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Branco di adolescenti violenta a turno una coetanea? li mettono in prova e il processo si vedrà, forse!

stuprano a turno per 3 ore una ragazza coetanea di 15 anni

Nel marzo del 2007, otto ragazzi stuprano a turno per 3 ore una ragazza coetanea di 15 anni nella pineta di Montalto di Castro, nell'Alto Lazio. Gli accusati sono subito identificati ma oggi, dopo 2 anni dall'accaduto, il processo è stato sospeso fino al 2012 e il tribunale dei minori ha accettato la richiesta di 'messa in prova' degli accusa­ti.

Se la prova (?!) degli accusati avrà esito positivo il reato di violenza sessuale potrà essere estinto, cioè cancellato.

Bel messaggio, complimenti! è vergognoso che una vittima debba attendere così a lungo. E c'è da chiedersi quale sofferenza si possa provare alla sola idea che il reato potrebbe estinguersi senza neanche un processo.

Sembra che la ragazza sia molto avvilita e abbia manifestato molta sofferenza nel sapere e vedere liberi e impuniti i suoi violentatori. La ragazza dovrà aspettare altri anni per veder iniziare il processo, ammesso che gli accusati non superino la prova!

Queste sono le dichiarazioni rilasciate della ragazza violentata, pubblicate su corriere.it, dopo aver compreso che il processo era stato rimandato al 2012:

«Ma io non avevo neanche capito, l’al­tro giorno: credevo che la mes­sa in prova fosse finita, non che dovesse ancora comincia­re. Invece quest’inferno va avanti, e durerà ancora a lun­go. Sono stravolta, distrutta. Ogni vol­ta che c’è il proces­so sto peggio: non mangio, non dor­mo e quando m’ad­dormento ho gli in­cubi. Non voglio più andare neanche dallo psicologo, a cosa serve ripetere sempre le stesse cose?»

«Non credo nel loro pentimento. Non mi sono arrivate né lettere né parole di scuse, niente. Han­no anche cercato di spingere un ragazzo a dire che ero con­senziente. Mi chiedo a cosa pos­sa servire metterli alla prova adesso, dopo così tanto tempo. Per me quest’attesa è un logo­rio quotidiano, non so come fa­rò ad aspettare tanto».

«Sono stata a studiare a Roma, ma non ha funzionato, mi sentivo sola sen­za la mia famiglia. Così sono tornata, e dopo poco ho trascor­so un piccolo periodo in Sicilia. Una volta tornata qui, il presi­de della mia vecchia scuola mi ha chiamata e mi ha detto di ri­cominciare a studiare ma non ce l’ho fatta fatta, ho smesso e ho cercato un lavoro per non pesare sul bilancio di casa».

Bisogna anche ricordare che il sig. Salvatore Carai, sindaco di Montalto di Castro (PD), oggi candidato nelle liste Pierlugi Bersani, si offrì di pagare le spese legali degli otto giovani stupratori

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