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Festa della donna, 8 marzo. Regressione culturale in atto. A occhi chiusi

mimosa festa della donna

Tra qualche giorno sarà l'8 marzo, ormai una festicciola. Molte donne andranno a vedere spogliarelli maschili, illudendosi così di aver raggiunto la parità dei diritti. I telegiornali parleranno delle vendite delle mimose.

Le nuove generazioni cresciute davanti alla televisione di "uominie e donne", "grande fratello", e tante altre simili, sono perdute?

Che tristezza, e che pena, se si pensa all'origine della commemorazione dell'8 marzo, Giornata internazionale della donna. Festa della donna.

L'8 marzo del 1908, a Newyork, 129 donne, operaie, morirono bruciate vive. Scioperavano per protestare contro lo sfruttamento, ma costò loro la vita. Dopo alcuni giorni di sciopero, infatti, l'8 marzo, il proprietario le chiuse dentro la fabbrica, sbarrò le porte. Scoppiò un incendio e le donne morirono di morte atroce.

(nota suggerita in un commento: esistono varie ipotesi sull'origine della commemorazione dell'8 marzo - l'incendio della fabbrica Triangle a NewYork accaduto nel 1911 sembra essere successivo all'istituzione della Festa della donna (v.note in basso dopo la classifica mondiale delle pari opportunità).

Festa di che?

Ora andate pure a festeggiare!

Ma ricordate che l'Italia è al 72° posto nella classifica mondiale per le pari opportunità tra uomini e donne.

In Italia è in corso, già da anni, una regressione culturale inquietante. Ora siamo arrivati a livelli molto pericolosi.

I media propagandano stereotipi maschilisti che danneggiano la vita quotidiana delle donne e la società.

Complici molte donne.

L'8 marzo è un giorno per festeggiare? è un giorno per ridere o per piangere?

Internet potrebbe essere uno strumento libero per attivare riflessioni sul tema, ma ormai la censura sta prendendo il sopravvento anche su questi temi.

Inoltre, i social network sono invasi da fake (finte identità, una stessa persona che utilizza decine di identità per distorcere la realtà, per colpire "qualcuno" e osannare un "altro"). Internet è invaso da gruppi maschilisti che bloccano riflessioni costruttive sul tema del maschilismo. (Verificato qui).

§§§

L'Italia si trova al 72° posto nella classifica della pari opportunità tra i generi sessuali stilata dal World Economic Forum

 

CLASSIFICA GENERAL GAP 2009 WORLD ECONOMIC FORUM

1 Iceland
2 Finland
3 Norway
4 Sweden
5 New Zealand
6 South Africa
7 Denmark
8 Ireland
9 Philippines
10 Lesotho
11 Netherlands
12 Germany
13 Switzerland
14 Latvia
15 United Kingdom
16 Sri Lanka
17 Spain
18 France
19 Trinidad and Tobago
20 Australia
21 Barbados
22 Mongolia
23 Ecuador
24 Argentina
25 Canada
26 Mozambique
27 Costa Rica
28 Bahamas*
29 Cuba
30 Lithuania
31 United States
32 Namibia
33 Belgium
34 Belarus
35 Guyana*
36 Moldova
37 Estonia
38 Bulgaria
39 Botswana
40 Uganda
41 Kyrgyz Republic
42 Austria
43 Panama
44 Peru
45 Israel
46 Portugal
47 Kazakhstan
48 Jamaica
49 Nicaragua
50 Poland
51 Russian Federation
52 Slovenia
53 Macedonia, FYR
54 Croatia
55 El Salvador
56 Colombia
57 Uruguay
58 Uzbekistan
59 Thailand
60 China
61 Ukraine
62 Honduras
63 Luxembourg
64 Chile
65 Hungary
66 Paraguay
67 Dominican Republic
68 Slovak Republic
69 Venezuela
70 Romania
71 Vietnam
72 Italy
73 Tanzania
74 Czech Republic
75 Japan
76 Gambia, The
77 Malawi
78 Madagascar
79 Suriname
80 Cyprus
81 Ghana
82 Brazil
83 Bolivia
84 Georgia
85 Singapore
86 Greece
87 Tajikistan
88 Belize
89 Malta
90 Azerbaijan
91 Armenia
92 Albania
93 Indonesia
94 Bangladesh
95 Brueni Darussalem
96 Zimbabwe
97 Mauritius
98 Kenya
99 Mexico
100 Maldives
101 Malaysia
102 Senegal*
103 Fiji*
104 Cambodia
105 Kuwait
106 Angola
107 Zambia
108 Nigeria
109 Tunisia
110 Nepal
111 Guatemala
112 United Arab Emirates
113 Jordan
114 India
115 Korea, Rep.
116 Bahrain
117 Algeria
118 Cameroon
119 Mauritania
120 Burkina Faso
121 Syria
122 Ethiopia
123 Oman
124 Morocco
125 Qatar
126 Egypt
127 Mali
128 Iran
129 Turkey
130 Saudi Arabia
131 Benin
132 Pakistan
133 Chad
134 Yemen

 

 Riguardo l'origine della Festa della donna:

L'incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911, fu il più grave incidente industriale della storia di New York. Causò la morte di 146 persone, per la maggior parte giovani operaie di origine italiana e dell'est europeo. L'evento ebbe una forte eco sociale e politica, a seguito della quale vennero varate nuove leggi sulla sicurezza sul lavoro e crebbero notevolmente le adesioni alla International Ladies' Garment Workers' Union, oggi uno dei più importanti sindacati degli Stati Uniti. L'incendio di New York è uno degli eventi commemorati dalla Giornata Internazionale della Donna ma non è da questo, come erroneamente riportato da alcune fonti, che trae origine la Giornata della donna. I proprietari della fabbrica, Max Blanck e Isaac Harris, che al momento dell'incendio si trovavano al decimo piano e che tenevano chiuse a chiave le operaie per paura che rubassero o facessero troppe pause, si misero in salvo e lasciarono morire le donne. Il processo che seguì li assolse e l’assicurazione pagò loro 445 dollari per ogni operaia morta: il risarcimento alle famiglie fu di 75 dollari. Migliaia di persone presero parte ai funerali delle operaie.
Fonte: wikipedia Incendio della fabbrica Triangle

 

1909: The first National Woman's Day was observed in the United States on 28 February. The Socialist Party of America designated this day in honour of the 1908 garment workers' strike in New York, where women protested against working conditions.
Traduzione Google: Il primo National Woman's Day è stato osservato negli Stati Uniti il 28 febbraio. Il Partito Socialista d'America designato questa giornata in onore dello sciopero dei lavoratori tessili 1908 'a New York, dove le donne hanno protestato contro le condizioni di lavoro.
fonte: UN - Nazioni Unite - International Women's Day

 

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Ritratto di vnd
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L'incendio della fabbrica

L'incendio della fabbrica Triangle, avvenuto a New York il 25 marzo 1911, fu il più grave incidente industriale della storia di New York. Causò la morte di 146 persone, tutti lavoratori immigrati, in prevalenza italiani ed ebrei di provenienza europea. Ma è assolutamente falso che fossero in maggioranza donne.

L’incendio della fabbrica Triangle non è stato eretto a simbolo della parità negata tra i sessi, ma degli eccessi dell’industrializzazione; per questo, in America, è ricordato. Due anni prima, i lavoratori della Triangle erano entrati effettivamente in sciopero: i proprietari della fabbrica approfittavano della vulnerabilità degli immigrati forzandoli a lavorare in condizioni di sicurezza precarie.

 
Ritratto di Paolo1984
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Ma veramente basterebbe

Ma veramente basterebbe controllare la lista delle vittime e vedere la gran quantità di nomi femminili, era una fabbrica tessile e di solito là ci lavorano molte donne, non solo donne, ma comunque molte specie all'epoca.
Non che la cosa sia importante, una strage sul lavoro causata dalle condizioni inumane di lavoro è una strage a prescindere dal sesso delle vittime.

 
Ritratto di vnd
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Bene? Dov'è questa lista? Chi

Bene?
Dov'è questa lista?
Chi l'ha stilata?
Quanto è attendibile?

 
Ritratto di Paolo1984
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Non posso metterti i link

Non posso metterti i link perchè non sono loggato, ma è sufficiente che tu vada alla pagina di Wikipedia (digita su google "Incendio alla fabbrica Triangle") da lì dovresti trovare sotto "collegamenti esterni" un link al sito ufficiale in inglese dedicato alla strage, clicca su "remember the victims" e troverai la lista che credo sia molto attendibile (si tratta di un sito ufficiale). Penso l'abbia stilata la Cornell University.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Non posso metterti i link

Non posso metterti i link perchè non sono loggato

La limitazione è stata rimossa. Anche i naviganti non registrati possono segnalare link

 
Ritratto di Paolo1984
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Grazie, DP Ecco il sito

 
Ritratto di vnd
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8 Marzo - Una festa

8 Marzo - Una festa inventata
Di Vittorio Messori
C'erano una volta delle operaie tutte lavoro, fede socialista e sindacato; e c'era un padrone cattivo. Un giorno, le lavoratrici si misero in sciopero e si asserragliarono nella fabbrica. Qualcuno (il padrone stesso, a quanto si dice) appiccò il fuoco e 129 donne trovarono atroce morte. Era l'8 marzo 1908, a New York. Due anni dopo, la leggendaria femminista tedesca Clara Zetkin propose, al Congresso socialista di Copenaghen, che l'8 marzo, in ricordo di quelle martiri sociali, fosse proclamato "giornata internazionale della donna".

Storia molto commovente, letta tante volte in libri e in giornali, fatta argomento di comizi, di opuscoli di propaganda, di parole d'ordine per le sfilate e le manifestazioni: prima del femminismo e poi di tutti. Si, storia commovente. Con un solo difetto; che è falsa. Eh già, nessun epico sciopero femminile, nessun incendio si sono verificati un 8 marzo del 1908, a New York. Qui, nel 1911 (quando già la "Giornata della donna" era stata istituita), se proprio si vogliono spulciar giornali, bruciò, per cause accidentali, una fabbrica, ci furono dei morti, ma erano di entrambi i sessi. Il sindacalismo e gli scioperi non c'entravano. E neanche il mese di marzo.

Piuttosto imbarazzante scoprire di recente (e da parte di insospettabili quanto deluse femministe) che il mitico 8 marzo si basa su un falso che, a quanto pare, fu elaborato dalla stampa comunista ai tempi della guerra fredda, inventando persino il numero preciso di donne morte: 129. Ma è anche straordinario constatare quanto sia plagiabile proprio quella cultura che più si dice "critica", che guarda con compatimento (per esempio) chi prenda ancora sul serio quelle "antiche leggende orientali" che sarebbero il Natale, la Pasqua, le altre ricorrenze cristiane.

E, dunque, a qualcuno che facesse dell'ironia sulle vostre, di feste e pratiche religiose (messa, processioni, pellegrinaggi), provate a ricordargli quanti 8 marzo ha preso sul serio, senza mai curarsi di andare a controllare che ci fosse dietro.

 
Ritratto di Lor76
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Però, Lei mi stupisce perchè

Però, Lei mi stupisce perchè denoto una incapacità di lettura raramente osservabile.
- 1. Lei scrive "Ciò che sembra sicuro è che l'8 marzo sia morta della gente": FALSO!! L'8 NON E' MORTO PROPRIO NESSUNO. L'INCENDIO A CUI FA RIFERIMENTO LEI E' SUCCESSO IL 25.
- 2. Lei scrive "Se poi esistono ipotesi differenti": FALSO!! LE SUE SONO IPOTESI, IO LE HO MESSO IL LINK AL SITO UFFICIALE AMERICANO DEDICATO ALLA TRAGEDIA, NELLA QUALE PUO' TROVARE ANCHE DOCUMENTI E VERBALI ORIGINALI. (e non è il sito della cgil lombardia indicato da Lei, che, con tutto il rispetto, cosa vuole che ne sappiano).
- 3. Lei scrive "la tua precisazione non cambia il concetto": MA QUESTO NON GIUSTIFICA IL FATTO CHE SI POSSANO SCRIVERE E RIPORTARE NOTIZIE FALSE E TENDENZIOSE.
- 4. Lei scrive "Poi sai, quando si parla di donne stranamente la storia è sempre offuscata, come accaduto per Ipazia": BUTTARE NEL DISCORSO ALTRI ARGOMENTI E' UN MODO PER RIEMPIRE LE RIGHE QUANDO NON SI SA COME RISPONDERE. QUI SI E' PARLATO DELL'8 MARZO, QUINDI ATTENIAMOCI ALL'ARGOMENTO SENZA DIVAGARE SU ALTRI.
- 5. E a concludere, la parte più importante, quella per cui voi femministe del 21 secolo mi fate tanta pena. Lei scrive: "la riflessione del post riguarda più che altro la situazione attuale delle donne peggiorata nel tempo con l'Italia al 72° posto nella classifica della pari opportunità tra i generi sessuali": MA IL SUO GRADO DI BENESSERE LEI LO VALUTA IN RELAZIONE A QUELLO DI SUO MARITO???? MA SI RENDE CONTO DELLA SCIOCCHEZZA CHE STA SOSTENENDO??? ALLORA VADA A VIVERE IN BOTSWANA, CHE SONO BEN 39 ESIMI IN CLASSIFICA, COSI' POTRA' DIRE CHE LEI E IL SUO COMPAGNO, MAGARI MORITE DI FAME, MA... EHI, ALMENO C'E' PIU' PARI OPPORTUNITA' QUANDO BISOGNA DIVIDERSI IL PEZZO DI PANE AMMUFFITO.
C'è un bel detto che calza a pennello: MEGLIO UNA FETTA DI TORTA IN CINQUE CHE UNA MERDA DA SOLI! Impari ad accontentarsi nella vita: questo mi sembra quello che voi femministe non avete imparato a fare.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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E' un dato di fatto che in

E' un dato di fatto che in Italia è usanza associare l'8 marzo alla commemorazione di un evento luttuoso (che sia avvenuto il 25 o l'8 il concetto è lo stesso).
Riguardo al diritto alle pari opportunità dici: "MA IL SUO GRADO DI BENESSERE LEI LO VALUTA IN RELAZIONE A QUELLO DI SUO MARITO????". Sinteticamente: la classifica non riguarda il "benessere" ma le "pari opportunità", due concetti differenti. Le "pari opportunità" spettano a tutti e indipendentemente dallo stato civile: non è necessario essere sposati per avere il diritto alle pari opportunità e quindi non si relaziona in alcun modo ad un coniuge che si può anche non avere.

 
Ritratto di Lor76
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Apprezzo il fatto che stia

Apprezzo il fatto che stia mantenendo la conversazione su toni blandi, qunado invece per me è più difficile dato che continuo a non capacitarmi del Suo modo di ragionare.
Concordo sul fatto che il concetto "benessere" e "pari opportunità" sono differenti. Ed infatti io presumevo che Lei si riferisse al primo, poichè per quanto riguarda il secondo, in senso stretto, non c'è nulla su cui discutere: la legge sancisce già le pari opportunità (poichè alle donne non è precluso assolutamente nulla nella società moderna), in modo talmente protettivo che stiamo assistendo ad una "discriminazione di genere" a scapito degli uomini, con esplicito riferimento alle quote rosa.
Bisogna però stare molto attenti a non fare confusione tra pari opportunità e libertà personale di scelta: se io sono il titolare di un'azienda in cerca di un collaboratore da assumere e ritengo più opportuno un uomo nella posizione da ricoprire (o più semplicemente preferisco un uomo per ragioni personali), mi dica Lei sulla base di quale logica mi può mai venire negato il diritto di scelta e di preferenza personali!
E così anche nella politica. Ciò che assistiamo negli ultimi anni, cioè la presenza in politica di donne di medio spessore e scarsa (se non addirittura nulla) esperienza è dovuto proprio a questo problema. Io che sono una persona libera (prima ancora che un uomo) se mi venisse imposto di dover scegliere forzatamente 5 candidati uomini e 5 donne, ovviamente li sceglierei in base ai miei criteri di valutazione e non per forza in base al loro reale valore. E anzi, dato che vengo costretto a tale vincolo, faccio in modo di anteporre all'esigenza funzionale (la capacità delle candidate) l'esigenza personale (magari belle), proprio per ribadire implicitamente che comunque in ogni caso la libertà di scelta è mio diritto. Incredibile come le donne non si siano rese conto che imporre le quote rosa (anzichè guadagnarsele nel tempo) non ha fatto altro che renderle odiose dall'altra metà del cielo. E, Signora, Le parlo da uomo che ama e ha sempre amato le donne, sia per un istinto puramente genetico che per tutte le altre qualità che le contraddistinguono e le diversificano da noi uomini. Queste diversità io non le definisco nè migliori nè peggiori, ma piuttosto artefici dell'attrazione che ne scaturisce. Io sinceramente (pur essendo solo poco più che trentenne) in tante donne di oggi così simili agli uomini non trovo nulla di attraente. E un amico un giorno mi fece molto riflettere quando, assistendo ad una provocazione pubblica di una moglie nei confronti di suo marito (del tipo "porto io i pantaloni"), mi disse: "CHE TRISTEZZA, MA QUESTE DONNE PROPRIO NON LO CAPISCONO CHE SE CI PIACESSE ESSERE SOTTOMESSI PROBABILMENTE SAREMMO GAY O LO DIVENTEREMMO ENTRO BREVE?" --- Sulla base di ciò prediligo frequentare esclusivamente le vere donne (non quelle che si atteggiano a falsi uomini), e speriamo non si estinguano, altrimenti (non avendo la vocazione per diventare gay) mi dovrò fare prete :P

 
Ritratto di Paolo1984
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"CHE TRISTEZZA, MA QUESTE

"CHE TRISTEZZA, MA QUESTE DONNE PROPRIO NON LO CAPISCONO CHE SE CI PIACESSE ESSERE SOTTOMESSI PROBABILMENTE SAREMMO GAY O LO DIVENTEREMMO ENTRO BREVE?"

Il vero problema di una frase come questa è che l'amico di Lor76 è convinto che gli omosessuali maschi siano in quanto tali tutti deboli di carattere o facili da sottomettere, questo è uno stereotipo, un luogo comune e nient'altro.
Sorvolo poi sulla noiosissima e oziosa e falsa distinzione tra donne vere o false e uomini veri o falsi, come se in base al nostro sesso si debba essere tutti in un modo o tutti in un altro e se esci dai canoni non sei "vero", perchè nel 2011 sarebbe ora di finirla con sta storia

 
Ritratto di vnd
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Vedo che te ne intendi...

Vedo che te ne intendi...

 
Ritratto di Paolo1984
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non sono gay se stai

non sono gay se stai alludendo a questo, ma non c'è bisogno di essere gay per riconoscere un luogo comune.

 
Ritratto di vnd
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Nulla contro i gay... Che

Nulla contro i gay...
Che poi... diciamolo.. sarebbe il problema minore..

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Ti ringrazio per

Ti ringrazio per l'apprezzamento, il non comprendere il modo di ragionare di un'altra persona non autorizza a diventare aggressivi. Bisogna però considerare che in questo senso arrivano input che educano all'aggressività e all'intolleranza e quindi è il caso di cercare di alterarli.
Sono contraria alle quote rosa, a mio parere non servono a niente e non trovo molto logico cercare di diffondere la cultura dell'equità attraverso un privilegio (anche se i problemi della politica sono ben altri). Comunque il problema è culturale. Tieni conto che le donne sono state praticamente schiave per centinaia di anni, cambiare questa visione collettiva non è facile e, purtroppo, mentre si parla di pari opportunità, gli input culturali di massa sono molto lontani dal valorizzare l'immagine delle donne in tutte le numerose sfaccettature.
La stessa frase che ti ha detto il tuo amico - "CHE TRISTEZZA, MA QUESTE DONNE PROPRIO NON LO CAPISCONO CHE SE CI PIACESSE ESSERE SOTTOMESSI PROBABILMENTE SAREMMO GAY O LO DIVENTEREMMO ENTRO BREVE?" - è caratterizzata dall'antica abitudine maschile di pensare alla donna come fosse un essere inconsistente, inanimato, il cui scopo deve essere piacere all'uomo e, soprattutto, compiacerlo.

 
Ritratto di vnd
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Il non comprendere o

Il non comprendere o condividere le idee di una persona autorizza forse a dire che scrive sciocchezze e/o che fa schifo o è misogino o maschilista?

Strano modo di ragionare...
Non comprendo... e non condivido.

Questo è il miglior sito femminista che io abbia mai frequentato.
Il più equilibrato.
Però, siamo ancora molto lontani dall'esercizio corretto della democrazia.
E' possibile un dialogo serio con voi femministe?
Chi vuole capire le vostre assurde richieste, come può fare?

 
Ritratto di Lor76
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Mah, mi pare che Lei continui

Mah, mi pare che Lei continui a prendere fischi per fiaschi. Il fatto di non gradire le donne autoritarie, o di non apprezzare le donne aggressive, non significa che le si ritiene esseri inanimati. Se a me non piace la compagnia di un tale, e manifesto la mia libertà di giudizio, mica per questo lo ritengo inconsistente? Veramente non capisco da dove tragga queste assurde correlazioni.
Inoltre Le faccio un'osservazione elementare: piacere all'uomo è uno degli scopi di qualsiasi donna eterosessuale, così come lo è viceversa, e compiacere il proprio partner è altrettanto importante. Lei invece la ritiene "un'antica abitudine maschile": mah, è veramente difficile essere più prevenuti di così.
Credo non ci sia altro da dire.
Saluti.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Come ho ben precisato mi sono

Come ho ben precisato mi sono riferita alla frase del tuo amico:

"QUESTE DONNE PROPRIO NON LO CAPISCONO CHE SE CI PIACESSE ESSERE SOTTOMESSI PROBABILMENTE SAREMMO GAY O LO DIVENTEREMMO ENTRO BREVE?"

il tuo amico, in base a quanto da te riferito, ha commentato con la frase sudddetta il comportamento di una moglie che avrebbe avuto un atteggiamento autoritario con il marito rivolgendosi a lui con una frase simile a "porto io i pantaloni" (rubando una frase autoritaria tipica dell'uomo - grave reato), ma il tuo amico non ha dichiarato che sia uomini che donne non dovrebbero avere comportamenti autoritari in una relazione di coppia. Il tuo amico ha dichiarato che "le donne non capiscono che agli uomini non piace essere sottomessi" e quindi, solo per questo e vale solo per le donne (?), non dovrebbero avere comportamenti autoritari. Questo lascia intendere che, secondo il tuo amico, le donne dovrebbero fare solo ciò che le rende piacevoli agli uomini: da questo segue la considerazione sull'antica abitudine patriarcale di ritenere la donna inconsistente, inanimata, naturalmente destinata al servizio e al compiacimento dell'uomo.

 
Ritratto di Lor76
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Le faccio notare come ogni

Le faccio notare come ogni sua considerazione parta da preconcetti e Lei sia prevenuta: il fatto che secondo Lei il mio amico avrebbe dovuto dichiarare che entrambi i partner non dovrebbero avere comportamenti autoritari, già la pone in un'ottica di giudizio nei confronti del mio amico, ingiusta poichè nel caso specifico non è stato il marito a manifestare l'atteggiamento autoritario. Qui la persona da giudicare è la compagna. Inoltre, la frase che lei dice essere tipica dell'uomo e addirittura "grave reato" (non si sente ridicola in questo?), è semplicemente una forma dialettica che vuol significare "la persona più autoritaria"; altrimenti, allo stesso modo, quando si dicesse "parli arabo" tutti gli eventuali arabi presenti dovrebbero risentirsi!
Denoto in Lei una distorsione interpretativa del rapporto di compiacimento reciproco che dovrebbe SEMPRE esistere in un rapporto tra 2 persone: vede, ultimamante mi guardo spesso attorno e vedo sempre più uomini (in praticolar modo pensionati, tra cui anche mio padre) che accompagnano le consorti ai supermercati, compiacendole in questa pratica spesso odiosa, ma senza perciò ritenerlo un "grave reato" e senza perciò sentirsi vittime di chissà quale sopruso. E così in molte altre occasioni, sempre più frequenti, che non sto ad elencare. Riassumendo, chiunque potrà notare, semplicemente guardandosi attorno nella vita quotidiana, che: LA GRAN DIFFERENZA TRA UOMINI E DONNE E' CHE LE DONNE, QUALSIASI SITUAZIONE DI VITA CHE NON CORRISPONDA AI LORO DESIDERI, LA VIVONO COME UN SOPRUSO E, FORSE PER ATTITUDINE GENETICA O FORSE PER FURBIZIA OPPORTUNISTICA, SI IDENTIFICANO CONTINUAMENTE QUALI VITTIME DEL SISTEMA. QUANDO INVECE, NELLA SOCIETA' MODERNA, NON LO SONO. Un breve esempio: i lavori gravemente usuranti e le professioni rischiose vengono svolti al 95% dagli uomini, e questi non ne traggono alcun reale vantaggio sociale. Tanto per farle un esempio, Le pare che un asfaltatore debba essere pagato quanto le cassiere dei supermercati o le impiegate delle poste?

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Ho scritto: il tuo amico, in

Ho scritto: il tuo amico, in base a quanto da te riferito, ha commentato con la frase sudddetta il comportamento di una moglie che avrebbe avuto un atteggiamento autoritario con il marito rivolgendosi a lui con una frase simile a "porto io i pantaloni" (rubando una frase autoritaria tipica dell'uomo - grave reato), --- "grave reato" è riferito al "furto" di frase che avrebbe compiuto quella moglie che si è rivolta al marito usando un'espressione patriarcale.

La locuzione "porto io i pantaloni" mi sembra che abbia chiara origine patriarcale. I pantaloni una volta li portavano solo gli uomini e quindi intende rimarcare che colui che porta i pantaloni, cioè l'uomo, ha diritto al comando. E' una frase che ricorda la storia di totale schiavismo subita dalle donne.

Ti scandalizzeresti ugualmente se un marito si rivolgesse alla moglie dicendole "porto io i pantaloni"?

 

 
Ritratto di Lor76
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Purtroppo per Lei è assai

Purtroppo per Lei è assai evidente che mentre io discuto tutte le Sue argomentazioni, Lei non potendo fare altrettanto per mancanza di argomenti si arrampica sugli specchi spostando la discussione da argomenti importanti (quali: pari opportunità, libertà di scelta, attendibilità dei fatti da Lei riportati in merito all'8 marzo, assoluta mancanza di significato della graduatoria internazionale ai fini del benessere di vita delle donne, importanza del compiacere il proprio partner per un rapporto di coppia equilibrato, ecc) a sciocchi e insensati battibecchi sull'esistenza della frase italiana "chi porta i pantaloni". Perchè invece non cerca di superare questo complesso di inferiorità nei confronti di un modo di dire nato molto tempo fa, quando il sistema era rigidamente patriarcale. LA STORIA NON SI PUO' RISCRIVERE, QUINDI ACCETTI LA COSA, SE LA METTA VIA, E SI CONSOLI CON IL FATTO CHE NON E' PIU' COSI'. E lasci perdere le rivincite morali, che oltre a non portare da nessuna parte, attirano solamente molto odio. Nei confronti di Lei e tutte quelle donne convinte di essersi "conquistate" il benessere senza essersi accorte che è invece stato benvolmente accordato dai loro coetanei maschi, che adesso per di più si vedono colpevolizzati per come si sono comportati i loro antenati e per quel disgraziato di Dante (o chi per lui) che ha avuto l'ardire di coniare la gravissima frase "portare i pantaloni". Signora, più dialogo con Lei e più comincio a pensare che (a mio legittimo e libero parere) forse avevano proprio ragione i nostri antenati. Dopotutto è risaputo che se si porge la mano subito dopo verrà preteso il braccio.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Lor76, l'argomento l'hai

Lor76, l'argomento l'hai proposto tu. Hai scritto infatti qui:

"E un amico un giorno mi fece molto riflettere quando, assistendo ad una provocazione pubblica di una moglie nei confronti di suo marito (del tipo "porto io i pantaloni"), mi disse: "CHE TRISTEZZA, MA QUESTE DONNE PROPRIO NON LO CAPISCONO CHE SE CI PIACESSE ESSERE SOTTOMESSI PROBABILMENTE SAREMMO GAY O LO DIVENTEREMMO ENTRO BREVE?" --- Sulla base di ciò prediligo frequentare esclusivamente le vere donne"

e io ti ho risposto, sull'argomento da te proposto, così e così:

"il tuo amico, in base a quanto da te riferito, ha commentato con la frase sudddetta il comportamento di una moglie che avrebbe avuto un atteggiamento autoritario con il marito rivolgendosi a lui con una frase simile a "porto io i pantaloni" (rubando una frase autoritaria tipica dell'uomo - grave reato), --- "grave reato" è riferito al "furto" di frase che avrebbe compiuto quella moglie che si è...  continua (non sto a riscrivere). L'argomento lo hai proposto tu smiley

 
Ritratto di Lor76
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Già Le anticipo che intendo

Già Le anticipo che intendo chiudere qui questa discussione perchè ha dimostrato di non saper leggere ciò si scrive, quindi sarebbe inutile continuare. Io ho scritto che tra tutti gli argomenti da me citati Lei ha evitato qualsiasi tipo di risposta su quelli realmente importanti, lasciando cadere le relative osservazioni nel nulla, e si è invece focalizzata sul solo argomento che tra tutti è sicuramente il meno significante. --- NON HO SCRITTO CHE L'HA PROPOSTO LEI, QUINDI (per l'ennesima volta) LA SUA RISPOSTA NON E' ATTINENTE ALLA MIA ARGOMENTAZIONE. --- Per fortuna rimane tutto scritto e quindi è agli occhi di tutti: questo espediente tipicamente femminile funziona bene nelle conversazioni a voce, ma non qui, quindi riservi questi penosi escamotage per i dibattiti orali. Saluti.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Appunto, è tutto scritto. Ho

Appunto, è tutto scritto. Ho commentato un fatto che tu hai proposto e che hai scritto TUTTO MAIUSCOLO non sembrava proprio che lo ritenessi poco significativo, tutt'altro. Che la mia osservazione abbia messo in difficoltà la tua logica è un problema tuo. Infatti la questa domanda è rimasta senza risposta: Ti scandalizzeresti ugualmente se un marito si rivolgesse alla moglie dicendole "porto io i pantaloni"?

 
Ritratto di Lor76
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Non ho neanche considerato la

Non ho neanche considerato la sua domanda, che quindi è rimasta senza risposta, perchè è una domanda sciocca, in quanto senza attinenza logica. E' come se io riportassi il fatto che dei ragazzi hanno offeso un anziano, e Lei a ciò mi rispondesse "Ti scandalizzeresti ugualmente se un anziano avesse offeso un ragazzo?". --- Ahahaha, scusi ma è scaduta nel ridicolo! Ma Lei è giornalista per caso??!!

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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La domanda - Ti

La domanda - Ti scandalizzeresti ugualmente se un marito si rivolgesse alla moglie dicendole "porto io i pantaloni"? - ha una logica molto semplice: capire se il giudizio negativo ha un'essenza sessista, o riguarda i comportamenti autoritari indipendentemente dal sesso della persona che li attua.

 
Ritratto di Lor76
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Avete scritto: "L'8 marzo del

Avete scritto: "L'8 marzo del 1908, a Newyork, 129 donne, operaie, morirono bruciate vive. Scioperavano per protestare contro lo sfruttamento, ma costò loro la vita. Dopo alcuni giorni di sciopero, infatti, l'8 marzo, il proprietario le chiuse dentro la fabbrica, sbarrò le porte. Scoppiò un incendio e le donne morirono di morte atroce."

I dipendenti presenti in azienda al momento del fatto erano 500, e 146 non sono riusciti a salvarsi perchè le fiamme avevano invaso alcune delle vie di fuga. Quasi una ventina erano uomini (qui c'è la lista dei nomi nel sito ufficiale: http://www.ilr.cornell.edu/trianglefire/victims.html ) e sono esattamente in proporzione a quanti erano in percentuale presenti in azienda (era una fabbrica di maglie, le lavoratrici donne erano il 90%).
NON c'era uno sciopero in quel giorno. NON sono state chiuse dentro la fabbrica. NON sono state sbarrate porte dai titolari. Alcune delle porte (come d'abitudine in quei tempi nei quali non si sapeva cosa fosse la 626, legge sulle norme di sicurezza sul lavoro) erano chiuse per evitare i furti frequenti.
C'è stata un'inchiesta lunga e minuziosa e i titolari sono stati assolti.
Qui ci sono tutti i documenti ufficiali: http://www.ilr.cornell.edu/trianglefire

QUELLO CHE AVETE SCRITTO NELL'ARTICOLO E' UNA FALSITA' ASSOLUTA E INVENTATA.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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Innanzitutto la tua

Innanzitutto la tua precisazione non cambia il concetto: la commemorazione 8 marzo, che non ho inventato io, ha la connotazione pubblica citata sopra e si riferisce comunque ad un evento di morti. Se poi esistono ipotesi differenti, grazie per la precisazione. ne parlano anche qui
http://www.lomb.cgil.it/8marzo/donne-home.htm
In sintesi, si intendeva dire che non sembra che ci sia molto da festeggiare l'8 marzo (la percentuale maschile o femminile di morti non ha molta importanza da questo punto di vista). Sarebbe come andare in discoteca, o a vedere spogliarelli il 2 di novembre.
Poi sai, quando si parla di donne stranamente la storia è sempre offuscata, come accaduto per Ipazia
http://www.donnapratica.com/articoli/2009/10/07/film-agor%C3%A0-ipazia-u....

 
Ritratto di Loris76
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CI SI INFORMA PRIMA DI

CI SI INFORMA PRIMA DI SCRIVERE IDIOZIE.

La connotazione fortemente politica della Giornata della donna, l’isolamento politico della Russia e del movimento comunista e, infine, le vicende della Seconda guerra mondiale, contribuirono alla perdita della memoria storica delle reali origini della manifestazione. Così, nel dopoguerra, cominciarono a circolare fantasiose versioni, secondo le quali l’8 marzo avrebbe ricordato la morte di centinaia di operaie nel rogo di una inesistente fabbrica di camicie Cotton o Cottons avvenuto nel 1908 a New York, facendo probabilmente confusione con una tragedia realmente verificatasi in quella città il 25 marzo 1911, l’incendio della fabbrica Triangle, nella quale morirono 146 lavoratori di entrambi i sessi, in gran parte giovani donne immigrate dall'Europa. Altre versioni citavano la violenta repressione poliziesca di una presunta manifestazione sindacale di operaie tessili tenutasi a New York nel 1857,[3] mentre altre ancora riferivano di scioperi o incidenti verificatesi a Chicago, a Boston o a New York.
Nonostante le ricerche effettuate da diverse femministe tra la fine degli anni '70 e gli '80 abbiano dimostrato l'erroneità di queste ricostruzioni, le stesse sono ancora diffuse sia tra i mass media che nella propaganda delle organizzazioni sindacali.

Questo è il secondo commento che lascio su questo sito, ma viste le sciocchezze che ci trovo quasi quasi mi iscrivo perchè è vergognoso che nel 2010 ci sia ancora qualcuno che afferma certe assurdità.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
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La breve citazione riportata

La breve citazione riportata riguardo l'evento tragico del 1908 si riferisce a ciò che in genere si commemora l'8 marzo. Grazie per la precisazione riguardo l'esistenza di varie ipotesi (aggiungerò una nota). Ciò che sembra sicuro è che l'8 marzo sia morta della gente e quindi non sembra un giorno per festeggiare. Comunque la riflessione del post riguarda più che altro la situazione attuale delle donne peggiorata nel tempo con l'Italia al 72° posto nella classifica della pari opportunità tra i generi sessuali stilata dal World Economic Forum

 
 

 

 

 

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Ultimi commenti

Nulla contro i gay... Che poi... diciamolo.. sarebbe il problema minore..

vnd (ospite)
>> leggi
non sono gay se stai alludendo a questo, ma non c'è bisogno di essere gay per riconoscere un luogo comune.

Paolo1984 (ospite)
>> leggi
Il non comprendere o condividere le idee di una persona autorizza forse a dire che scrive sciocchezze e/o che fa schifo o è misogino o maschilista?...

vnd (ospite)
>> leggi
Vedo che te ne intendi...

vnd (ospite)
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