurre che la pagina sugli aforismi misogini sia l'unica tua fonte? O piuttosto un testo ricco di contenuti, come il Vangelo Cristiano, andrebbe letto nel suo complesso, senza estrapolare frasi a caso, che slegate dal loro contesto perdono ogni significato? Ipazia non si oppose a nessun potere. Era ricca, schiavista e tu dici, all'epoca si usava così. All'epoca ci si uccideva con estrema facilità e con le scuse più svariate. Di qui a fare di ipazia una martire, ce ne passa. Per me fa parte del revisionismo storico femminista. Una sequela di menzogne edonista-femminista.
 
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non ho mai detto nulla di simile

VND

Era ricca, schiavista e tu dici, all'epoca si usava così.

non ho mai detto nulla di simile,
tuttavia Ipazia era sicuramente benestante, altrimenti non avrebbe potuto studiare, essendo nata benestante aveva sicuramente schiavi, in effetti una normalità in quell'epoca. E' ancora più apprezzabile quello che fece, per quel che si sa, perchè si trovava tutto sommato in una posizione di comodo e accontentando i potenti avrebbe potuto fare carriera (prostituzione intellettuale) invece tutto il suo lavoro è stato distrutto.

Se invece hai delle fonti da cui risulta che Ipazia aveva la vocazione allo schiavismo citale, a me non risulta

 
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  VND Era ricca, schiavista e tu dici, all'epoca si usava così.   ariaora scrive: non ho mai detto nulla di simile,  tuttavia Ipazia era sicuramente benestante, altrimenti non avrebbe potuto studiare, essendo nata benestante aveva sicuramente schiavi, in effetti una normalità in quell'epoca. E' ancora più apprezzabile quello che fece, per quel che si sa, perchè si trovava tutto sommato in una posizione di comodo e accontentando i potenti avrebbe potuto fare carriera (prostituzione intellettuale) invece tutto il suo lavoro è stato distrutto. Se invece hai delle fonti da cui risulta che Ipazia aveva la vocazione allo schiavismo citale, a me non risulta.  
  1.     “non ho mai detto nulla di simile” […omissis…] “aveva sicuramente degli schiavi”. Vabbè… se non è prima, è poi….
  2.       Pare che Ipazia, che si tratti di un mito o no, abbia studiato e insegnato. Il che appare in stridente contrasto con un altro mito femminista: “il maschilismo”. Pare infatti che, fino all’altro ieri, sotto il fantomatico regime maschilista, appunto, gli uomini (brutti, sporchi, puzzolenti e, quindi, maschilisti) impedissero alle donne di studiare e, bada ben bada ben, insegnare. Invece Spazia pare avesse studiato e insegnasse… Oh… delle due, una. O non è vero che, tra i ricchi, anche le donne che lo avessero voluto potevano studiare, o non è vero che alle donne si impediva di studiare. Se ne deduce che il maschilismo è un’altra palla femminista.
  3.      Non è chiaro quale carriera avrebbe dovuto fare Ipazia grazie alla sua posizione privilegiata, accontentando i potenti, ecc. Non faceva già parte, dei potenti?
  4.        Ipazia, abbiamo detto, aveva degli schiavi. Il fatto che avesse degli schiavi, non fa di lei una schiavista. Per affermarlo io dovrei (rotfl) cercare delle fonti che attestino che Spazia  aveva la *vocazione” (?) della schiavista. Visto che gli schiavi li avevano tutti i ricchi, allora èmeno grave avere schavi. Come dire…Visto che erano maschilisti tutti… (quindi uomini e donne) allora essere maschilisti non era grave…  Come? Ah… no… per il maschilismo, ammesso che sia mai esistito, era diverso.
  5.    I maschilisti, ammesso che siano mai esistiti, però, erano solo gli uomini (brutti, sporchi, cattivi e puzzolenti, quindi…. maschilisti – n.d.r.). Le donne, si sa, non lo facevano apposta, non lo fanno mai apposta. Il che è un po’ come dire che le donne non sono in grado di  prendere decisioni….
  6.        Un’altra differenza che salta subito all’occhio è che per affermare che gli uomini erano maschilisti non servono fonti, mentre per dire che una persona che ha degli schiavi è schiavista, sì. L’ennesimo esempio del doppio standard femminista.
  7.     Te le cito subito, le fonti… come no?
  Te saludi…
 
Ritratto di ariaora
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Re: non ho mai detto nulla di simile

Certo, penso che andare contro corrente implichi sempre più coraggio che non andarci. Se tutti sono maschilisti è più difficile non esserlo, oggi i maschilisti sono molto meno rispetto a centinaia di anni fa e ci vuole meno coraggio e senso critico per non-essere-maschilista.

Fonti storiche del maschilismo e della misoginia ti sono stare ripetutamente segnalate, un esempio:

L'uomo è per natura superiore, la donna inferiore; il primo comanda, l'altra ubbidisce, nell'uno v'è il coraggio della deliberazione, nell'altra quello della subordinazione.

(Aristotele, Politica) filosofo

Altre numerose fonti qui: http://www.donnapratica.com/articoli/2010/05/02/aforismi-contro-le-donne...

Saluti.

 
Ritratto di vnd
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Re: non ho mai detto nulla di simile

  ariaora scrive: Certo, penso che andare contro corrente implichi sempre più coraggio che non andarci. Se tutti sono maschilisti è più difficile non esserlo, oggi i maschilisti sono molto meno rispetto a centinaia di anni fa e ci vuole meno coraggio e senso critico per non-essere-maschilista. Fonti del maschilismo e della misoginia ti sono stare ripetutamente segnalate, un esempio: (link) Saluti.  
  1. A quale domanda hai risposto? Io non ho fatto domande. E ho parlato di cose diverse. 
  2. Chi, tra te, femminista, e me, antifemminista, va controcorrente?
  3. Il maschilismo non esiste oggi e non è mai esistito nel passato. Se l’unica evidenza che riesci a trovare a sostegno dell’esistenza del maschilismo sono gli aforismi che hai copincollato (aforismi che in buona parte sono spiritosi e non misogini come invece sostien), il dubbio sull’esistenza del maschilismo dovrebbe venire anche a te.
  4. La misoginia e la misandria, invece, esistono. Io le considero dei disturbi, segnali di un disagio, di esperienze traumatiche non risolte. Ad esempio... stare troppo a contatto con le femministe, rischia di causare misoginia cronica. E' bene staccate, per brevi periodi, frequentando donne normali. la misandria sembra, invece, incoraggiata dalle femministe (e qui ci vorrebbe il link alla pagina sugli aforismi misandrici della sezione "pari opportunità" del tuo forum, che io non posso postare)
  5. Nessuno ha nulla da obiettate alle donne che lavorano, se accettano le regole di tutti, senza privilegi e “discriminazioni positive”.
   
 
Ritratto di ariaora
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Re: non ho mai detto nulla di simile

Il maschilismo è una sotto-specie di misoginia, i misogini infatti odiano le donne, i maschilisti invece sostengono di amarle :-) per i loro scopi: la donna per il maschilista è come un animaletto da compagnia e da lavoro... domestico (pulizie, lavare, stirare, preparare i pasti) e assistenziale (prestazioni sessuali, badante, ecc.)

Le donne sono adatte a curarci ed educarci nell'infanzia, appunto perché esse stesse sono puerili, sciocche e miopi, in una parola tutto il tempo della loro vita rimangono grandi bambini: esse occupano una specie di gradino intermedio fra il bambino e l'uomo, che è il vero essere umano.

(Arthur Schopenhauer, Parerga e paralipomena, 1851) filosofo

link: fonti storiche del maschilismo

 
Ritratto di vnd
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Re: non ho mai detto nulla di simile

Gli aforismi non sono fonti storiche. Lo ripeti all'infinito. Segno evidente che il maschilismo non esiste, non è mai esistito ed è soltanto un invenzione femminista.  
 
Ritratto di ariaora
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Re: non ho mai detto nulla di simile

@vnd,

quali fonti storiche vuoi? Cosa vuoi di più testi di filosofi, scienziati, scrittori e dottori della chiesa nei secoli? evidenziano chiaramente un pensiero antico, discriminatorio, maschilista:

(Pitagora, VI sec. a.e.c.) (matematico, legislatore, filosofo):

C’è un principio buono che ha creato l’ordine, la luce e l’uomo, e un principio cattivo che ha creato il caos, le tenebre e la donna.

altre fonti storiche del maschilismo

 
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Re: non ho mai detto nulla di simile

  Le frasi estemporanee o le battute spiritose di personaggi famosi,  non possono dimostrare l’esistenza di un movimento politico o di un progetto finalizzato alla penalizzazione della donna in quanto tale. Ne consegue che, fino a prova contraria le donne si sono auto-escluse dal mondo del lavoro e della politica, per le stesse motivazioni che le spingono a farlo ora. Ossia, perché non ne avevano voglia. Le donne, del resto, perfettamente inserite,  nel  sistema sociale,  nonostante il loro ruolo, apparentemente modesto, hanno fatto la loro parte, per conservare le antiche tradizioni. Evidentemente, a loro stava bene così. Se vuoi dimostrare che l'atteggiamento maschile, nei riguardi delle donne, fosse di dominio, invece che protezione, come invece credo,  e che questo avesse valenza istituzionale, devi cercarti delle fonti più sostanziose dei tuoi  innocui aforismi.   L'onere della prova, spetta all'accusa. Sempre. Dovresti saperlo. Beh... tranne che in caso (false) accuse di stupro e molestie sessuali.  Ma a questo dovremmo porre presto rimedio.  
 
Ritratto di vnd
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Re: non ho mai detto nulla di simile

Pensare che, in una coppia, i compiti vadano suddivisi, in piena libertà, secondo le proprie naturali inclinazioni non può essere considerato maschilismo. E relegare il genio di Schopenhauer alle sole battute antifemministe, mi sembra oltremodo fuorviante. Va da sè che Shopenhauer non doveva certo avere un buon carattere... Ma anche qualora fosse stato maschilista (cosa che non credo affatto) non si può ragionevolmente ipotizzare che se anche Schopenhauer fosse stato maschilista, lo sarebbero stati anche i suoi contemporanei. Soprattutto tenuto conto delle critiche che il filosofo si attirò, su aspetti maggiormente salienti delle spiritose battute contro le donne. E' pur vero che, a causa delle donne (e della sua insofferenza), passò non pochi problemi.. Ripeto, non sono gli aforismi da te collezionati a potermi convincere dell'esistenza del maschilismo. In ogni caso, la misoginia è disturbo. Lo ritengo abbastanza grave, poiché compromette la possibilità di vivere una vita felice o, perlomeno, serena. Allo stesso modo della misandria. Che, invece, è strettamente connessa al femminismo e che anzi è, da molte femministe, spudoratamente ma vergognosamente incoraggiata. Forse la misandria è una delle ragioni per le quali le femministe sembrano così infelici.  
 
Ritratto di 26082011
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Abuso: Morphing e codice html anomalo

 
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Ah.. già.. lo ha detto

Ah.. già.. lo ha detto paolo... Lo sai... vi confondo... Comunque, dite la stessa cosa. Il fatto che avesse schiavi, attesta che fosse schiavista. "essendo nata benestante aveva sicuramente schiavi, in effetti una normalità in quell'epoca. E' ancora più apprezzabile quello che fece, per quel che si sa" Cioè? Cosa fece?
 
Ritratto di vnd
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Il suo fu un omicidio

Il suo fu un omicidio politico e la religione non c'entrava affatto. Ipazia, figlia di un filosofo - Teone - molto addentro nell'ermetismo e nell'orfismo, era una neoplatonica che teneva scuola ad Alessandria. Una scuola tra le tante, in quella capitale della cultura antica. La parola “scuole” non deve trarre in inganno: si trattava di cenacoli per selezionati adepti. Di lei non è rimasta alcuna opera. Quel che si sa lo si deve ai suoi discepoli. Tra i quali c'erano parecchi cristiani. Uno di questi, Sinesio di Cirene, divenne addirittura vescovo. Secondo il metodo platonico (derivato a sua volta da quello pitagorico) i discepoli apprendevano «misteri» che non dovevano essere divulgati, perché non tutti erano in grado di comprendere. Ipazia non era affatto pagana nel senso di adoratrice di Giove, Giunone e Mercurio; anzi, come neoplatonica era più vicina al cristianesimo che al paganesimo. Infatti, lodava virtù come la verginità (non si sposò mai) e la modestia nel vestire. Ma, come i pitagorici e i platonici, sosteneva che i filosofi, essendo i più sapienti, dovevano occuparsi di politica, anche solo come consiglieri del principe. Infatti, ai suoi consigli ricorreva spesso il cristiano Oreste, prefetto di Alessandria. Oreste, da buon funzionario bizantino, aveva la classica visione cesaropapista dei rapporti con l'autorità religiosa, mentre il patriarca Cirillo cercava di salvaguardare l'indipendenza della Chiesa rispetto al potere politico. Nel 414 il contrasto tra i due divenne plateale; Cirillo cercò un compromesso ma Oreste rimase fermo sulle sue posizioni. Si formarono, al solito, due partiti (cosa normalissima nell'antichità; S. Ambrogio di Milano ne sapeva qualcosa). Tra i partigiani del patriarca, però, c'erano i cosiddetti parabolani, cristiani in odore di eresia per la loro ricerca fanatica del martirio: si consacravano con giuramento alla cura degli appestati, sperando in tal modo di morire per Cristo. Li chiamavano così in ricordo degli antichi gladiatori (aboliti da Teodosio) che affrontavano i leoni nel circo. Cirillo cercava di tenerli sotto il suo controllo ma la città era turbolenta: nel 361 un vescovo imposto da Costantinopoli, Giorgio di Cappadocia, era stato linciato; sette anni dopo la morte di Ipazia stessa sorte era toccata al nuovo prefetto; nel 457 venne ucciso a furor di popolo un altro vescovo di nomina imperiale, Proterio. Fu in questo ambiente e in questo clima che la colpa dell'intransigenza di Oreste venne attribuita a Ipazia e ai suoi consigli. Si sparse la voce che i «misteri» della sua scuola riguardavano pratiche magiche e negromantiche. La donna venne assalita da un gruppo di esagitati mentre gli schiavi la portavano a passeggio in lettiga, tirata giù e trucidata. Oreste e Cirillo, messi di fronte al fatto compiuto (e impressionati dalla piega che aveva preso la loro disputa), si riconciliarono. Il prefetto lasciò Alessandria, forse per fare rapporto alla capitale; comunque, forse sostituito, non tornò più. Un'altra cosa da chiarire: Cirillo non aveva niente contro il paganesimo, sia perché ormai minoritario e praticamente ininfluente, sia perché la sua preoccupazione principale era costituita, semmai, dalle eresie cristiane, che a quel tempo spuntavano al ritmo di quasi una al giorno.
 
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Sinesio di Cirene era

Sinesio di Cirene era cristiano ma sui generis dato che rifiutava parecchi dogmi come la resurrezione della carne per esempio. Ipazia era una scienziata e sapeva anche di filosofia, basandosi sulle scarse fonti a nostra disposizione cercava anche di portare la sua cultura al di fuori della scuola, tra la gente. Cirillo difendeva l'indipendenza della Chiesa o il suo predominio? Poi che Ipazia si sia trovata in mezzo a delle lotte di potere per via del fatto che probabilmente dava consigli politici al prefetto Oreste e sia stata vittima anche della repressione della cultura pagana avvenuta dopo gli editti teodosiani che i vescovi Teofilo e il suo successore Cirillo applicarono con fermezza, bè non ci piove. Insomma Ipazia è stata senza dubbio una grande figura che conoscevano in pochi, questo è innegabile.
 
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1. Al contrario, il concetto

1. Al contrario, il concetto di scuola, dell'epoca non era affatto quello di una istituzione che si prodigasse per diffondere la cultura. Lo studio era riservato soltanto ad alcuni. Gli altri erano volutamente esclusi. 2. Ipazia, molto probabilmente, non scrisse nulla di matematica, né pare abbia ideato un idroscopio (che si conosceva da secoli). 3. La repressione della cultura pagana, è già stato detto, era l'ultimo dei problemi della chiesa del tempo che, invece, era concentrata a lottare contro le proprie eresie che, nascevano come funghi. 4. concordo con te soltanto su una cosa. le fonti. le tue sono davvero molto scarse...
 
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Fonte libro filosofia

Fotocopia libro di filosofia citato nell'articolo

http://www.scribd.com/doc/49210197/Ipazia-libro-filosofia

 
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Il vigliacco accusa e poi fugge.

Facile accusare la gente per bene d'essere offensiva, rispondendo a vanvera, senza argomentare, insultandola e impedendole di replicare. Questi metodi usali con paoletto, se te lo permette.
 
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Allora ipazia viene insegnata

Allora ipazia viene insegnata a scuola.... Di che censura andavi blaterando?
 
Ritratto di Paolo1984
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Le fonti antiche le

Le fonti antiche le attribuiscono sicuramente un commentario a un'opera di Diofanto di Alessandria, che dovrebbe essere, secondo gli interpreti, l'Arithmetica, e un commentario alle Coniche di Apollonio di Perga. È dubbio se ella abbia composto anche un'opera originale sull'astronomia, un Canone astronomico: la notizia di Suda — «scrisse un commentario a Diofanto, il Canone astronomico, un commentario alle Coniche di Apollonio» — non permette di comprendere se quel canone sia in realtà un commento a un'opera di Tolomeo, possibilmente quella già nota e citata dallo stesso padre Teone. Sinesio di Cirene fece costruire un astrolabio basandosi sgli insegnamenti di Ipazia, sua "veneratissima maestra" La repressione della cultura e dei culti pagani era un problema molto sentito all'epoca di Ipazia dato che gli editti teodosiani emanati dopo l'editto di Tessalonica (391 d.C.) che vietavano i culti pagani erano di quegli anni.Ipazia anche contravvenendo agli usi del tempo, era solita girare per le strade e insegnare filosofia, scrive Damascio "La donna, gettandosi addosso il mantello e uscendo in mezzo alla città, spiegava pubblicamente a chiunque volesse ascoltarla Platone o Aristotele o le opere di qualsiasi altro filosofo"
 
Ritratto di Paolo1984
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Le informazioni le ho prese

Le informazioni le ho prese da Wikipedia che su Ipazia ha una voce molto ampia e con le fonti ben indicate http://it.wikipedia.org/wiki/Ipazia
 
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Wikipedia? ROTFL

Wikipedia? ROTFL
 
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Quando hai finito, puoi pure

Quando hai finito, puoi pure argomentare..se ne sei capace
 
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L'ho già fatto. Basterebbe

L'ho già fatto. Basterebbe che tu imparassi a leggere.
 
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L'ho già letto il tuo post di

L'ho già letto il tuo post di 1000 parole, ho già risposto e non modifica in niente quello che penso di questa figura storica
 
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Si tratta di un

Si tratta di un mito... "Figura storica"... Storico è un parolone...
 
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Ipazia è esistita

Ipazia è esistita storicamente.
 
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Ma non è esistita come ce la

Ma non è esistita come ce la vogliono raccontare.
 
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1. Al contrario, il concetto

1. Al contrario, il concetto di scuola, dell'epoca non era affatto quello di una istituzione che si prodigasse per diffondere la cultura. Lo studio era riservato soltanto ad alcuni. Gli altri erano volutamente esclusi. 2. Ipazia, molto probabilmente, non scrisse nulla di matematica, né pare abbia ideato un idroscopio (che si conosceva da secoli). 3. La repressione della cultura pagana, è già stato detto, era l'ultimo dei problemi della chiesa del tempo che, invece, era concentrata a lottare contro le proprie eresie che, nascevano come funghi. 4. concordo con te soltanto su una cosa. le fonti. le tue sono davvero molto scarse...
 
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Il suo fu un femminicidio

Appunto, è verosimile che Ipazia fu uccisa perchè era indipendente dagli schieramenti di potere.

Motivi politico-religiosi (la religione è politica), la sua indipendenza dagli schieramenti e dai potenti, era sicuramente intollerabile per i patriarchi maschilisti soprattutto se la dichiarazione di indipendenza era manifestata da una donna.

Le religioni sono strumento di controllo sociale. paganesimo, cristianesimo o altro, non esiste differenza da questo punto di vista ed è ampiamente dimostrato da guerre del passato e guerre attuali.

Strano che prima sostieni che non ci sono documenti su Ipazia e poi riferisci le sue idee.

 
Ritratto di vnd
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1. definire femminicidio; 2.

1. definire femminicidio; 2. (ovvio che io pensi che il femminicidio sia una paturnia femminista, ma è solo per tentare di capire); 3. non sono mai esistiti "patriarchi femministi" il fatto stesso che Ipazia, come pare, insegnasse in una scuola, attesta e dimostra, che le donne potevano insegnare; 4. negare le religioni può avere un senso, credere a qualsiasi fesseria vi raccontino, no; 5. verosimile è tutt'altro che vero; 6. ipazia non era indipendente dagli scieramenti di potere, perché ipazia, essendo ricca, era parte del potere; 7. ipazia era una schiavista.
 
Ritratto di Paolo1984
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Quindi il vescovo Cirillo non

Quindi il vescovo Cirillo non era un potere ad Alessandria? Semmai siamo in un conflitto fra poteri, il potere politico "laico" del prefetto Oreste e quello religioso ma con forti connotazioni politiche del vescovo Cirillo. Non dimenticarti che dopo l'editto di Tessalonica il cristianesimo era diventata la religione ufficiale dell'impero romano legandosi a doppio filo alla politica e compromettendosi con essa quindi i vescovi erano anche personalità politiche o comunque legati alla politica (lo sono ancora oggi, a dire il vero) Sulla questione della schiavista ti è già stato risposto. Il fatto che tu lo ripeta per denigrare una donna di cultura morta tragicamente migliaia di anni fa lascia veramente il tempo che trova
 
Ritratto di vnd
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"Sulla questione della

"Sulla questione della schiavista ti è già stato risposto. Il fatto che tu lo ripeta per denigrare una donna di cultura morta tragicamente migliaia di anni fa lascia veramente il tempo che trova" Ho ripetuto l'osservazione sullo schiavismo, perché volevo evidenziare quanto siano vuote le chiacchiere. Il fatto che tu abbia scelto per ben due volte di glissare, è molto eloquente. Quello che davvero lascia il tempo che trova è di inventarsi un mito, che fa acqua da tutte le parti, per tentare di dimostrare non si sa bene che cosa. Meno male che, per adesso, non lo si insegna a scuola.
 
Ritratto di Paolo1984
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Seneca era uno schiavista

Seneca era uno schiavista (tanto che invitava a trattarli umanamente, ma non ad abolire la schiavitù) anche San Paolo lo era dato che invita, nella lettera agli Efesini, gli schiavi a non ribellarsi ai padroni e i padroni a trattarli bene. E dice pure che la moglie deve essere sottomessa al marito come la Chiesa è sottomessa a Cristo. Smettiamo di insegnarli a scuola? Caravaggio ha compiuto un omicidio..buttiamo via i suoi quadri?
 
Ritratto di vnd
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Sembra che anche tu ti

Sembra che anche tu ti confonda con DP. Allora... quello che si finge donna è paoletto.. Quella che si finge uomo è DP. E' un trucco che ho dovuto imparare per distinguervi... Solo che non sempre riesce...
 
Ritratto di Paolo1984
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Pensa quello che ti pare, io

Pensa quello che ti pare, io so chi sono e tanto mi basta. Se sei in grado di argomentare continuiamo altrimenti possiamo concludere qua, per quanto mi riguarda
 
Ritratto di vnd
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Ho scritto un post di mille

Ho scritto un post di mille parole, non è che posso riscriverlo mille volte perché non hai voglia di andartelo a leggere...
 
Ritratto di Paolo1984
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Tutti avevano schiavi

Tutti avevano schiavi all'epoca e hanno continuato ad averli anche dopo l'avvento del cristianesimo. George Washington aveva schiavi eppure gli americani (Obama compreso) lo considerano un padre fondatore senza nascondere questo aspetto. Ipazia putroppo nelle scuole non si studia, ma le poche fonti che abbiamo su di lei (penso a Socrate Scolastico o al suo allievo Sinesio di Cirene) la descrivono come una donna molto sapiente. Il fatto che fosse una delle pochissime scienziate donna dell'epoca (figlia del matematico Teone, suo primo maestro, e certo non era scontato all'epoca che un uomo trasmettesse il sio sapere ad una figlia femmina) basta a rendere importante la sua figura se non bastasse la fine tragica che ha fatto per mano di cristiani fanatici agli ordini del vescovo Cirillo (fatto santo, tra l'altro).
 
Ritratto di vnd
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Tutti erano oscurantisti, all'epoca...

A meno che il ragionamento non valga soltanto quando fa comodo...
 
Ritratto di paolo1984
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E' che di Ipazia si sa poco,

E' che di Ipazia si sa poco, di lei non ci è giunto nulla di scritto di suo pugno, le sue opere, con ogni probabilità, sono andate perdute, nè nessuno si è preoccupato di trascrivere per filo e per segno i suoi insegnamenti (o se l'hanno fatto i documenti non sono giunti fino a noi).
Tutto ciò che sappiamo di lei, della sua vita, della sua intelligenza e dela sua tragica fine lo dobbiamo a testimonianze di storici e cronisti dell'epoca oltre alla testimonianza del suo allievo Sinesio di Cirene.

 

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