Nell'aprile del 2005, una donna di 47, Piera Nebuloni, viene ricoverata per colica renale nel reparto di urologia dell'ospedale di Legnano. Dopo indagini diagnostiche e cure viene dimessa. Nel dicembre 2006 la donna cade e si rompe un femore. Un'ecografia addominale, eseguita al centro ortopedico del Pini di Milano, mostra la presenza di un tumore al rene che ormai è metastatico e ha aggredito il femore.
Dall'esame della cartella clinica e dell'urografia del primo ricovero emerge che nel 2005 il tumore era già diagnosticabile e soprattuto che:
- nell'aprile 2005 (primo ricovero) le possibilità di sopravvivenza erano del 70-80%
- nel dicembre 2006 (secondo ricovero) le possibilità di sopravvivenza sono scese al 8-10%
Quindi a causa dell'omessa diagnosi di cancro la donna ha visto crollare le sue possibilità di sopravvivenza alla malattia. Piera Nebuloni ha così subito due interventi per l'asportazione del rene e per l'applicazione di una protesi al femore.
Daniele Truzzi, il marito della donna vittima dell'errore sanitario, si è subito attivato con un avvocato per la denuncia e ha videoripreso gli ultimi giorni di vita della moglie. Ha poi inviato il filmato ai medici che avevano sbagliato la diagnosi.
Questo è quanto ha dichiarato Daniele Truzzi in merito alla discussione in tribunale del caso che vede per vittima sua moglie e che inizierà il prossimo 16 novembre: "Tutto quello che faccio non mi restituirà mia moglie, ma glielo devo per il male fisico e morale che ha dovuto subire a causa di medici i quali, comunque, sono ancora lì a lavorare in mezzo ai malati e invece è giusto che qualcuno li faccia riflettere su quello che hanno fatto".

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