Gli studi di settore sono stati introdotti nel 1993 da Franco Gallo, attualmente giudice costituzionale, membro dell'Accademia dei Lincei, allora Ministro delle finanze del Governo Ciampi (Carlo Azeglio Ciampi, ex Bankitalia). Sono stati preceduti dalla minimum tax nel 1992 con il Governo Amato (Giuliano Amato, socialista). Tutti i Governi successivi li hanno conservati e più o meno inaspriti. Gli studi di settore impongono di dichiarare i redditi calcolandoli attraverso un sistema statistico, ma solo alcuni contribuenti "più piccoli di..." sono obbligati, mentre gli altri "più grandi di..." sono del tutto esonerati. Di qui i numerosi dubbi sulla incostituzionalità dello strumento. Ulteriori dubbi sulla costituzionalità degli studi di settore qui. Non meno gravi dell'incostituzionalità sono le pesanti influenze degli studi di settore sull'economia nazionale: gli studi di settore sono una barriera all'ingresso nel mercato, per chi non ha grandi risorse finanziarie, e, spesso, sono una spinta all'uscita dal mercato, per chi non riesce a soddisfare le pretese degli studi di settore, oltre che un ostacolo alla libera concorrenza dei "più piccoli di..." verso "i più grandi di..."; per i più piccoli diventa infatti impossibile stabilire liberamente i prezzi di vendita. Sono evidenti anche i danni per il consumatore finale che con la progressiva riduzione della concorrenza vedrà aumentare i prezzi dei prodotti e servizi.
Gli studi di settore sono incostituzionali?:
- sono una discriminazione verso i contribuenti con redditi inferiori ad una certa "dimensione reddituale"
- impongono la tassazione su redditi anche se non realmente conseguiti, seppure la Costituzione Italiana stabilisca diversamente
- inoltre, stabiliscono a posteriori (l'anno dopo) quali sono i redditi presunti a cui il contribuente dovrà adeguarsi, determinando incertezza e stress nella gestione d'impresa (ad es. stabilire prezzi dei prodotti o delle prestazioni che non potranno essere inferiori a quanto stabilito, l'anno dopo, dagli studi di settore)
Gli studi di settore sono una evidente barriera fiscale che denota una specifica politica fiscale: avranno forse posto la piccola impresa in posizioni di difficoltà fino a rendere consigliabile la chiusura delle attività e ostacolarne l'avvio di nuove?
| Minimum tax, Redditi minimi solo per soggetti con ricavi e compensi inferiori a 360 o 1000 milioni di lire (equivalenti a 185.000 / 516.000 euro di fatturato) | L. 438 del 14 novembre 1992 |
Governo: Giuliano Amato
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| Studi di settore, applicati solo alle imprese che hanno ricavi inferiori a tot.milioni di euro (gli importi sono aggiustati e inaspriti negli anni, attualmente il reddito da superare per essere liberati dagli studi di settore è tra 5/7 milioni di euro, dipende dal settore) | art. 62-bis del D.L. 30 agosto 1993, n. 331, convertito dalla legge 29 ottobre 1993 n. 427 |
Governo: Carlo Azeglio Ciampi Ministro: Vincenzo Visco e Franco Gallo ( Ministro che ha inserito gli studi di settore) |
Il Governo Ciampi è stato in carica dal 28 aprile 1993 al 10 maggio 1994 per un totale di 377 giorni, ovvero 1 anno e 12 giorni.
Composizione del governo:
* Indipendenti, Presidente del Consiglio, 4 ministri e 1 sottosegretario
* Democrazia Cristiana (DC), 8 ministri e 20 sottosegretari
* Partito Socialista Italiano (PSI), 5 ministri e 10 sottosegretari
* Partito Democratico della Sinistra (PDS), 3 ministri
* Partito Liberale Italiano (PLI), 1 ministro e 3 sottosegretari
* Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI), 1 ministro e 3 sottosegretari
* Federazione dei Verdi (FdV), 1 ministro.
Appena un giorno dopo il giuramento del governo PDS e FdV ne ritirarono i propri ministri, che furono sostituiti da personalità indipendenti.
Ministro delle finanze:
Vincenzo Visco (PDS) fino al 4 maggio 1993
* ministro delle Finanze dal 1996 al 2000 (governi: Prodi I, D'Alema I e D'Alema II; lo era già stato per pochi giorni soltanto nel 1993 con il governo Ciampi),
* ministro del Tesoro e del Bilancio dal 2000 al 2001 (governo Amato II),
* vice ministro dell'Economia con delega alle Finanze[1] dal 2006 al 2008 (governo Prodi II).
Franco Gallo (Indipendente) dal 4 maggio 1993
Laureato in giurisprudenza presso l'università di Roma, è docente diritto tributario presso la facoltà di giurisprudenza della LUISS.[1] Ha ricoperto il ruolo di Ministro delle Finanze nel Governo Ciampi. Attualmente è giudice costituzionale, nominato dal Presidente della Repubblica il 14 settembre 2004. È membro dell'Accademia dei Lincei
Il Governo Amato I è stato in carica dal 28 giugno 1992 al 28 aprile 1993 per un totale di 304 giorni, ovvero 10 mesi.
Composizione del governo:
* Partito Socialista Italiano (PSI), Presidente del Consiglio, 7 ministri e 11 sottosegretari
* Democrazia Cristiana (DC), 12 ministri e 18 sottosegretari
* Partito Liberale Italiano (PLI), 2 ministri e 3 sottosegretari
* Partito Socialista Democratico Italiano (PSDI), 2 ministri e 3 sottosegretari
* Indipendenti, 2 ministri.
Ministro delle finanze
Giovanni Goria (DC) fino al 19/02/93
Franco Reviglio (PSI) dal 21/02/93 al 30/03/93
Giuliano Amato ad interim dal 1/04/93
Fonte dati sui governi e ministri: wikipedia

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CIAMPI (ex bankitalia, presidente consiglio e repubblica)
non gli è bastato svendere lo
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