Si parla molto di depressione post partum in riferimento ai gravi ma pochi casi di infantincidio. Ormai si fanno diagnosi un istante dopo i fatti delittuosi e senza conoscere quasi nulla delle persone coinvolte. Ma tornando alla depressione post partum e tralasciando gli infanticidi. Veniamo ad una riflessione sulle possibili cause di stati depressivi post-partum.
Il professor Paolo Michielin, docente di Psicobiologia della salute all’Università di Padova, riguardo alla depressione post partum, dice: «E’ un disturbo che si manifesta tra la quarta e la sesta settimana dal parto ma è sottodiagnosticato e sottovalutato, anche dalle stesse puerpere e dai familiari. Il trattamento psicofarmacologico è poco utilizzato e quello psicoterapeutico poco disponibile. Nell’ottica della prevenzione risultano importanti i corsi pre-parto, però in genere frequentati da donne con partner e condizione socio-economica stabili, perciò non a rischio». (v.corriere.it - veneto)
C'è qualcosa di illuminante in questa spiegazione. Nell'ultima frase si parla di prevenzione e dei corsi pre-parto, si dichiara:
- le donne con partner e condizioni socio economiche stabili non sono a rischio
Ma questo non è un fattore biologico. Non si parla di ormoni, ma di fattori socio-economici che mettono al sicuro dalla depressione post partum.
Certo si può immaginare... che:
- le signore benestanti siano tranquille e soddisfatte della loro stabilità socio-economica e la loro stabilità emotiva e stima di sè sia avvantaggiata da: belle cliniche, il loro ginecologo preferito che le segue, corsi pre-parto, baby sitter, assistente domestica, tranquillità economica e lavorativa e chi più ne ha più ne metta.
- le signore normali si devono accontentare di: duro lavoro, magari precario, preoccupazioni per il loro futuro e quello dei loro figli e se l'umore va giù... un bel trattamento psicofarmacologico.
Da ricordare che tra le donne che hanno commesso infanticidi ce ne sono di mamme già sottoposte a trattamento medico.

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