La Corte di Cassazione, con sentenza n.23906 del 11 novembre 2009, ha confermato che l'assegno di mantenimento ha lo scopo di mantenere lo stesso tenore di vita che in matrimonio. Ha stabilito, infatti, che l'ex coniuge, in questo caso ex marito, deve continuare a versare l'assegno divorzile alla ex moglie, anche se giovane e ha trovato un lavoro che produce un reddito di importo insufficiente a mantenere un tenore di vita che in costanza di matrimonio.
Aggiornamento
Ecco il testo dela sentenza
Divorzio - Cessazione degli effetti civili del matrimonio - assegno divorzile - inesistenza dei presupposti per la liquidazione dell'assegno - soccombenza nel giudizio di appello e quindi essere condannato alle spese ex articolo 91 c.p.c. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile Sentenza del 11 novembre 2009, n. 23906)
Corte di Cassazione Sezione 1 Civile Sentenza del 11 novembre 2009, n. 23906
SVOLGIMENTO DEL PROCESSO
1. B.L. con ricorso 30 settembre 1999 chiedeva al tribunale di Messina di pronunciare la cessazione degli effetti civili del matrimonio da lui contratto con N. A. nel (***). La N. si costituiva chiedendo un assegno divorzile.
Il tribunale accoglieva la domanda liquidando in favore della convenuta un assegno divorzile di euro 650,00, mensili. Il B. proponeva appello avverso tale sentenza, contestando l'esistenza dei presupposti per la liquidazione dell'assegno e, comunque, la sua misura. La Corte di appello di Messina, con sentenza 7 novembre 2005, riduceva l'assegno ad euro 450,00 mensili.
Il B. , con ricorso a questa Corte notificato il 13 luglio 2006 alla N. , ha impugnato tale sentenza, proponendo tre motivi. La parte intimata non ha depositato difese.
MOTIVI DELLA DECISIONE
1. Con il primo motivo si denuncia la violazione della Legge n. 898 del 1970, articolo 5, deducendosi che la Corte di appello avrebbe errato nel riconoscere l'assegno di divorzio alla controparte, ancora in giovane eta' e separata sin dal 1995, non avendo questa dato la prova dell'impossibilita' obbiettiva di procurarsi mezzi adeguati di vita, non essendo a tal fine sufficiente la documentazione reddituale e gli attestati di disoccupazione e non essendo state provate le patologie allegate a sostegno della domanda.
Con il secondo motivo si denunciano la violazione della Legge n. 898 del 1970, articolo 5, e vizi motivazionali in relazione alla misura dell'assegno, che sarebbe stato liquidato senza tenere conto dei criteri di quantificazione stabiliti da tale norma e con motivazione incongrua, avendo la Corte riconosciuto la breve durata del matrimonio, un minimo di capacita' reddituale della controparte e le necessita' economiche del ricorrente in relazione all'essersi formato una nuova famiglia, che assorbono i suoi aumenti di reddito.
1.2. I motivi vanno esaminati congiuntamente e rigettati.
Secondo l'orientamento di questa Corte espresso dalla sentenza delle sezioni unite 29 novembre 1990, n. 114 92, in tema di scioglimento del matrimonio e nella disciplina dettata dalla Legge 1 dicembre 1970, n. 898, articolo 5, come modificato dalla Legge 6 marzo 1987, n. 74, articolo 10 - che subordina l'attribuzione di un assegno di divorzio alla mancanza di "mezzi adeguati" - l'accertamento del diritto all'assegno divorzile va effettuato verificando innanzitutto l'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente a conservare un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso (Cass. 28 febbraio 2007, n. 4764; 23 febbraio 2006, n. 4021; 16 maggio 2005, n. 10210; 7 maggio 2002, n. 6541; 15 ottobre 2003, n. 15383; 15 gennaio 1998, n. 317; 3 luglio 1997, n. 5986) .
L'accertamento del diritto all'assegno di divorzio si articola, pertanto, in due fasi, nella prima delle quali il Giudice e' chiamato a verificare l'esistenza del diritto in astratto, in relazione all'inadeguatezza dei mezzi o all'impossibilita' di procurarseli per ragioni oggettive, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio, fissate al momento del divorzio. Nella seconda fase, il giudice deve poi procedere alla determinazione in concreto dell'assegno in base alla valutazione ponderata e bilaterale dei criteri indicati nello stesso articolo 5, che agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerabile in astratto, e possono in ipotesi estreme valere anche ad azzerarla, quando la conservazione del tenore di vita assicurato dal matrimonio finisca per risultare incompatibile con detti elementi di quantificazione (ex plurimis Cass. 12 luglio 2007, n. 15610; 22 agosto 2006, n. 18241; 19 marzo 2003, n. 4040).
Nella determinazione dell'assegno, il Giudice puo' desumere induttivamente il tenore di vita dalla documentazione relativa ai redditi dei coniugi al momento della pronuncia di divorzio (Cass. 6 ottobre 2005, n. 19446; 16 luglio 2004, n. 13169; 7 maggio 2002, n. 6541) costituendo essi, insieme agli immobili direttamente goduti dai coniugi, il parametro per determinarlo (Cass. 16 maggio 2005, n. 10210).
Inoltre puo' dare motivatamente valore preminente, in relazione alla fattispecie, anche a uno solo dei criteri stabiliti dall'articolo 5, potendo cosi' giustificare la concessione dell'assegno anche solo in base alle condizioni economiche delle parti (Cass. 28 aprile n. 9876).
Quanto, poi, all'impossibilita' di procurarsi mezzi adeguati di sostentamento per ragioni obiettive, tale presupposto dell'assegno comporta che detta indisponibilita' non deve essere imputabile al richiedente (Cass. 17 gennaio 2002, n. 432).
Pertanto si deve trattare d'impossibilita' di ottenere mezzi tali da consentire il raggiungimento non gia' della mera autosufficienza economica, ma di un tenore di vita sostanzialmente non diverso rispetto a quello goduto in costanza di matrimonio, onde l'accertamento della relativa capacita' lavorativa va compiuto non nella sfera della ipoteticita' o dell'astrattezza, bensi' in quella dell'effettivita' e della concretezza (Cass. 29 marzo 2006, n. 7117), dovendosi, all'uopo, tenere conto di tutti gli elementi soggettivi e oggettivi del caso di specie in rapporto ad ogni fattore economico - sociale, individuale, ambientale, territoriale (Cass. 16 luglio 2004, n. 13169).
I relativi accertamenti, attenendo al merito, sono incensurabili in questa sede se adeguatamente motivati.
1.3. Nel caso di specie la Corte di appello ha fatto esatta applicazione di tali principi ed ha adeguatamente motivato, in relazione ai redditi di ciascun coniuge e - con valutazione pertanto incensurabile nel merito in sede di giudizio di legittimita' - alle concrete possibilita' di lavoro del coniuge richiedente l'assegno (ritenute molto scarse nel contesto sociale in cui vive e senza che risulti abbia rifiutato occasioni lavorative), sia l'inadeguatezza dei mezzi della richiedente l'assegno, sia la misura di esso, prendendo in considerazione per un verso l'evoluzione in positivo dei redditi dell'odierno ricorrente, per altro verso la circostanza che egli si sia formato una nuova famiglia ed abbia avuto tre figli, per tale ragione riducendo l'assegno rispetto a quello di separazione.
I motivi, pertanto, risultano infondati.
2. Con il terzo motivo si censura, in relazione all'articolo 92 c.p.c., la condanna del ricorrente a meta' delle spese del giudizio, con compensazione dell'altra meta'. Si deduce al riguardo che la condanna doveva essere pronunciata a carico dell'altra parte o, quanto meno, le spese dovevano essere compensate per intero.
Anche tale motivo e' infondato, essendo il ricorrente rimasto soccombente nel giudizio di appello e dovendo quindi essere condannato alle spese ex articolo 91 c.p.c., ne' potendosi censurare in questa sede la misura della compensazione disposta dal giudice di merito.
Nulla va statuito sulle spese del giudizio di cassazione non avendo la parte intimata depositato difese.
P.Q.M.
LA CORTE DI CASSAZIONE
Rigetta il ricorso. In caso di diffusione della sentenza dovranno essere omesse le generalita' e gli altri dati identificativi di Ba. Lu. e Ni. An. .

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Re:si possono chiedere i danni morali per me e i figli .
Re:si possono chiedere i danni morali per me e i figli .
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...
Il mantenimento del'ex coniuge non ha alcuna giustificazione. Il divorzio comporta la cessazione degli obblighi di assistenza reciproca e l'obbligo di continuare a mantenere l'ex coniuge contraddice tale principio: il divorzio non è divorzio ma un matrimonio asimetrico in cui tutti i doveri sono per uno e tutti i diritti per l'altro. Si tratta di una sorta di assurda pensione baby: ex coniugi, soprattutto donne, dopo qualche anno di lavoro casalingo, percepiscono a vita e in età da lavoro un vitalizio a carico non delo stato ma di un privatto cittadino che aveva già contraccambiato col suo lavoro durante il matrimonio quel lavoro casalingo.
Questa normativa giova a ex coniugi fannulloni, ai professionisti dei divorzi e allo Stato che non si fa carico degli ex coniugi disoccupati. E' una vergogna vergogna del nostro sistema giuridico che va abrogata.
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...
Anch'io ho 45 anni e come molte altre donne quando mi sposai a 20 anni mio marito preferiva che io rimanessi a casa a crescere i figli (rimasi incinta dopo 1 mese di matrimonio). Quando il primo figlio iniziò ad andare all'asilo ho cercato di convincerlo che volevo cercarmi un lavoro prima di pensare al secondo figlio. Risultato: è stato 6 mesi con il muso e io ho provato a dialogare, ma lui mi rispondeva che si sentiva offeso perchè più io insistevo e più lui si sentiva come se non mi bastasse quello che guadagnava. Così per il quieto vivere ho lasciato perdere e ho continuato a fare la moglie e la madre. Dopo anni di ricatti psico/economici da parte sua ho chiesto la separazione. Come da copione fa sempre storie per il mantenimento accusandomi davanti al giudice di essere una fannullona e una mantenuta. Cerco qualsiasi lavoro onesto ma non riesco a trovare un bel niente, perchè appunto ho 45 anni (all'epoca della separazione 39), nessuna esperienza lavorativa, con 2 figli e vivo in Sicilia dove la disoccupazione femminile è a livelli record. Ogni tanto mi stampo dei volantini e li distribuisco nei vari portalettere, per stirare, pulizie, ecc, finora nessuno mi ha chiamata. Sto tentando l'ultima carta, frequento un corso in Croce rossa che mi darà l'attestato di OSSS, mi auguro di trovare un lavoro con questo diploma, anche con stipendio basso e ore lavoro tante. Ma dalle mie parti anche questo settore è quasi saturo.
Se tornassi indietro penserei prima alla mia indipendenza economica anzichè al quieto vivere del maritino.
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...
Dora scrive: "quando mi sposai a 20 anni mio marito preferiva che io rimanessi a casa".
Quando leggo certe cose non posso fare a meno di sorridere.
La decisione di stare a casa fu soltanto di tuo marito o c'è stata la tua consapevole adesione?
Nei passaggi successivi si comprende che la decisione, per qualsiasi ragione sia stata presa, è stata compartecipe.
"Come da copione fa sempre storie per il mantenimento accusandomi davanti al giudice di essere una fannullona e una mantenuta"
Purtroppo è difficile dargli torto. Finché è lui a mantenerti, sei, di fatto una mantenuta.
Noi continuiamo a non capire come un uomo debba trovarsi costretto a pagare un'ex moglie mentre questa non deve continuare a stirargli le camicie.
Il bene in denaro va corrisposto come in costanza di matrimonio mentre il bene in servizi decade.
Non ha senso.
"Se tornassi indietro penserei prima alla mia indipendenza economica anzichè al quieto vivere del maritino"
Probabilmente, se lui tornasse indietro, eviterebbe di sposarti, invece che pensare al quieto vivere tuo e del parentame impiccione.
Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...
qualcuno ha risposto con
Annunci di lavoro per vagabonde
ciao nico, per tutte le vagabonde: se hai segnalazioni di annunci di lavoro, o segnalazioni di incentivi per l'avvio d'impresa, invece di ostacoli burocratici e fiscali per le micro-imprese, ti ho aperto un topic nel forum dove potrai scrivere gli annunci qui: annunci di lavoro.
assegno
orribili battute
Ciao Nico, esistono tanti casi particolari, il tuo avvocato divorzista, piuttosto che fare orribili battute, avrebbe fatto meglio a capire se il tuo caso fosse degno di approfondimento. Comunque i doveri verso i figli non decadono con il divorzio, forse è meglio pensarci bene prima di metterli al mondo, in questo mondo.
Cazzate, sia l'uomo che la
Cazzate, sia l'uomo che la donna hanno il dovere di lavorare e sudarsi il pane!
Una donna che dice di "non trovare il lavoro a lei adatto e confacente" è una fannullona che vuol vivere a sbafo!
Chi ha cervello e dignità accetta qualunque lavoro e rispetta l'impegno assunto col matrimonio di " Contribuire ai bisogni della famiglia"! Chi non lavora, chi non accetta qualunque lavoro, anche di fare la colf, è solo una sanguisuga opportunista che vuol vivere succhiando il sangue dell'altro coniuge!
Vergogna per tali donne, per gli avvocati che le difendono e per i giudici che emanano sentenze a "vanvera"!
Nessun marito può essere cacciato di casa e condannato a versare oltre la metà del suo stipendio, specie se non ha colpe particolari e magari si esaurisce col lavoro per ..... far mangiare i figli e la "fannullona"!
Ma.... i diritti esistono solo per le "fannullone"? Perchè i "giudici progressisti" non considerano che il marito, con meno della metà del suo stipendio, dovrebbe: 1)-continuare a pagare il mutuo della casa; 2)-pagare l'affitto di un appartamentino dove abitare; 3)-mangiare qualcosa e vestirsi per quel minimo necessario ed indispensabile al fine di ....continuare a lavorare!
Deve, dunque, ridursi così solo perchè, in questo sporco mondo esistono le "fannullone sanguisughe"?
Eppure, per quanto mi risulta, questa legge non l'ha fatta il "Mister legislatore ad usum delphini"!
Smetto e consiglio ad ogni giovanotto di.... star lontano dal matrimonio perchè è solo una trappola per procurare agi e sfizi alle fannullone che vogliono essere "mantenute"!
"giudici progressisti" ahahahha
sta tranquillo che di "giudici progressisti" come li chiami tu, ce ne sono talmente pochi che quei pochi fanno scalpore....e vedrai che poco per volta con gli anni, spariranno. La gran parte dei giudici la pensa esattamente come te, e soprattutto AGISCE E DECIDE in base a questo modo di vedere le cose.
Non hai molto da agitarti e da inveire, perchè in realtà chi deve decidere e giudicare le sorti economiche delle donne separate e con figli, sono giudici e giudichesse che interpretano la legge proprio con metri di giudizio simili al tuo...si si, perchè sai...le leggi SI INTERPRETANO.....
tranquillo, va tutto a gonfie vele....
Tu sei solo un cretino che
Re: Tu sei solo un cretino che
Messaggio pubblicato, quindi tacito assenso da parte della modeazione. Se ne deduce che, in questo sito, il termine "cretino" può essere liberamente usato ma solo se rivolto agli uomini.
1) sarebbe civile non
1) sarebbe civile non insultare. 2) leggesti male: anche se giovane e ha trovato un lavoro che produce un reddito di importo insufficiente a mantenere un tenore di vita che in costanza di matrimonio. 3) se ti fa comodo che la moglie faccia la casalinga in corso di matrimonio, usi il suo lavoro domestico, sei consapevole che non si può pretendere che all'improvviso trovi un lavoro redditizio. soprattutto se ha una certa età è probabile che non lo troverà affatto 4) la stessa legge vale anche per gli uomini. si parla di coniugi e senza specificare il sesso 5) si ricorda che le donne non hanno pari opportunità nel lavoro
Sono d'accordo con DP, specie
Sono d'accordo con DP, specie al punto 3. Molti esponenti del mio sesso vogliono la mogliettina a casa a servirli, ma se si separano la insultano perchè non lavora. In pratica passano da tradizionalisti a "femministi" in un battibaleno.
Caro Paolo, di sicuro non mi
Permettimi però di dirti che,
Lavoro domestico e autonomia
Secondo me, fossero stati conviventi per 20 anni il problema sarebbe stato identico. Se la coppia ha deciso che una persona della stessa rinunciasse al lavoro fuori casa per svolgere mansioni domestiche non si può pretendere, nel momento in cui c'è separazione, che improvvisamente quella persona trovi un lavoro.
In questo caso il problema non è la separazione, ma il disprezzo per una persona che ha svolto mansioni domestiche di comune accordo e che ha diritto di non essere offesa per la sua condizione lavorativa mentre prima della separazione faceva comodo che svolgesse quelle mansioni.
Sono d'accordo con te,
Ti ho letto e ovviamente le
ChE Dio ti ascolti! Ma nella
nell'affidamento condiviso un
nell'affidamento condiviso un figlio passa lo stesso numero di giorni cn i genitori?
Desidero sapere se un figlio
Desidero sapere se un figlio riconosciuto invalido ,perde l'assegno di mantenimento.grazie
il figlio invalido non perde
il figlio invalido non perde il mantenimento
non è una vergogna non
non è una vergogna non versare l'assegno di mantenimento è una vergogna che noi donne usiamo l'uomo come una gallina dalle uova d'oro!!!! le mani mamma ce le ha fatte allora usiamole anche per lavorare, ne va del nostro orgoglio personale!!! comodo fare le mantenute e farsi pagere pettinatrice estetista e palestra, per poi non pensare ai figli!!!
Sono una donna e sono
Sono una donna e sono completamente d'accordo con te, finalmente una donna con le palle... che schifo quelle "donne" (se così si possono chiamare) che divorziano dai mariti (magari perchè sono le prime che hanno preso una sbandata per qualcun altro) per poi farsi mantenere, perchè magari non hanno un lavoro (o non hanno voglia di cercarselo). Si va anche a fare le pulizie, con tutto il rispetto per questa categoria di lavoratori, si fa qualsiasi cosa, prima di tutto per se stessi e per il proprio orgoglio e la propria dignità, cosa che a questo mondo, nel 2010, tante non sanno neanche cosa significhi... e magari usano pure i figli per continuare ad abusare dei loro "diritti"... purtroppo la legge è a favore di questo tipo di persone, e non degli uomini, che molte volte sono coglioni e si fanno mettere i piedi in testa, molte altre anche se combattono sono schiacciata da una legge troppo "femminista".
ehehehe che pena questi
ehehehe che pena questi attori che non hanno altro da fare che fingersi donne per sputare veleno sulle donne, ometti
Sono una donna e sono
Sono una donna e sono completamente d'accordo con te, finalmente una donna con le palle... che schifo quelle "donne" (se così si possono chiamare) che divorziano dai mariti (magari perchè sono le prime che hanno preso una sbandata per qualcun altro) per poi farsi mantenere, perchè magari non hanno un lavoro (o non hanno voglia di cercarselo). Si va anche a fare le pulizie, con tutto il rispetto per questa categoria di lavoratori, si fa qualsiasi cosa, prima di tutto per se stessi e per il proprio orgoglio e la propria dignità, cosa che a questo mondo, nel 2010, tante non sanno neanche cosa significhi... e magari usano pure i figli per continuare ad abusare dei loro "diritti"... purtroppo la legge è a favore di questo tipo di persone, e non degli uomini, che molte volte sono coglioni e si fanno mettere i piedi in testa, molte altre anche se combattono sono schiacciata da una legge troppo "femminista".
se ti sei sposato la moglie
se ti sei sposato la moglie che non lavora si vede che ti andava bene! finchè le mani le usa per lavarti le mutande e prepararti i pranzetti mentre tu, maschietto, fai carriera ti va bene? omaccione che sei!
Il lavoro casalingo non centra niente
Ho 25 anni sono stata
Ho 25 anni sono stata abbandonata da mio marito perchè non mi ama più mi ha tradita e lasciata sola con un bambino di tre anni non lavoro a cosa ho diritto?
Hai diritto a chiedere la
Hai diritto a chiedere la separazione con addebito a tuo marito. Cosa che non può avvenire se fai una separazione consensuale. Devi dimostrare che la separazione è stata causata dal tradimento e quindi ti servono prove e un buon avvocato.
Re: Hai diritto a chiedere la
Re: Hai diritto a chiedere la
Non è sempre, nè mai, né quasi. Basta leggere con attenzione!
C'è scritto "devi dimostrare che..."!
Re: Hai diritto a chiedere la
Re: Hai diritto a chiedere la
Per vivere servono soldi (per comprare cibo, vestiti, una casa, ecc.). Nel matrimonio ci sono per forza implicazioni economiche, anche se è il risultato dell'amore più sincero e appassionato. Nella maggior parte dei casi l'amore, ammesso che sia mai esistito in ogni caso, finisce, o si trasforma da sopportazione in insopportabilità, e quindi emergono discorsi economici per la divisione (come quando si separano i soci di una società commerciale).
Il matrimonio può essere, in effetti, anche meretricio puro; colui/lei che si sposa per avere una domestica/o gratis fa commercio del matrimonio. La legge non fa distinzione di sesso a proposito del mantenimento. Chi si sposa con una persona che non lavora, o le/gli suggerisce di non lavorare, sa che in caso di separazione dovrà occuparsi del mantenimento, perché il lavoro è anche frutto di una costruzione che dura decenni.
Molti matrimoni sono probabilmente d'interesse e non d'amore (ad esempio: per non restare soli e isolati oltre che disprezzati, in particolare se donna, per prestarsi assistenza, per fare figli che si può sperare aiuteranno i genitori nella vecchiaia).
Il matrimonio è un affare economico, non c'è dubbio, anche perché serve per il controllo demografico (controllo della produzione del numero di schiavi, o di seguaci) e per questo c'è molto interesse per la quantità e nullo per la qualità.
Re: Hai diritto a chiedere la
Re: Hai diritto a chiedere la
Io lascerei la contrattazione libera ai due contraenti. Il matrimonio è anche un affare commerciale e come tale dovrebbe essere trattato. Lo è da tempo remoto (matrimoni combinati, doti nuziali e via dicendo).
I termini contrattuali andrebbero stabiliti prima e non dopo la rescissione del contratto. Questo serve anche per chiarire in modo inconfutabile le proprie posizioni sull'argomento ed evitare malintesi. Non è escluso che un uomo che cerca una moglie sottomessa la trovi, anzi, ma è forse meglio chiarire gli ingredienti comuni prima di fare la frittata.
Ognuno dovrebbe essere lasciato libero di fare la sua contrattazione di cammelli mediante contratti prematrimoniali. Se uno vuole sposare una più giovane di 20 anni sarà probabilmente chiamato a spendere qualcosa in termini di garanzie economiche. Se uno vuole la cameriera idem. Sarebbe molto interessante vedere come si svilupperebbe il mercato dei matrimoni.
Re: Hai diritto a chiedere la
Re: Hai diritto a chiedere la
Sinceramente, mi guardo bene dall'interessarmi al modo in cui le persone organizzano e gestiscono la loro vita privata.
Che ognuno si accoppi alle condizioni contrattuali che preferisce. Tua moglie adora farti i pranzetti? non mi interessa, complimenti, siete bene accoppiati, ma semplicemente sono cose vostre!
Re: Hai diritto a chiedere la
A me, francamente, di come dividi i compiti domestici non me ne può fregare di meno.
Re: Hai diritto a chiedere la