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Fatemeh Karimi, la studentessa che scrive dall'Iran in rivolta

Rivolta in Iran

Fatemeh Karimi è lo pseudonimo di una studentessa che scrive dall'Iran al quotidiano agendacomunicazione.it. Fatemeh supera la censura governativa con qualche complesso espediente e racconta la situazione iraniana, la violenta repressione del regime di Teheran e le reazioni degli oppositori al regime:

Mir Hossein Mousavi nella sua pagina di Face Book continua ad attaccare i giornali e la televisione del regime. Nel comunicato numero 7 affermava che «l'onda verde andrà avanti nelle possibilità sancite dalle leggi» e inoltre denunciava «i gravi attachi e le intimidazioni a Kalemeh», il giornale legato a lui, che il 22 giugno era stato invaso dalla polizia che aveva arrestato i giornalisti. Nel comunicato numero 8 invece parla dei ripetuti attacchi della radio-televisione e delle agenzie di Stato e di quelle legate al governo come il giornale Keyhan, ribadendo che deformano i fatti e hanno cambiato l'atmosfera al proprio vantaggio.
Rivolgendosi alla gente, Mousavi dice che «usando gli strumenti di comunicazione che sono vostri, loro hanno nascosto i brogli elettorali e gli incidenti lancinanti che sono avvenuti. Lo hanno fatto allo scopo di screditare in modo diretto o indiretto il sottoscritto che, come voi, vuole percorrere la strada per riprendersi i propri diritti».
I collegamenti intanto si fanno più difficili. Il telefono non funziona sempre. Connettersi a internet spesso è un problema: non è stato semplice far giungere questa lettera. Si sente in giro che i Guardiani della Rivoluzione hanno ripreso a fare irruzione nelle case per arrestare gli oppositori, e la prima cosa che cercano sono telefonini e computer. C'è paura, c'è tensione: ci hanno massacrati in questo periodo sia fisicamente in strada ma anche psicologicamente mentendo nei media e creando un clima paranoico dove tutti pensano di essere spiati. Forse non sono tutte paranoie ma sono convinta che a parte i capi riformisti, giornalisti e intellettuali che vengono arrestati per reati su internet li scelgano a caso solo per dare l’esempio. Altrimenti non basterebbero le prigioni per mettere dentro mezzo Iran.
Hanno ricominciato anche a sequestrare le parabole satellitari, vietate dalla legge, ma praticamente diffusissime. I sequestri non sono una novità: lo hanno sempre fatto. Il primo segnale è il rumore di un elicottero che volteggia sul quartiere: vedono così dove sono più fitte le antenne. Ma questo ci permette anche di smontarle e di nasconderle. Prima del 12 giugno, arrivavano, sequestravano, facevano una multa e poi. quando se ne andavano, bastava una telefonata all'antennista di fiducia per reinstallarla in un paio d'ore. Ogni iraniano ha il suo uomo di fiducia per quello che gli serve. C'è chi lo rifornisce di parabole e gli sintonizza i canali; chi di CD di musica occidentale e della diaspora persiana di Los Angeles e di film di tutti i tipi su DVD e di tutti i generi: nazionali, stranieri, quelli consentiti e soprattutto quelli vietati, dall'avventura al porno; e poi c'è chi lo rifornisce anche di alcool: birra, vino, superalcolici. Certo, è tutta roba per chi se la può permettere.
Le autorità io credo che sappiano tutto, ma non riescano a controllare.
Oggi non so come sono le cose, non so se sarà così semplice dopo un'irruzione ripristinare di nuovo le cose con una telefonata.
Tehran è cambiata per sempre, si porta delle ferite che non si dimenticheranno facilmente, ogni strada ci ricorderà i bei giorni della campagna elettorale e delle violenze e il sangue versato in queste due settimane.
Anche noi siamo cambiati: usiamo meno il cellulare, gli sms non si posso mandare dalla sera del 12 giugno e l’Agenzia delle telecomunicazioni dichiara di non sapere nulla. Ma comunque non vogliamo più usare gli sms.
Non ci servono, ci arrangiamo con le mail e i social network
, ma solo avendo ovviamente un bel rompi filtro. Ho letto una mail con le indicazioni, dopo i fatti recenti, di eseguire semplici ma importanti comportamenti nell’uso della chat e della posta elettronica.
Diceva: «È molto importante che il programma Microsoft Yahoo Messanger per chattare non venga utilizzato, perché si serve di protocolli di sicurezza (ISP, ICP, ITC) che possono essere violati rendendo le comunicazioni intercettabili. Al suo posto utilizzate il sito (...) il quale essendo un “programma” è immune da violazioni nei protocolli di sicurezza.
Vi consiglio di scaricare (...) programma opensource multipiattaforma (Windows, Linux, OS-X) che permette di effettuare un'analisi dei dati internet per capire se qualcuno sta cercando di entrare nelle nostre comunicazioni (mail, web, messanger).
Prima che riescano a filtrare l’accesso anche ad altri siti per l’invio di mail, l’unico indirizzo di posta elettronica sicura è quello di (...), da cui si può accedere attraverso il sito (...). Per rendere la mail di (...) sicura bisogna andare nel pannello di settings e alla voce “browser connection” smarcarla; utilizzate sempre https e non http.
Salvate la vostra rubrica di mail onde evitare che venga cancellata. Nell’invio di mail a catena fate attenzione a cancellare i mittenti
». Bisogna imparare tutto a memoria per non lasciare tracce.
Questo solo per dare l’idea del clima di cospirazione che stiamo vivendo adesso in Iran.
Si sono creati gruppi su Face Book che hanno il fine di boicottare i prodotti pubblicizzati dalla Tv di Stato, come ‘’Citoz’’ nota marca di patatine e merende, oppure che deformano il famosissimo slogan della Nokia “connecting people” in “jailing people” (imprigiona la gente - ndr), dopo il recente scandalo che ha visto due aziende europee (anche la Siemens) vendere al regime iraniano tecnologie avanzate per controllare meglio il sistema di telefonia e internet. Si parla molto di questo nei blog e a me viene spesso in mente che ci possano essere altri “tradimenti”. Ma la cosa che ci fa più paura è di rimanere isolati, che il resto del mondo non si occupi di noi.
Io intanto ho scoperto su internet che il modo migliore per far volare meglio i miei palloncini è usare il gas metano. Vado sul balcone di casa e faccio volare i miei, quelli degli altri che sono stati gonfiati con il fiato invece non volano.
Ma non importa, l’iniziativa ha avuto un discreto successo. Ora dobbiamo inventarci altre forme di protesta: sta girando la proposta di legare strisce verdi, il colore dell'Onda, ovunque. Ma c'è anche il timore che questa possa diventare un'altra scusa per scatenare nuova repressione.

Fatemeh Karimi

Fonte: Iran: così riusciamo a eludere la censura

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