Dopo le discussioni sulle veline si passa all'esposizione delle lauree come presunzione di qualità.
Allora diventa necessaria una riflessione sulla qualità delle lauree.
La valutazione della preparazione, capacità, intelligenza e onestà intellettuale delle persone può, e dovrebbe, prescindere dalla laurea per molti motivi:
- la laurea si ottiene sempre e con certezza solo per merito?
- quali sono gli insegnamenti che ricevono i laurati?
Forse: nozionismo, omologazione, sudditanza, dialettica, ripetizione compulsiva e priva di riflessioni autonome?
Un pappagallo sarebbe in grado di laurearsi?
Tutto il percorso universitario sembra impostato con ordine militaresco, a volte anche poco rispettoso dei diritti degli studenti, e sembra avere l'obiettivo di selezionare i soggetti (persone) più flessibili e subordinati.
Di base per laurearsi è sufficiente avere una buona memoria per ripetere a memoria le nozioni, intelligenza medio/bassa? e poi chissà che altro...?
Inoltre, l'insegnamento universitario, già problematico e corrotto nel passato, si è andato omologando allo stile USA: nozioni, conoscenze chiuse e limitate a pochi argomenti, scarsa interdisciplinarietà.
E poi c'è il problema delle costose università private: che tipo di selezione avviene? per soldo o per merito?
Vi è mai capitato, parlando con un lauerato, di chiedervi: ma come è possibile che questa persona sia laureata?
Ricordiamo che se siamo a livelli di gravità economica e degrado culturale è proprio perchè questo tipo di laureati hanno diretto.

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