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Piccole imprese gestite da donne più solide di quelle degli uomini

Piccole imprese gestite da donne

Poco tempo fa abbiamo parlato dell'anomalia che vede le donne imprenditrici dover fornire avalli di uomini per ottenere finanziamenti. L'anomalia diventa ancora più incomprensibile leggendo il comunicato Unioncamere secondo il quale le piccole imprese gestite da donne restitono di più di quelle gestite da uomini. Secondo il comunicato diffuso da Unioncamere il 3 marzo: fare impresa in tempi di crisi è più difficile ma, a guardare il bilancio dei titolari di imprese individuali – ovvero le piccole e piccolissime attività imprenditoriali - il 2008 evidenzia una migliore ‘tenuta’ di quelle guidate dalle donne rispetto alle performance di quelle con a capo un uomo. Se lo scorso anno le poltrone dei piccoli imprenditori individuali si sono ridotte complessivamente dello 0,91%, quelle occupate da donne hanno infatti limitato le perdite allo 0,84%, mentre quelle dei concorrenti uomini hanno ceduto lo 0,94%. Nel biennio 2007-2008 le titolari donne di ditte individuali sono rimaste stabili in valore percentuale: sono infatti il 25,5% del totale dei titolari, praticamente su 4 titolari di ditte individuali, una è donna. In totale, alla fine del 2008 erano poco meno di 900mila le donne alla guida di queste piccole e piccolissime imprese, presenti soprattutto nel commercio, nell’agricoltura e nei servizi dove si concentra complessivamente il 72% di tutte le “poltrone” rosa rilevate da Unioncamere e InfoCamere sulla base dei dati del Registro delle Imprese delle Camere di Commercio. Considerando i soli settori quantitativamente più rappresentativi, rispetto al 2007 questo piccolo esercito si è comportato relativamente meglio dei colleghi uomini in particolare nei servizi alle imprese (che includono, tra gli altri, i servizi ausiliari al settore immobiliare, l’informatica, i servizi professionali e consulenziali), facendo registrare un aumento del 2,9% a fronte del 2,3% realizzato dai colleghi dell’altro sesso; nei servizi alla persona (che includono le attività culturali, ricreative e sportive): +1% a fronte della crescita zero degli uomini; negli alberghi e ristoranti (+0,37 contro +0,1%), nella sanità (+5,1 contro –2,1%). Significativo anche l’aumento di titolari nel settore delle costruzioni (+6,9 contro il +1,1% degli uomini). Tra i settori che nel 2008 hanno complessivamente subito una riduzione di titolari individuali - sempre considerando quelli numericamente più significativi - le donne hanno fatto relativamente meglio degli uomini in agricoltura (-2,2% contro –2,7%) e nei trasporti e comunicazioni (-0,8% contro –3,8%). Più dure per le donne, invece, le conseguenze della crisi in settori tradizionali quali il commercio (-1,5% le titolari donne, contro il –1,2% degli uomini) e le attività manifatturiere (-2,1% contro –1,8%), mentre decisamente negativo è stato il bilancio rosa in un settore a forte concentrazione di piccole imprese femminili come quello dell’istruzione (-8,1% rispetto al +0,9% degli uomini).



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