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I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

L'argomento "visita dei figli in separazione" è spinoso, entrano in gioco i diritti dei bambini intrecciati alle difficili dinamiche di potere nelle separazioni che forse non perdono le connotazioni sessiste in una società essenzialmente maschilista.

Ho da poco segnalato, con preoccupazione, una sentenza alquanto "strana" in cui si punisce la mamma che non opera azioni di convincimento sul figlio per costringerlo a vedere il padre e, dopo qualche giorno, leggo una nuova sentenza: la Corte di Appello di Lecce ha stabilito che la figlia minorenne può rifiutare di vedere il padre. Più precisamente, secondo la sezione promiscua (presidente Boselli, consiglieri Palazzo e Petrelli): «le esigenze di un bambino possono non coincidere con quelle dei suoi genitori».

A questo punto cosa succede? la mamma, stando alla sentenza precedente, potrà essere obbligata a convincere la figlia a vedere il papà? Davvero difficile capire cosa sia lecito e doveroso fare per le mamme separate.

Sembra giusto prendere atto delle esigenze dei figli, anche perchè in altra recente sentenza si è stabilito che il il papà può accordare incontri con il figlio minorenne escludendo del tutto la mamma, che pure si occupa della vita quotidiana del figlio e subisce quindi conseguenze pratiche dagli accordi di incontro e di questo la sentenza sembra non tenere conto.

La sentenza più recente, della Corte di Appello di Lecce, che attribuisce ai figli il diritto di scegliere se visitare il genitore non affidatario sembra essere coerente con il diritto di scelta del figlio minorenne. Anche perchè, è giusto ricordare, i genitori non possono essere costretti a visitare i figli e quindi non si comprende per quale motivo i figli debbano essere costretti a visitare il padre, o la madre.

I papà rifiutati dai figli spesso affermano che è la madre a manipolarli. Può accadere? forse, ma la pesante accusa dovrebbe essere dimostrata. Non si possono considerare tutte le mamme separate colpevoli a priori e formulare leggi e sentenze che pongono le mamme in condizioni di colpa presunta e obbligarle, addirittura, al servizio del papà.

Anche perchè leggo che le donne devono ampiamente dimostrare le percosse e minacce del marito. Riporto di seguito l'articolo dell'Avv. Piera Speziali pubblicato sul sito "MB news", molto interessante:

 

Scritto da Avv. Piera Speziali
Mercoledì 02 Settembre 2009 12:05

MB news

Una separazione particolarmente conflittuale è giunta all’attenzione del Tribunale di Monza, che l’ha decisa con una sentenza recentissima. La moglie, affermando di aver subito continue minacce ed aggressioni, si allontana da casa e chiede la separazione con addebito della responsabilità al marito.

Questa richiesta, sostitutiva della vecchia “colpa” da addossare al coniuge responsabile del fallimento del matrimonio, per la verità non incontra spesso il favore dei Giudici, che spesso non ritengono suffragata la gravità dei fatti o non ritengono quei fatti provati a dovere. In questo caso, il clima di forte conflittualità è stato accertato, così come anche un episodio nel quale la moglie subì percosse. Tuttavia, poiché il grave episodio si era verificato dopo la domanda di separazione, e non vi erano prove in ordine a fatti precedenti, i Giudici hanno ritenuto che esso non costituisse la causa ma l’effetto della lite e, pertanto, non hanno ritenuto che il marito si fosse reso esclusivo responsabile della crisi.

Che l’ambiente familiare fosse decisamente surriscaldato lo si capisce però anche da un altro aspetto, decisamente rilevante, che riguarda l’unica figlia. Ebbene, questa bambina di dieci anni di età ha opposto un rifiuto ad incontrare il padre così netto e costante da indurre i Giudici innanzitutto a sentirla personalmente: fatto di per sé non eccezionale, ma sicuramente raro. Visto il persistente rifiuto ad incontrare il padre, venne disposta anche una consulenza psicologica d’ufficio.

Anche la Consulente del Tribunale ha però dovuto prendere atto dell’irremovibilità della scelta, ed ha ritenuto preferibile non forzare con incontri programmati il rapporto padre e figlia, onde non spezzare quell’unico filo che ancora li unisce, costituito - anche se può sembrare incredibile - dalla posta elettronica! Lo scambio di e-mail ha per così dire sostituito le visite paterne.

Per questa situazione, cui si accompagnava inevitabilmente l’elevata conflittualità dei genitori, la figlia è stata affidata in via esclusiva alla madre, e non è stato previsto alcun momento di incontro con il padre: se ve ne saranno, essi potranno essere frutto solo di accordi tra genitori e figlia che, è lecito ritenere, saranno assai improbabili.

La recente riforma operata sull’affidamento dei minori nella separazione dei coniugi prevede che, nella normalità dei casi, esso sia condiviso e, pertanto, spettante ad entrambi i genitori: vi sono però le debite eccezioni, come nel caso di specie, che possiamo ritenere collocato ad un confine estremo. Non solo perché l’affidamento è ad un unico genitore in via esclusiva, ma soprattutto perché l’altro non ha alcuna garanzia di frequentazione o di visite che, in casi meno radicali ma comunque contraddistinti da problemi seri, avvengono nel cosiddetto “ambiente protetto”, ovvero alla presenza di assistenti sociali: come peraltro era stato previsto all’inizio di questa complessa – e penosa - vicenda familiare.

Sondaggio: E' giusto obbligare un figlio a frequentare il padre se il padre non può essere obbligato a frequentare il figlio?

4.3
 
 


Commenti

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Ritratto di laura
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

buongiorno vorrei sapere se un avvocato o una persona che puo' dirmi come muovermi su questo argomento puo' contattarmi prestissimo. grazie

 
Ritratto di padre separato respinto
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

Il vero problema per me è che con l'istituzione dell'affidamento condiviso non è cambiato nulla rispetto al passato regime. Il concetto di condivisione comporterebbe l'idea della parità di diritti e di doveri tra genitori, di presenza costante di entrambi ed anzi, dato il trauma che la separazione comporta per il bambino, di un rapporto ancor più stretto tra il bamino e ciascuno dei genitori. Una soluzione dignitosa innanzi tutto sarebbe quella di creare un'alternanza paritaria (ad. una settimana per uno) in modo da consentire al bambino di aver entrambi i referenti. Ovviamente quando si assegna un minore ad un genitore 3 giorni su 14 (è il mio caso) difficilmente si possono creare i presupposti per far si che il bambino respinga tentativi manipolatori, se ci sono. Aggiungo poi che durante questi 3 giorni ci sono un mare di compiti scolastici da fare   e magari telefonate continue del genitore affidatario che impediscono di fatto pure qualunque possibilità di colloquio. Parlo del mio caso: la mia ex moglie non solo ha convinto la bambina con lavaggi del cervello continui che io sia un nemico di mia figlia (11 anni), la istiga a non vedermi ma altresì adotta strategie in tal senso. Qualche esempio: appuntamenti presi col medico, inviti alle amichette, spettacoli teatrali o cinematografici appetibili per la bambina proprio nei giorni che spetta a me. Non è quindi la madre che non me la da ma è la bambina che si rifiuta di vedermi preferendo altri contesti dove peraltro mi viene impedito di andare. Ancora, compiti non fatti per nulla il venerdi per sovraccaricare la piccola proprio nei week end in cui è con me e simili strategie. Il tutto condito da un lavaggio del cervello continuo e manipolativo atto a stravolgere la realtà ed a distruggere la figura paterna. Faccio altri esempi: telefonate fatte al cellulare della madre per parlare con mia figlia ma lei non risponde e dice alla bambina che non la cerco mai, inviti a richiedere acquisti di vestiti ed altri generi che sono compresi nell'assegno di mantenimento e quindi se rifiuto sono una padre egoista; iscrizione, in presenza della bambina, a corsi sportivi o ludici da lei desiderati e se c'è il mio disaccordo per impossibiltà economica a provvedere per la mia quota (sono stato costretto a tornare a vivere dai mei genitori perchè mi sono stati tolti la casa di mia esclusiva proprietà e i 2 terzi  dello stipendio) viene chiaramente millantato che non voglio provvedere alle sue necessità; istigazione a non dormire da me in quanto non ho una mia casa e simili.
Ho chiesto recentemente al giudice una revisione dell'ordinanza invertendo la decisione originale chiedendo di affidare a me la bimba con diritto di visita della madre ed offrendo un "volume" di prove inconfutabili di tale comportamento manipolativo. Gli effetti: la mia ex ha mostrato la mia istanza e mia figlia adducendo che la voglio togliere dalla madre e quindi non le voglio bene non mi vuole più vedere. 
Provo a riproporre alla luce di quanto sopra la domanda iniziale di questo forum: è giusto consentire ai bambini - ovviamente qualora non sussistano motivi di violenza o di perversione o di indegnità del padre - a rifiuitarsi di vederlo, togliendo anche quella piccola flebile speranza di far trionfare la verità? Togliere un genitore ad un bambino usando lo stesso come arma per vendette o danneggiamenti in primo luogo causa un danno allo stesso bambino, che tanto si dice di amare! E se in casi assolutamente eccezionali un minore viene portato via dalla polizia in esecuzione di un'ordinanza presumibilmente emessa dopo attente analisi di prove l'opinione pubblica s'indigna e protesta. 
Termino con alcune  proposte:
1. la materia della separazione (almeno quella con minori di mezzo) non dovrebbe essere trattata da giudici che curano contenziosi di beghe condominiali, regolamenti di confini di terreni, litigi tra eredi ecc. ma da una task force di magistrati preparati ad hoc anche sotto un profilo psicologico che si occupino solo di queste cause
2. i tempi di decisioni dovrebbero essere di giorni non di anni (un bambino conteso non può essere estirpato da un genitore manipolativo dopo 6 anni in cui non vede l'altro genitore - caso di cronaca -  e magari dopo uno pure restituitogli con invito a ricomniciare da capo)
3. entrambi i genitori dovrebbero essere sottoposti ad indagini psicologiche preliminari per accertarne l'idoneità e le decisioni oggetto di disaccordo definite con l'aiuto ad un mediatore
4. i tempi di permanenza di un figlio con un genitore dovrebbero essere uguali
5 ci dovrebbereo essere sanzioni e deterrenti effettivamente applicati a i genitori manipolativi
Ne avrei altre ma mi fermo qui. Aggiungo solo che - nonostante il caso esposto - non faccio un discorso di sesso: il genitore imbecille può essere un padre o una madre. 

 
Ritratto di sabrina
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

se posso..
io ho una situazione diversa, ma per farti capire come sto.
Io ho sempre voluto che la mia ragazza vada dal papa perche per me è importante che si conoscano , si vedano..ecc..
ma quando lei è la ( 2 settimane all anno) lui lavora sempre..e concentra poche attenzioni e risorse alla ragazza che , annoiandosi di stare con la compagna o babysitter ..mi chiede se è obbligata ad andare..
io non ho piu i soldi per ricorrere dal giudice e delineare questo ostacolo del loro rapporto...qui cosa devo fare? a volte lei spreca settimane di relazioni fra pari ( compagni di giochi , comitiva..ecc) per stare in una gabbia d oro senza il padre...
 
datemi voi una risposta se l avete
grazie

 
Ritratto di IvanoT
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

Io sto vivendo la medesima situazione, sono disperato e non so dove sbattere la testa.
I miei figli rispettivamente di 9 e 7 anni rifiutano di vedermi perchè hanno sempre un alternativa, proposta dalla madre nei giorni in cui devono stare con me.
Ormai sono diventato un semplice estraneo, ma è mai possibile che solo noi uomini abbiamo dei doveri nei confronti della ex famiglia e le donno possono fare tutto ciò che vogliono?
 

 
Ritratto di giustino
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

grande, hai descritto esattamente la mia stessa situazione. Complimenti per la chiarezza e l'emotività espressa.

 
Ritratto di Hassoun Leila
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

Certo a mio parere che i figli possono rifutare di vedere il padre,se sono violenti e non idonei pedogogicamente.

 
Ritratto di nabih
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

per che  hannou pauora della mama odiuosa
 

 
Ritratto di patrizia grappolo
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

ho un figlio di 16 anni  che si rifiuta di andare dal padre in vacanza. io ho l'affidamento totale ma il padre mi vuole obbligare a metterlo sul treno e farlo partire. puo farlo?

 
Ritratto di chicca
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

ma è minorenne, se durante il viaggio gli succede qualcosa chi è responsabile?

 
Ritratto di pat
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

non credo, metterlo sul treno? e che è un pacco?

 
Ritratto di Davide Bedeschi
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

E una cosa pazzesca sono un padre separato e mia figlia di 11 anni  vive con me,sono anni che obbligano mia figlia a vedere la madre  andata via di casa anni fa,con cui non ha mai avuto un bel rapporto nonostante ci siani reali problemi di vario genere,ed inoltre alla madre  gli è stato già tolto un altro figlio per simili motivi,la bimba è stata sentita dal tribunale ha effettuato visite dallo psicologo motivando le ragioni del rifiuto e nonostante tutto i servizi sociali continuano a cercare di convincere la bimba a vedere la madre creando ulteriori stress....Grazie a dio mia figlia sta bene ma per quanto dobvrà ancora subire.... 
 

 
Ritratto di michele
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mi sono separato da quasi un anno  da una separazione giudiziaria trasformata in consensuale accettando un accordo con mia moglie.
nella separazione abbiamo avuto affidamento congiunto.All'inzio della separazione con i figli di (19 e16) si andava d'accordo con loro e la mia ex moglie ad un certo punto non c'è stato  più d'accordo con la mia ex moglie i miei figli non mi hanno voluto più vedere e cosi sono mesi che non vedo i miei figli:la ex mi chiama soltando x avere le spese extra e basta.Io volevo sapere se e giusto che i figli rifiutano di vedere il padre e se e giusto che se loro rifiutano io non posso rifiutare di dare loro i soldi di mantenimento e le spese extra.  chi mi puo dare una risposta grazie
 

 
Ritratto di laura
 #

Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

ti hanno detto perchè non vogliono più vederti?

 
Ritratto di Primo
 #

Suvvia!
Un po' di immaginazione!
19 e 16 anni...
Con un amadre astiosa, vendicativa e, soprattutto, in cerca di soldi, che non farà altro che ricordare ai figli quanto il padre sia stato un maiale, egoista, falso, ecc... a seconda dei casi...
Stupirebbe se il caso in questione fosse diverso dal'altro 99%...

 
Ritratto di ivana sterlini
 #

i bambini sono esseri più sensibili ed intelligenti degli adulti, hanno necessità di stabilità, serenità e il diritto all' aspirazione alla felicità. Se non desiderano vedere un genitore, il perchè si ritrova nel rapporto che questi, ha istaurato col minore. le madri, non hanno la possibilità di interferire sui loro sentimenti, semmai sul loro omportamento. Se amore con amor si paga, anche i minori ricambieranno questo sentimento e vorranno vedere il ganitore con ui non dividono la quotidianità.

 
Ritratto di Primo
 #

Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

Signora Ivana, 
i bambini posono anche essere plagiati.
Un bimbo che passa le giornate dalla nonna materna e ascolta i commenti negativi che questa fa sul "quel mascalzone farabutto" del padre, con amiche, conoscenti e con la figlia (che, molto probabilmente, avvallerà) ne risulterà, per forza di cose, influenzato.

 
Ritratto di eli
 #

le donne sono troppo tutelate, gli uomini non contano nulla, devono solo pagare, hanno solo doveri e nessun diritto. Anche se hanno torto marcio mettono i figli contro i padri....che non possono fare nulla per difendersi, questa è la realtà! sono un donna ma le femministe ad ogni costo credo che siano solo delle fanatiche! crescete!!!

 
Ritratto di rita
 #

Salve,mi sono separata perche' mia figlia si stava ammalando perche' il padre soffre ancora della malattia di tourette e scenate improvvise spaventando la bimba.fin da piccola non ha mai voluto stare con lui ed ora sono tre anni che lo vede solo incontri protetti se lei ce la fa,perche' sviene.Ora dopo vari Ctu sono apparsa io come genitore che ostacola il rapporto tra di loro,hanno detto anche se non recupera con il padre la metteranno in comunita' da sola o con me.Premetto che io ho un buon lavoro e mantengo anche la bimba da tre a nni a questa parte,mi ha bloccato pure il trsferimento in un'altra citta',cosi' devo fare la pendolare.Lui ha in corso una penale per stolking nei nostri confronti e una perizia psichiatrica.E mi vogliono togliere la bimba...non so piu' cosa fare...
Rita

 
Ritratto di Ariaora
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

Ciao Rita, leggere sentenze e racconti è davvero disorientante. Sentenze contraddittorie, chi decide che il figlio minorenne può fare le sue scelte, chi invece stabilisce che non può.

Sinceramente la situazione generale annichilisce. Consiglio la lettura di questo articolo:

http://www.donnapratica.com/forum/etica-pratica/non-sopportavo-piu-idioz...

 
Ritratto di vnd
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

Per Rita.
Perdoni la mia franchezza ma credo che abbiano le loro buone ragioni.
L'epoca dell'Imperium Femminista è finita.

 
Ritratto di Ariaora
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

vnd, e smetti di tallonare chiunque scrive con i tuoi giudizi sommari.

 
Ritratto di vnd
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Re: I figli minorenni possono rifutare di vedere il padre

vadavialcul

 
Ritratto di Cassiodoro
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In altri post qualche utente

In altri post qualche utente aveva posto delle domande o considerazionii sulla PAS.
Per tenere in evidenza l'argomento del perche' (e non se e' "giusto") un figlio non vuole vedere un genitore, che e' uno dei due "pilastri" su cui e' costruita la sua persona, metto in evidenza questo breve articolo, da cui potrete ritrovare la fonte in rete.
___________________________________

Il "padre" della PAS, la persona, cioè, che per prima ne ha sistematizzato la descrizione, è stato Richard A. Gardner, della Columbia University di New York.
Usando le parole di Gardner, la PAS è: Un disturbo che insorge quasi esclusivamente nel contesto delle controversie per la custodia dei figli. In questo disturbo, un genitore (alienatore) attiva un programma di denigrazione contro l’altro genitore (genitore alienato). Tuttavia, questa non è una semplice questione di "lavaggio del cervello", o "programmazione", poiché il bambino fornisce il suo personale contributo alla campagna di denigrazione. E’ proprio questa combinazione di fattori che legittima una diagnosi di PAS.
In presenza di reali abusi o trascuratezza, la diagnosi di PAS non è applicabile.

La PAS è caratterizzata da otto sintomi primari, espressi dai figli come prodotto di una programmazione (o lavaggio del cervello) da parte del genitore affidatario. La programmazione tende a limitare, o impedire, una relazione piena e soddisfacente fra figli e genitore non affidatario, spingendo i bambini a rifiutare quest’ultimo.
Gli otto sintomi primari sono i seguenti:
1. La campagna di denigrazione. In una situazione normale, ciascun genitore non permette che il bambino esibisca mancanza di rispetto e diffami l'altro. Nella PAS, invece, il genitore programmante non mette in discussione questa mancanza di rispetto, ma può addirittura arrivare a favorirla.
2. La razionalizzazione debole dell'astio che il bambino mostra nei confronti del genitore non affidatario si esprime con motivazioni illogiche, insensate o anche solamente superficiali; ad esempio: "non voglio vedere mio padre perché mi manda a letto presto", oppure "perché una volta ha detto cazzo".
3. La mancanza di ambivalenza: il genitore rifiutato è descritto dal bambino come "tutto negativo"; il genitore amato come "tutto positivo".
4. Il fenomeno del pensatore indipendente; la determinazione del bambino, cioè, ad affermare di aver elaborato da solo i termini della campagna di denigrazione, senza influenza del genitore programmante.
5. L’appoggio automatico al genitore alienante: una di presa di posizione del bambino sempre e solo a favore del genitore affidatario.
6. L’assenza di senso di colpa: questo significa che tutte le espressioni di disprezzo, nei confronti del genitore escluso, avvengono senza sentimenti di colpa nel bambino.
7. Gli scenari presi a prestito sono affermazioni del bambino che non possono ragionevolmente venirne da lui direttamente come, ad esempio, l'uso di parole o situazioni che non sono normalmente conosciute da un bambino di quell'età, nel descrivere le colpe del genitore escluso.
8. L'estensione delle ostilità alla famiglia allargata del genitore rifiutato, infine, coinvolge nell'alienazione la famiglia, gli amici e le nuove relazioni affettive (una compagna o un compagno) del genitore rifiutato.
Richard Gardner afferma, basandosi su centinaia di casi e su studi di follow-up, che l'instillazione incontrollata di PAS nei bambini non può che produrre significative psicopatologie, sia nel loro presente che nella loro vita futura.
Questi bambini subiscono una violenza emotiva che crea loro un danno enorme: un danno che difficilmente potrà essere sanato o anche solo risarcito, dato che coinvolge la sfera intima della coscienza personale.
Una violenza che, come affermato da Gardner, porta come conseguenze: esame di realtà alterato, narcisismo, indebolimento della capacità di provare simpatia ed empatia e mancanza di rispetto per l’autorità che non può che essere estesa anche a figure non genitoriali, come insegnanti e futuri datori di lavoro.

 
Ritratto di DP DonnaPratica
 #

@Cassiodoro, tralascio

@Cassiodoro, tralascio commenti sulle classificazioni a punti corredate di sigla orwelliana e ti chiedo: logico che i bambini possono essere manipolati, ma dove è scritto nel testo che sia esclusiva capacità della madre tentare manipolazioni del figlio? non ti sorge il dubbio che un figlio, per esempio, non si trovi bene a frequentare il padre perché turbato dai tentativi del padre di metterlo contro la madre? Ti faccio un esempio: mettiamo che durante gli incontri con il figlio il padre commenti negativamente le capacità della madre, tipo: tua mamma è un'incapace, vuole i soldi per mantenerti ma non è capace di fare la spesa, chissà che compra con tutti quei soldi, le donne sono tutte sanguisughe. Secondo te questo comportamento può determinare disagio nel figlio, può causare danni psicologici al bambino? Perché la mamma dovrebbe obbligare il figlio a frequentare il papà se lo stesso figlio le manifesta disagio e infelicità nel frequentare il papà?

 
Ritratto di vnd
 #

Re: @Cassiodoro, tralascio

Essendo, i figli, stati dati in affido esclusivo alle madri nel 95% dei casi dal 1978 al 2006, ed essendo stata tradita, negli intenti di chi l'ha pretesa, la legge sull'affido congiunto, stante che i figli continuano a stare con le madri e a passare la maggior parte del loro tempo con loro, è fin troppo evidente che  queste ultime hanno infinite possibilità di plagiare i bambini. Hanno maggiori possibilità e la quasi totalità approfitta del loro ingiusto privilegio sessista.

 
Ritratto di paolo1984
 #

Un genitore che denigra

Un genitore che denigra ingiustamente l'altro davanti al figlio fa una cosa molto dannosa e sbagliata, non c'era bisogno di Gardner per saperlo. Quest'articolo mi sembra pieno di banali ovvietà, con tutto il rispetto.
Poi secondo me se i bambini sentono che il genitore non affidatario ci tiene a loro e li ama, non crederanno alle bugie dell'altro..ma io non sono un docente della Columbia, che ne so?

Quanto al rispetto dell'autorità, bè quello non è certo un valore in sè. Se imparano a ribellarsi a futuri datori di lavoro..male non fa. se nessuno si fosse ribellato, a suo tempo, ora gli operai europei lavorerebbero ancora come nell'Ottocento.

 
Ritratto di paolo1984
 #

E quegli operai che si sono

E quegli operai che si sono ribellati non credo avessero la PAS. Detto questo, non bisogna mai insultare l'altro genitore davanti ai figli, questo è indiscutibile.

 
Ritratto di paolo1984
 #

Volevo dire "non credo

Volevo dire "non credo avessero avuto un genitore con la PAS", spero di essermi spiegato.

 
Ritratto di anonimo
 #

avete ragione e' proprio uno

avete ragione e' proprio uno chock. I bambini devono essere ascoltati

 
Ritratto di ospite
 #

figli di separati

Quando un ragazzino di 12 anni vive con genitori non separati, e' ovvio che NON possa disporre del proprio tempo e fare cio' che gli pare, perche' non ha la maturita' fisica ne' intellettuale per decidere cosa sia meglio per lui.
Allora non si capisce perche', senza motivazioni diverse da quelle che non siano tipicamente legate al capriccio o all'egoismo di voler stare con gli amichetti che il genitore affidatario gli impone, un figlio minorenne di 12 anni non possa essere tenuto a rispettare la volonta' del genitore non affidatario che puo'vederlo soltanto due week end al mese.

Firmato:
Una donna

 
Ritratto di ospite
 #

i figli minorenni possono rifiutarsi di vedere il padre

i bambibini hanno cuore anima e intelligenza superiore agli adulti ,dovremmo tenerli piu'in considerazione, capiscono tutto e intuiscono dov'è il bene eli male e cercano di tenersene lontani. non costringiamoli a fare cio' che non vogliono ,perche' la legge e vle sentenze troppo superficiali lo impogono ,un caso è differente da ogni altro. rispettiamo i nostri figli saltrimenti mai ci rispetteranno, non aspettiamo di sentirci dire, è successa una disgrazia. e' un grosso trauma per loro essere strappati per tre giorni ogni quindici giorni dalla propria casa, dal proprio letto, dal calore e il profummo della loro casa e sopratutto dalla mmamma, son0o dei veri ew propri choc continuativi e non ci lamentiamo se poi dovessero drogarsi ,alolizzarsi o addirittura uccidersi in giovane età.

 
Ritratto di maria rita
 #

figli con la valigia

Sono proprio d'accordo. Un bimbo strappato dalla propria casa, dalle proprie abitudini e dalla sua mamma e costretto ogni 15 giorni a mettersi in viaggio per i comodi di un genitore che, il più delle volte , non si è preso cura quando era più piccolino, è un crimine legalizzato. Sono una mamm single, abbandonata in gravidanza per questa figlia assolutamente non voluta ma poi, dopo 5 anni, si sveglia la paternità e senza mai averla mantenuta o accudita, rivendica soli diritti. E poi... la colpa è delle mammme? Sì, solo di aver amato profondamente, prima, durante e dopo. Tutelateci di più e tutelate i nostri bambini e vedrete che le interruzioni di gravidanza diminuiranno.

 
Ritratto di ospite
 #

Re: figli con la valigia

Sbagliata la chiave di lettura e la sequenza cronologica dei fatti e, quindi, delle relative responsabilità.

1. Una donna imbecille sposa un uomo qualsiasi, perché ormai tutte le sue amiche l'hanno già fatto, per sistemarsi, perché ormai ha quasi trent'anni, tanto poi riuscirà a cambiarlo, o per una di queste altre stupide ragioni: http://italiadonna.it/public/percorsi/11005/11005001.htm

2. una donna fa con questo uomo uno, due e a volte tre figli perché ormai è tardi, l'amniocentesi, ecc...

3. la madre della donna comincia a ficcare il naso e a chiedere: "ma sei sicura di essere felice" e palle varie.

4. la migliore amica della donna si separa, s'innamora e racconta come una quattordicenne rincoglionita, quanto è felice.

5. la donna si separa e strappa i figli al *padre* che si rende tardivamente conto di che imbecille s'era messo in casa.

6. il padre si deve accontentare di vedere i figli ogni quindici giorni a causa delle nostre leggi femministe.

7. Credi davvero che la tua storia faccia media?

 
 

 

 

 

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