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divorzio

L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se trova lavoro inadeguato

Corte di Cassazione, sentenza n.23906 del 11 novembre 2009

La Corte di Cassazione, con sentenza n.23906 del 11 novembre 2009, ha confermato che l'assegno di mantenimento ha lo scopo di mantenere lo stesso tenore di vita che in matrimonio. Ha stabilito, infatti, che l'ex coniuge, in questo caso ex marito, deve continuare a versare l'assegno divorzile alla ex moglie, anche se giovane e ha trovato un lavoro che produce un reddito di importo insufficiente a mantenere un tenore di vita che in costanza di matrimonio.

 

Aggiornamento

Ecco il testo dela sentenza

Divorzio - Cessazione degli effetti civili del matrimonio - assegno divorzile - inesistenza dei presupposti per la liquidazione dell'assegno - soccombenza nel giudizio di appello e quindi essere condannato alle spese ex articolo 91 c.p.c. (Corte di Cassazione Sezione 1 Civile Sentenza del 11 novembre 2009, n. 23906)

Corte di Cassazione Sezione 1 Civile Sentenza del 11 novembre 2009, n. 23906

SVOLGIMENTO DEL PROCESSO

1. B.L. con ricorso 30 settembre 1999 chiedeva al tribunale di Messina di pronunciare la cessazione degli effetti civili del matrimonio da lui contratto con N. A. nel (***). La N. si costituiva chiedendo un assegno divorzile.

Il tribunale accoglieva la domanda liquidando in favore della convenuta un assegno divorzile di euro 650,00, mensili. Il B. proponeva appello avverso tale sentenza, contestando l'esistenza dei presupposti per la liquidazione dell'assegno e, comunque, la sua misura. La Corte di appello di Messina, con sentenza 7 novembre 2005, riduceva l'assegno ad euro 450,00 mensili.

Il B. , con ricorso a questa Corte notificato il 13 luglio 2006 alla N. , ha impugnato tale sentenza, proponendo tre motivi. La parte intimata non ha depositato difese.

MOTIVI DELLA DECISIONE

1. Con il primo motivo si denuncia la violazione della Legge n. 898 del 1970, articolo 5, deducendosi che la Corte di appello avrebbe errato nel riconoscere l'assegno di divorzio alla controparte, ancora in giovane eta' e separata sin dal 1995, non avendo questa dato la prova dell'impossibilita' obbiettiva di procurarsi mezzi adeguati di vita, non essendo a tal fine sufficiente la documentazione reddituale e gli attestati di disoccupazione e non essendo state provate le patologie allegate a sostegno della domanda.

Con il secondo motivo si denunciano la violazione della Legge n. 898 del 1970, articolo 5, e vizi motivazionali in relazione alla misura dell'assegno, che sarebbe stato liquidato senza tenere conto dei criteri di quantificazione stabiliti da tale norma e con motivazione incongrua, avendo la Corte riconosciuto la breve durata del matrimonio, un minimo di capacita' reddituale della controparte e le necessita' economiche del ricorrente in relazione all'essersi formato una nuova famiglia, che assorbono i suoi aumenti di reddito.

1.2. I motivi vanno esaminati congiuntamente e rigettati.

Secondo l'orientamento di questa Corte espresso dalla sentenza delle sezioni unite 29 novembre 1990, n. 114 92, in tema di scioglimento del matrimonio e nella disciplina dettata dalla Legge 1 dicembre 1970, n. 898, articolo 5, come modificato dalla Legge 6 marzo 1987, n. 74, articolo 10 - che subordina l'attribuzione di un assegno di divorzio alla mancanza di "mezzi adeguati" - l'accertamento del diritto all'assegno divorzile va effettuato verificando innanzitutto l'inadeguatezza dei mezzi del coniuge richiedente a conservare un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio e che sarebbe presumibilmente proseguito in caso di continuazione dello stesso (Cass. 28 febbraio 2007, n. 4764; 23 febbraio 2006, n. 4021; 16 maggio 2005, n. 10210; 7 maggio 2002, n. 6541; 15 ottobre 2003, n. 15383; 15 gennaio 1998, n. 317; 3 luglio 1997, n. 5986) .

L'accertamento del diritto all'assegno di divorzio si articola, pertanto, in due fasi, nella prima delle quali il Giudice e' chiamato a verificare l'esistenza del diritto in astratto, in relazione all'inadeguatezza dei mezzi o all'impossibilita' di procurarseli per ragioni oggettive, raffrontati ad un tenore di vita analogo a quello goduto in costanza di matrimonio, o che poteva legittimamente fondarsi su aspettative maturate nel corso del matrimonio, fissate al momento del divorzio. Nella seconda fase, il giudice deve poi procedere alla determinazione in concreto dell'assegno in base alla valutazione ponderata e bilaterale dei criteri indicati nello stesso articolo 5, che agiscono come fattori di moderazione e diminuzione della somma considerabile in astratto, e possono in ipotesi estreme valere anche ad azzerarla, quando la conservazione del tenore di vita assicurato dal matrimonio finisca per risultare incompatibile con detti elementi di quantificazione (ex plurimis Cass. 12 luglio 2007, n. 15610; 22 agosto 2006, n. 18241; 19 marzo 2003, n. 4040).

Nella determinazione dell'assegno, il Giudice puo' desumere induttivamente il tenore di vita dalla documentazione relativa ai redditi dei coniugi al momento della pronuncia di divorzio (Cass. 6 ottobre 2005, n. 19446; 16 luglio 2004, n. 13169; 7 maggio 2002, n. 6541) costituendo essi, insieme agli immobili direttamente goduti dai coniugi, il parametro per determinarlo (Cass. 16 maggio 2005, n. 10210).

Inoltre puo' dare motivatamente valore preminente, in relazione alla fattispecie, anche a uno solo dei criteri stabiliti dall'articolo 5, potendo cosi' giustificare la concessione dell'assegno anche solo in base alle condizioni economiche delle parti (Cass. 28 aprile n. 9876).

Quanto, poi, all'impossibilita' di procurarsi mezzi adeguati di sostentamento per ragioni obiettive, tale presupposto dell'assegno comporta che detta indisponibilita' non deve essere imputabile al richiedente (Cass. 17 gennaio 2002, n. 432).

Pertanto si deve trattare d'impossibilita' di ottenere mezzi tali da consentire il raggiungimento non gia' della mera autosufficienza economica, ma di un tenore di vita sostanzialmente non diverso rispetto a quello goduto in costanza di matrimonio, onde l'accertamento della relativa capacita' lavorativa va compiuto non nella sfera della ipoteticita' o dell'astrattezza, bensi' in quella dell'effettivita' e della concretezza (Cass. 29 marzo 2006, n. 7117), dovendosi, all'uopo, tenere conto di tutti gli elementi soggettivi e oggettivi del caso di specie in rapporto ad ogni fattore economico - sociale, individuale, ambientale, territoriale (Cass. 16 luglio 2004, n. 13169).

I relativi accertamenti, attenendo al merito, sono incensurabili in questa sede se adeguatamente motivati.

1.3. Nel caso di specie la Corte di appello ha fatto esatta applicazione di tali principi ed ha adeguatamente motivato, in relazione ai redditi di ciascun coniuge e - con valutazione pertanto incensurabile nel merito in sede di giudizio di legittimita' - alle concrete possibilita' di lavoro del coniuge richiedente l'assegno (ritenute molto scarse nel contesto sociale in cui vive e senza che risulti abbia rifiutato occasioni lavorative), sia l'inadeguatezza dei mezzi della richiedente l'assegno, sia la misura di esso, prendendo in considerazione per un verso l'evoluzione in positivo dei redditi dell'odierno ricorrente, per altro verso la circostanza che egli si sia formato una nuova famiglia ed abbia avuto tre figli, per tale ragione riducendo l'assegno rispetto a quello di separazione.

I motivi, pertanto, risultano infondati.

2. Con il terzo motivo si censura, in relazione all'articolo 92 c.p.c., la condanna del ricorrente a meta' delle spese del giudizio, con compensazione dell'altra meta'. Si deduce al riguardo che la condanna doveva essere pronunciata a carico dell'altra parte o, quanto meno, le spese dovevano essere compensate per intero.

Anche tale motivo e' infondato, essendo il ricorrente rimasto soccombente nel giudizio di appello e dovendo quindi essere condannato alle spese ex articolo 91 c.p.c., ne' potendosi censurare in questa sede la misura della compensazione disposta dal giudice di merito.

Nulla va statuito sulle spese del giudizio di cassazione non avendo la parte intimata depositato difese.

P.Q.M.

LA CORTE DI CASSAZIONE

Rigetta il ricorso. In caso di diffusione della sentenza dovranno essere omesse le generalita' e gli altri dati identificativi di Ba. Lu. e Ni. An. .

 



Commenti

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Ritratto di luciana
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Re:si possono chiedere i danni morali per me e i figli .

vorrei chiedere il divorzio e i danni norali al mio ex marito dopo 6 anni di separazione ancora perseguita me e i figli  e non da alcun mantenimento hai figli c'e il modo di sapere come fare lucy
 
Ritratto di banana
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Re:si possono chiedere i danni morali per me e i figli .

In che senso "perseguita"?  
 
Ritratto di salvatore
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...

Sono in attesa di divorzio dalla mia ex ed e in attesa anche della sentenza da parte della sacra rota. Vorrei tanto sapere se la sacra rota si pronunciasse con esito favorevole in mio favore, l'assegno di mantenimento viene a cessare?? Vi ringrazio anticipatamente della risposta grazie salvo    
 
Ritratto di peppe
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...

Bisogna fare un'altra causa in sede civile di "delibazione", in cui i giudici decidono se recepire la sentenza ecclesiastica e far cessare gli effetti civili del matrimonio (obbligo di mantenimento incluso) ,  oppure respingerla. Il respingimento è sempre più frequentemente, in particolare quando la sentenza di divorzio precede quella ecclesiastica.
 
Ritratto di Primo
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...

Credo dipenda anche dalla ragione per la quale la Sacra Rota ha rtenuto nullo il matrimonio. Le ragioni possono essere soltanto cinque... In ogni caso, il fatto che i trubunali civili si discostino dalle decisioni sacrarotali è un controsenso. Visto che il matrimonio concordatario è conseguenza di un atto formale religioso, appurato che questo è nullo, dovrebbero decadere automaticamente anche i suoi effetti civili. Il guaio è che della cosa non se ne parla abbastanza. perchè, tale scostamento, dovrebbe portare alla revisione degli accordi concordatari. In sostanza, sarebbe opportuno restituire ai cittadini la libertà di decidere se contrarre matrimonio solo religioso, solo civile, entrambi o nessuno dei due. Di fatto, al cittadino italiano,  la libertà di contrarre solo matrimonio religioso è ingiustamente preclusa.    
 
Ritratto di Primo
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...

Fossi il Card.Bertone m'incazzerei.
 
Ritratto di elisa
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...

perchè vuole sposarsi?
 
Ritratto di vnd
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge decade se ...

No. Grazie.
 
Ritratto di 62peppe
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...

Il mantenimento del'ex coniuge non ha alcuna giustificazione. Il divorzio comporta la cessazione degli obblighi di assistenza reciproca e l'obbligo di continuare a mantenere l'ex coniuge contraddice tale principio: il divorzio non è divorzio ma un matrimonio asimetrico in cui tutti i doveri sono per uno e tutti i diritti per l'altro. Si tratta di una sorta di assurda pensione baby: ex coniugi, soprattutto donne, dopo qualche anno di lavoro casalingo, percepiscono a vita e in età da lavoro un vitalizio a carico non delo stato ma di un privatto cittadino che aveva già contraccambiato col suo lavoro durante il matrimonio quel lavoro casalingo.
Questa normativa giova a ex coniugi fannulloni, ai professionisti dei divorzi  e allo Stato che non si fa carico degli ex coniugi disoccupati. E' una vergogna vergogna del nostro sistema giuridico che va abrogata.
 

 
Ritratto di Dora
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...

Anch'io ho 45 anni e come molte altre donne quando mi sposai a 20 anni mio marito preferiva che io rimanessi a casa a crescere i figli (rimasi incinta dopo 1 mese di matrimonio). Quando il primo figlio iniziò ad andare all'asilo ho cercato di convincerlo che volevo cercarmi un lavoro prima di pensare al secondo figlio. Risultato: è stato 6 mesi con il muso e io ho provato a dialogare, ma lui mi rispondeva che si sentiva offeso perchè più io insistevo e più lui si sentiva come se non mi bastasse quello che guadagnava. Così per il quieto vivere ho lasciato perdere e ho continuato a fare la moglie e la madre. Dopo anni di ricatti psico/economici da parte sua ho chiesto la separazione. Come da copione fa sempre storie per il mantenimento accusandomi davanti al giudice di essere una fannullona e una mantenuta. Cerco qualsiasi lavoro onesto ma non riesco a trovare un bel niente, perchè appunto ho 45 anni (all'epoca della separazione 39), nessuna esperienza lavorativa, con 2 figli e vivo in Sicilia dove la disoccupazione femminile è a livelli record. Ogni tanto mi stampo dei volantini e li distribuisco nei vari portalettere, per stirare, pulizie, ecc, finora nessuno mi ha chiamata. Sto tentando l'ultima carta, frequento un corso in Croce rossa che mi darà l'attestato di OSSS, mi auguro di trovare un lavoro con questo diploma, anche con stipendio basso e ore lavoro tante. Ma dalle mie parti anche questo settore è quasi saturo.

Se tornassi indietro penserei prima alla mia indipendenza economica anzichè al quieto vivere del maritino.

 
Ritratto di vnd
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...

Dora scrive: "quando mi sposai a 20 anni mio marito preferiva che io rimanessi a casa".

Quando leggo certe cose non posso fare a meno di sorridere.

La decisione di stare a casa fu soltanto di tuo marito o c'è stata la tua consapevole adesione?

Nei passaggi successivi si comprende che la decisione, per qualsiasi ragione sia stata presa, è stata compartecipe.

"Come da copione fa sempre storie per il mantenimento accusandomi davanti al giudice di essere una fannullona e una mantenuta"

Purtroppo è difficile dargli torto. Finché è lui a mantenerti, sei, di fatto una mantenuta.

Noi continuiamo a non capire come un uomo debba trovarsi costretto a pagare un'ex moglie mentre questa non deve continuare a stirargli le camicie.

Il bene in denaro va corrisposto come in costanza di matrimonio mentre il bene in servizi decade.

Non ha senso.

"Se tornassi indietro penserei prima alla mia indipendenza economica anzichè al quieto vivere del maritino"

Probabilmente, se lui tornasse indietro, eviterebbe di sposarti, invece che pensare al quieto vivere tuo e del parentame impiccione.

 

 

 
Ritratto di vnd
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Re: L'assegno di mantenimento all'ex coniuge non decade se ...

Giriamo nelle scuole per insegnare ai bambini a vivere liberi. L'uomo informato è un uomo più libero. http://nomatrimonio.altervista.org/
 
Ritratto di nico
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qualcuno ha risposto con

qualcuno ha risposto con intelligenza e qualche vagabonda ha risposto x interesse un uomo certamente ha piu dignita di certe donne che anche in tv vedi forum fanno delle figuracce di m da certo che chi ha coraggio ha coraggio
 
Ritratto di ariaora
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Annunci di lavoro per vagabonde

ciao nico, per tutte le vagabonde: se hai segnalazioni di annunci di lavoro, o segnalazioni di incentivi per l'avvio d'impresa, invece di ostacoli burocratici e fiscali per le micro-imprese, ti ho aperto un topic nel forum dove potrai scrivere gli annunci qui: annunci di lavoro.

 
Ritratto di nico
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assegno

ho poche parole da scrivere sono separato dal 1982 al quale ha seguito il divorzio e da allora che passo alimenti alla moglie xche lei e disoccupata e li passo ancora a mia figlia nonostante abbia oggi 30 anni io ho 57 anni e lavoro ancora x vivere sia moglie che figlia incassano l assegno e non si sentono mai .. ma questa e la legge un avvocato divorzista mi disse come battuta < certe volte con alcune mogli conviene farla finita nel peggiore dei casi ti fai 5 anni con buona condotta poi non devi nulla a nessuno certo era una battuta meglio averla sentita ora che al tempo del divorzio un saluto a tutti nico
 
Ritratto di ariaora
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orribili battute

Ciao Nico, esistono tanti casi particolari, il tuo avvocato divorzista, piuttosto che fare orribili battute, avrebbe fatto meglio a capire se il tuo caso fosse degno di approfondimento. Comunque i doveri verso i figli non decadono con il divorzio, forse è meglio pensarci bene prima di metterli al mondo, in questo mondo.

 
Ritratto di anonimo
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Cazzate, sia l'uomo che la

Cazzate, sia l'uomo che la donna hanno il dovere di lavorare e sudarsi il pane!
Una donna che dice di "non trovare il lavoro a lei adatto e confacente" è una fannullona che vuol vivere a sbafo!
Chi ha cervello e dignità accetta qualunque lavoro e rispetta l'impegno assunto col matrimonio di " Contribuire ai bisogni della famiglia"! Chi non lavora, chi non accetta qualunque lavoro, anche di fare la colf, è solo una sanguisuga opportunista che vuol vivere succhiando il sangue dell'altro coniuge!
Vergogna per tali donne, per gli avvocati che le difendono e per i giudici che emanano sentenze a "vanvera"!
Nessun marito può essere cacciato di casa e condannato a versare oltre la metà del suo stipendio, specie se non ha colpe particolari e magari si esaurisce col lavoro per ..... far mangiare i figli e la "fannullona"!
Ma.... i diritti esistono solo per le "fannullone"? Perchè i "giudici progressisti" non considerano che il marito, con meno della metà del suo stipendio, dovrebbe: 1)-continuare a pagare il mutuo della casa; 2)-pagare l'affitto di un appartamentino dove abitare; 3)-mangiare qualcosa e vestirsi per quel minimo necessario ed indispensabile al fine di ....continuare a lavorare!
Deve, dunque, ridursi così solo perchè, in questo sporco mondo esistono le "fannullone sanguisughe"?
Eppure, per quanto mi risulta, questa legge non l'ha fatta il "Mister legislatore ad usum delphini"!
Smetto e consiglio ad ogni giovanotto di.... star lontano dal matrimonio perchè è solo una trappola per procurare agi e sfizi alle fannullone che vogliono essere "mantenute"!

 
Ritratto di manuela
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"giudici progressisti" ahahahha

sta tranquillo che di "giudici progressisti" come li chiami tu, ce ne sono talmente pochi che quei pochi fanno scalpore....e vedrai che poco per volta con gli anni, spariranno. La gran parte dei giudici la pensa esattamente come te, e soprattutto AGISCE E DECIDE in base a questo modo di vedere le cose.
Non hai molto da agitarti e da inveire, perchè in realtà chi deve decidere e giudicare le sorti economiche delle donne separate e con figli, sono giudici e giudichesse che interpretano la legge proprio con metri di giudizio simili al tuo...si si, perchè sai...le leggi SI INTERPRETANO.....
tranquillo, va tutto a gonfie vele....

 
Ritratto di anonimo/a
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Tu sei solo un cretino che

Tu sei solo un cretino che ragiona con i piedi e non con la testa: fai di tutta un erba un fascio!non spreco altro tempo con te, non lo meriti!
 
Ritratto di vnd
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Re: Tu sei solo un cretino che

Messaggio pubblicato, quindi tacito assenso da parte della modeazione. Se ne deduce che, in questo sito, il termine "cretino" può essere liberamente usato ma solo se rivolto agli uomini.

 
Ritratto di DP
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1) sarebbe civile non

1) sarebbe civile non insultare. 2) leggesti male: anche se giovane e ha trovato un lavoro che produce un reddito di importo insufficiente a mantenere un tenore di vita che in costanza di matrimonio. 3) se ti fa comodo che la moglie faccia la casalinga in corso di matrimonio, usi il suo lavoro domestico, sei consapevole che non si può pretendere che all'improvviso trovi un lavoro redditizio. soprattutto se ha una certa età è probabile che non lo troverà affatto 4) la stessa legge vale anche per gli uomini. si parla di coniugi e senza specificare il sesso 5) si ricorda che le donne non hanno pari opportunità nel lavoro

 
Ritratto di paolo1984
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Sono d'accordo con DP, specie

Sono d'accordo con DP, specie al punto 3. Molti esponenti del mio sesso vogliono la mogliettina a casa a servirli, ma se si separano la insultano perchè non lavora. In pratica passano da tradizionalisti a "femministi" in un battibaleno.

 
Ritratto di anonimo/a
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Caro Paolo, di sicuro non mi

Caro Paolo, di sicuro non mi leggerai perchè è passato molto tempo dalla pubblicazione di queste lettere, ma quando leggo certe cose mi sale il sangue alla testa: si io sono una di quelle che ha rinunciato a tutto per la famiglia e al mio ex stava benissimo. sposata 19 anni, conosce una cretina e distrugge la famiglia. Ora io sono una mantenuta, ho 45 anni e sono troppo vecchia per lavorare. laurea conservata nel cassetto e nessuna speranza lavorativa. ti volevo ringraziare perchè capisci la situazione di certe donne. un saluto
 
Ritratto di paolo1984
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Permettimi però di dirti che,

Permettimi però di dirti che, scusa la banalità, l'unico modo per non separarsi è non sposarsi, ma mi rendo conto che serve a poco dirlo adesso. Un saluto
 
Ritratto di DP
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Lavoro domestico e autonomia

Secondo me, fossero stati conviventi per 20 anni il problema sarebbe stato identico. Se la coppia ha deciso che una persona della stessa rinunciasse al lavoro fuori casa per svolgere mansioni domestiche non si può pretendere, nel momento in cui c'è separazione, che improvvisamente quella persona trovi un lavoro.
In questo caso il problema non è la separazione, ma il disprezzo per una persona che ha svolto mansioni domestiche di comune accordo e che ha diritto di non essere offesa per la sua condizione lavorativa mentre prima della separazione faceva comodo che svolgesse quelle mansioni.

 
Ritratto di paolo1984
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Sono d'accordo con te,

Sono d'accordo con te,
 
Ritratto di paolo1984
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Ti ho letto e ovviamente le

Ti ho letto e ovviamente le tue parole di ringraziamento mi lusingano Anche se hai 45 anni, spero tu possa comunque trovare un impiego che ti permetta almeno una parziale indipendenza economica e una maggior serenità.
 
Ritratto di anonimo/a
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ChE Dio ti ascolti! Ma nella

ChE Dio ti ascolti! Ma nella mia Città c è un alto numero di disoccupati tant' è che molti giovani preferiscono andarsene. Tieni anche conto che non ho esperienze lavorative significative, certo non sono una stupida, imparo subito, ma l età ha il suo peso. ho risposto a delle offerte di lavoro ma non c'è verso: appena sanno l' età non si prendono neanche la briga di rispondere.ti saluto
 
Ritratto di anonimo
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nell'affidamento condiviso un

nell'affidamento condiviso un figlio passa lo stesso numero di giorni cn i genitori?

 
Ritratto di anonimo
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Desidero sapere se un figlio

Desidero sapere se un figlio riconosciuto invalido ,perde l'assegno di mantenimento.grazie

 
Ritratto di anonimo
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il figlio invalido non perde

il figlio invalido non perde il mantenimento

 
Ritratto di anonimo
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non è una vergogna non

non è una vergogna non versare l'assegno di mantenimento è una vergogna che noi donne usiamo l'uomo come una gallina dalle uova d'oro!!!! le mani mamma ce le ha fatte allora usiamole anche per lavorare, ne va del nostro orgoglio personale!!! comodo fare le mantenute e farsi pagere pettinatrice estetista e palestra, per poi non pensare ai figli!!!

 
Ritratto di anonimo
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Sono una donna e sono

Sono una donna e sono completamente d'accordo con te, finalmente una donna con le palle... che schifo quelle "donne" (se così si possono chiamare) che divorziano dai mariti (magari perchè sono le prime che hanno preso una sbandata per qualcun altro) per poi farsi mantenere, perchè magari non hanno un lavoro (o non hanno voglia di cercarselo). Si va anche a fare le pulizie, con tutto il rispetto per questa categoria di lavoratori, si fa qualsiasi cosa, prima di tutto per se stessi e per il proprio orgoglio e la propria dignità, cosa che a questo mondo, nel 2010, tante non sanno neanche cosa significhi... e magari usano pure i figli per continuare ad abusare dei loro "diritti"... purtroppo la legge è a favore di questo tipo di persone, e non degli uomini, che molte volte sono coglioni e si fanno mettere i piedi in testa, molte altre anche se combattono sono schiacciata da una legge troppo "femminista".

 
Ritratto di anonimo
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ehehehe che pena questi

ehehehe che pena questi attori che non hanno altro da fare che fingersi donne per sputare veleno sulle donne, ometti

 
Ritratto di anonimo
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Sono una donna e sono

Sono una donna e sono completamente d'accordo con te, finalmente una donna con le palle... che schifo quelle "donne" (se così si possono chiamare) che divorziano dai mariti (magari perchè sono le prime che hanno preso una sbandata per qualcun altro) per poi farsi mantenere, perchè magari non hanno un lavoro (o non hanno voglia di cercarselo). Si va anche a fare le pulizie, con tutto il rispetto per questa categoria di lavoratori, si fa qualsiasi cosa, prima di tutto per se stessi e per il proprio orgoglio e la propria dignità, cosa che a questo mondo, nel 2010, tante non sanno neanche cosa significhi... e magari usano pure i figli per continuare ad abusare dei loro "diritti"... purtroppo la legge è a favore di questo tipo di persone, e non degli uomini, che molte volte sono coglioni e si fanno mettere i piedi in testa, molte altre anche se combattono sono schiacciata da una legge troppo "femminista".

 
Ritratto di daniela
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se ti sei sposato la moglie

se ti sei sposato la moglie che non lavora si vede che ti andava bene! finchè le mani le usa per lavarti le mutande e prepararti i pranzetti mentre tu, maschietto, fai carriera ti va bene? omaccione che sei!

 
Ritratto di peppe
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Il lavoro casalingo non centra niente

Il lavoro casalingo non centra niente, centra solo il tenore di vita in costanza di mantenimento. Infatti , i mantenimenti più alti li ricevono le ex mogli che non facevano assolutamente nulla in quanto avevano mariti che guadagnavano abbastanza da pagare governante, baby sitter, e altri lavoratori domestici. Del resto il lavoro casalingo  in costanza di matrimonio è già compensato dal lavoro esterno dell'altro coniuge i cui frutti vanno a favore di entrambi. Ciò che rende odioso il mantenimento dell'ex coniuge (di per sè comunque privo di presupposti giuridici data la cessazione degli obblighi di reciproca assistenza) è che è una rendita parassitaria non guadagnata con il lavoro.
 
Ritratto di anonimo
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Ho 25 anni sono stata

Ho 25 anni sono stata abbandonata da mio marito perchè non mi ama più mi ha tradita e lasciata sola con un bambino di tre anni non lavoro a cosa ho diritto?

 
Ritratto di DP
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Hai diritto a chiedere la

Hai diritto a chiedere la separazione con addebito a tuo marito. Cosa che non può avvenire se fai una separazione consensuale. Devi dimostrare che la separazione è stata causata dal tradimento e quindi ti servono prove e un buon avvocato.

 
Ritratto di vnd
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Re: Hai diritto a chiedere la

Sbagliato. il tradimento non è quasi più considerato un elemento tale da giustificare l'addebito. In quanto, il tradimento stesso è spesso causato dall'egoismo della controparte.  
 
Ritratto di DP
 #

Re: Hai diritto a chiedere la

Non è sempre, nè mai, né quasi. Basta leggere con attenzione!

C'è scritto "devi dimostrare che..."!

 
Ritratto di vnd
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Re: Hai diritto a chiedere la

E comunque farne sempre questione di soldi rivela la vera natura del matrimonio: una forma di meretricio. Addebito, alimenti al coniuge e mantenimento sono concetti che devono sparire se si vuole salvare il matrimonio, la famiglia e, di conseguenza, la nostra società e la nostra cultura. Nel 2050 la cultura occidentale sarà sciacciata. Le vostre figlie indosseranno, con buona probabilità,  il burka. Non sarà doloroso ma... che si sappia. Non posso inviare il link ma... guardate il film "la vera fine del mondo" su youtube.
 
Ritratto di ariaora
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Re: Hai diritto a chiedere la

Per vivere servono soldi (per comprare cibo, vestiti, una casa, ecc.). Nel matrimonio ci sono per forza implicazioni economiche, anche se è il risultato dell'amore più sincero e appassionato. Nella maggior parte dei casi l'amore, ammesso che sia mai esistito in ogni caso, finisce, o si trasforma da sopportazione in insopportabilità, e quindi emergono discorsi economici per la divisione (come quando si separano i soci di una società commerciale).

Il matrimonio può essere, in effetti, anche meretricio puro; colui/lei che si sposa per avere una domestica/o gratis fa commercio del matrimonio. La legge non fa distinzione di sesso a proposito del mantenimento. Chi si sposa con una persona che non lavora, o le/gli suggerisce di non lavorare, sa che in caso di separazione dovrà occuparsi del mantenimento, perché il lavoro è anche frutto di una costruzione che dura decenni.

Molti matrimoni sono probabilmente d'interesse e non d'amore (ad esempio: per non restare soli e isolati oltre che disprezzati, in particolare se donna, per prestarsi assistenza, per fare figli che si può sperare aiuteranno i genitori nella vecchiaia).

Il matrimonio è un affare economico, non c'è dubbio, anche perché serve per il controllo demografico (controllo della produzione del numero di schiavi, o di seguaci) e per questo c'è molto interesse per la quantità e nullo per la qualità.

 

 
Ritratto di vnd
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Re: Hai diritto a chiedere la

Ora che anche voi donne avete il dovere di lavorare non è più necessario prevedere tutele economiche per il coniuge più debole. Non esiste più un coniuge più debole. Si è deboli per scelta, per sfiga o per negligenza e non devono essere altri a pagare per questo. Ergo, il matrimonio non ci serve più. Peccato solo che una istituzione che affonda si porti dietro anche molti valori. Ma forse è meglio così. In fondo  non si tratta d'altro che di evoluzione darwiniana.  
 
Ritratto di ariaora
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Re: Hai diritto a chiedere la

Io lascerei la contrattazione libera ai due contraenti. Il matrimonio è anche un affare commerciale e come tale dovrebbe essere trattato. Lo è da tempo remoto (matrimoni combinati, doti nuziali e via dicendo).

I termini contrattuali andrebbero stabiliti prima e non dopo la rescissione del contratto. Questo serve anche per chiarire in modo inconfutabile le proprie posizioni sull'argomento ed evitare malintesi. Non è escluso che un uomo che cerca una moglie sottomessa la trovi, anzi, ma è forse meglio chiarire gli ingredienti comuni prima di fare la frittata.

Ognuno dovrebbe essere lasciato libero di fare la sua contrattazione di cammelli mediante contratti prematrimoniali. Se uno vuole sposare una più giovane di 20 anni sarà probabilmente chiamato a spendere qualcosa in termini di garanzie economiche. Se uno vuole la cameriera idem. Sarebbe molto interessante vedere come si svilupperebbe il mercato dei matrimoni.

 
Ritratto di vnd
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Re: Hai diritto a chiedere la

Io no. Anzi... Interdirei chi vi ricorre. Chi poi si sposa per ottenere una pensione di reversibilità, non è che un truffatore. Poi... parli ancora di uomini che cercano la moglie sottomessa.  Due considerazioni: 1. di certe cose sarebbe meglio parlar prima; 2. che cosa si intende per sottomessa? Una donna che prova piacere nel preparare la cena al marito può farlo o deve temere la condanna delle femministe? A casa mia i compiti sono divisi in maniera tradizionale. Posso assicurarti che mia moglie è tutt'altro che sottomessa.
 
Ritratto di ariaora
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Re: Hai diritto a chiedere la

Sinceramente, mi guardo bene dall'interessarmi al modo in cui le persone organizzano e gestiscono la loro vita privata.

Che ognuno si accoppi alle condizioni contrattuali che preferisce. Tua moglie adora farti i pranzetti? non mi interessa, complimenti, siete bene accoppiati, ma semplicemente sono cose vostre!

 

 
Ritratto di vnd
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... e nemmeno potremmo cambiare le nostre abitudini per tentare (inutilmente) di accontentare le femministe... La domanda era:  tu pensi che preparare pranzetti sia un ruolo umiliante e sottomesso? Non ci sarebbe da meravigliarsi. Sei stata addestrata a pensarlo. L'equa e tradizionale divisione dei compiti domestici, per le femministe, è considerata una delle tante forme del fantomatico "maschilismo". Non è così? Il matrimonio non serve più. I contratti si firmano quando c'è del lavoro da fare... beni da vendere, soldi da prendere e, soprattutto, manca la piena fiducia tra i contraenti. Perché non ci si stima, non ci si piace e non ci si fida. Commercio, lavoro, meretricio. Ritengo buona cosa che quei tempi siano finiti. L'amore va mercificato senza falsi moralismi, come fanno le prostitute, oppure non va violentato nella sua sacralità. Il matrimonio non ci serve più. Grazie.      
 
Ritratto di ariaora
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Re: Hai diritto a chiedere la

A me, francamente, di come dividi i compiti domestici non me ne può fregare di meno.

 
Ritratto di vnd
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Re: Hai diritto a chiedere la

Sarebbe auspicabile. Il dubbio sorge esclusivamente in quanto ti sei qualificata come femminista.
 

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