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Bambino reso disabile da anestesia per appendicite, appello per Emanuele Lo Bue

Ma ecco quattro dottori in camice. Chi sono? “Signora, abbiamo avuto un problema: 15 minuti senza ossigeno al cervello!” "Cosa? Che vuol dire? Aspettate!" Se ne vanno. Nessuno ci spiega niente.

Emanuele Lo Bue

Una mamma, la signora Eleonora Crespi, chiede giustizia per il figlio Emanuele Lo Bue, un bambino ridotto in stato di coma neurovegetativo di minima coscienza a causa dell'anestesia per un intervento di appendicite.

Emanuele ha bisogno di cure 24 ore su 24, è alimentato artificialmente. La sua vita è ormai definitivamente spezzata. I suoi sogni e le sue aspirazioni distrutti per un intervento di appendicite. La sua famiglia combatte per avere chiarezza e giustizia. Il 18 dicembre 2009 inizierà il processo che dovrà accertare le responsabilità di questo tragico evento accaduto nell'aprile 2007.

Nel blog dedicato ad Emanuele, la mamma Eleonora racconta la sua storia:

Qui il blog di Emanuele - Salviamo Emanuele

filmati e scritti descrivono come era Emanuele prima del ricovero in ospedale, lo stato in cui si trova ora, le terapie all'estero, le speranze, i piccoli progressi di Emanuele, le sue grida, il suo fastidio, i suoi viaggi e un suo sorriso. Perchè in certe situazioni ci si accontenta di un sorriso e mancano così tanto anche i tipici rumori in giro per casa di bambini che bisticciano per qualche stupidaggine, quando la normale quotidianità di una famiglia è soltanto un vago ricordo.

Tutto questo è capitato ad Emanuele e alla sua famiglia ma potrebbe capitare anche a voi.

Come è possibile che si entri sani in ospedale per un'appendicite e se ne esca con il cervello distrutto?

 

Questo è l'appello per Emanuele, in basso video con le foto di Emanuele prima del ricovero in ospedale, e video dello stato attuale di Emanuele, le terapie negli USA:

G I U S T I Z I A    P E R    E M A N U E L E     L O      B U E

Emanuele Lo Bue è un bambino di Cologno Monzese (MI) che a causa di una banale intervento chirurgico riversa in un stato di coma neurovegetativo. Emanuele il 10 aprile del 2007 entrò all'ospedale San Raffaele di Milano per una semplice operazione di appendicite, ma durante la preanestesia, non si sa ancora esattamente per quale motivo, è rimasto in anossia per 15 minuti o più, successivamente è rimasto in terapia intensiva per 2 mesi e ha subito l'asportazione della teca frontale perchè la pressione endocranica è aumentata a dismisura. Il 28 maggio 2007 è stato dimesso con la corteccia celebrale distrutta, il cervello a macchia di leopardo, senza osso frontale e in stato di coma neurovegetativo. Il 10 settembre è tornato al San Raffale di Milano per rimettere la teca frontale, successivamente è stato ricoverato presso la clinica di Bosisio. Emanuele ha subito in totale 5 operazioni. Ora è nella sua abitazione, dove viene nutrito artificialmente e sottoposto quotidianamente a terapie di riabilitazione quali fisioterapia e logopedia, ha bisogno di assistenza continua 24 ore su 24. Una vita spezzata in tenera età quando tutti i sogni ti sembrano possibili, quando guardi al futuro solo con entusiasmo ed ottimismo perché la vita ti sorride e pensi che tutto ciò che sogni e desideri si realizzerà al più presto....sogni e pensieri di bambino ai quali Emanuele ha dovuto bruscamente rinunciare.
Ora finalmente pare si apra uno spiraglio nella triste vicenda di Emanuele: è stata fissata per il giorno 18 dicembre 2009 presso il Palazzo di Giustizia di Milano la prima udienza penale dove sono stati chiamati in giudizio i quattro anestesisti che hanno assistito il piccolo durante l'intervento di appendicite.
Ciò che è stato tolto ad Emanuele nessuno potrà restituirglielo però confidiamo nella Magistratura affinché sia fatta chiarezza finalmente sui fatti che hanno determinato lo stato di coma neurovegetativo del bambino.
La famiglia chiede GIUSTIZIA, ma non solo...in questi due anni e mezzo migliaia e migliaia di persone hanno conosciuto la storia di Emanuele e attraverso un passaparola
mediatico hanno creato gruppi sul principale social network Facebook (basti pensare che solo uno dei gruppi conta più di 25.000 iscritti). Oggi sono migliaia gli amici che
quotidianamente seguono il “diario di bordo” che la mamma (la sig.ra Eleonora Crespi) tiene su facebook, aggiornandoli in tempo reale su come Emanuele trascorre le giornate.
EMANUELE VUOLE VIVERE! HA BISOGNO DEL SUO FUTURO! 

Galleria fotografica di Emanuele prima e dopo il ricovero che lo ha reso disabile:

Mamma Eleonora ospite a Rai 1 nel marzo 2008: parla delle terapie, del viaggio negli Stati Uniti, e un'intervista al dottor Santo Bifulco che parla delle terapie di ossigenazione

le terapie negli USA



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Ritratto di ospite
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Chi ha ridotto cosi' un

Chi ha ridotto cosi' un cucciolo di soli 6 anni e mezzo merita altrettanta sofferenza: e' brutto dirlo,ma e' cosi'!!Chissa' cosa hanno combinato quei 4 maledetti quel maledetto giorno in quella maledetta sala operatoria!!!!

 
Ritratto di anonimo
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Che i quattro cani che

Che i quattro cani che l'hanno ridotto cosi' vengano radiati dall'ordine dei medici, oltre naturalmente a vivere nel rimorso x il resto dei loro giorni!!

 

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