Chi è Povia? arrivato secondo al Festival di Sanremo 2009 con la canzone "Luca era gay", nel 2006 ce ne faceva un quadro Mario Luzzato Fegitz, ecco il suo articolo integrale pubblicato sul Corriere della Sera:
<<Povia, la nuova star dei giovani cattolici a un mese esatto da Sanremo, dove ha festeggiato la vittoria facendo l'elogio della famiglia e della fedeltà coniugale Povia sempre più icona cattolica della musica leggera. Quasi la «voce» dei Papaboys. Intervistato da Avvenire («il mio inno alla famiglia»), in copertina su Famiglia Cristiana, applaudito a Colonia dai giovani cattolici, domani sarà la vera star della celebrazione vaticana per Papa Wojtyla. E lui, Povia, ancora ai posti alti delle classifiche col brano «Vorrei avere il becco» in questo ruolo ci sta? «Baluardo cattolico io? Beh forse. Le etichette sono sempre dietro l' angolo. Ma quando, fra qualche anno, verrà fuori la mia anima politica ci rimarranno tutti male». Resta il fatto che «Vorrei avere il becco» e pure la precedente «I bambini fanno oooh» sono già finite nel «club» delle canzoni simbolo come «La coppia più bella del mondo» o «Felicità» di Al Bano e Romina. Gli ambienti progressisti lo guardano con diffidenza per alcune prese di posizioni contro l' omosessualità e le adozioni da parte di coppie gay. «Ho detto solo che l' omosessualità è estranea alla mia mentalità e educazione. E sono anche contrario a che una coppia gay possa adottare un figlio. Io ho una bambina di 15 mesi e ritengo che un bambino debba avere una figura maschile e una femminile. Sono favorevole però all'estensione alle coppie di fatto anche omosessuali di una serie di diritti civili». Non teme di restare inchiodato al tema della fedeltà coniugale? «Sono molto eclettico e ho vari temi e stili. Però lo ammetto: il finale è sempre quello, perché io sono in genere abbastanza moralista. Non però un predicatore, le prediche non piacciono a nessuno. Il pezzo che lancerò fra poco si chiama "Tu sei scemo": il protagonista si guarda intorno e vede la gente giudicare senza guardarsi dentro. Tutti pensano che lui è scemo e non è vero. La morale è "che siamo tutti figli di quell' Arca e se diluvierà chiamate Noè e speriamo che non si scordi i due liocorni". Poi lancerò "Ti insegnerò" ("che dare è meglio che avere perché se non ti aspetti niente ciò che ti arriva lo saprai godere"». Ma davvero una coppia deve stare insieme per forza? «Se un rapporto non funziona no. Però mi sembra che oggi non si lotti più per stare insieme soprattutto nelle coppie giovani. Nel dopoguerra c' era entusiasmo per la ricostruzione di un Paese. Adesso non c' è tensione sociale nè politica e quando tira aria di disgregazione è chiaro che chi ci rimette sono i figli». Proclama la sincerità ma una piccola bugia l' ha trasmessa: nel duetto di venerdì lui e Baccini sembravano vecchi amici e invece... «Invece avevamo solo in comune il manager, Angelo Carrara. Per questo sono stato il primo a sentire "Fragile", la canzone di Baccini esclusa dal festival. Mi era piaciuta. E ho deciso di farlo salire con me sul palco. Abbiamo finto di essere amici di vecchia data e ci è riuscita bene, perché avevamo provato e riprovato davanti allo specchio con due bottiglie di shampoo come fossero microfoni». Colleghi? «A Sanremo ho avuto un bel feeling con i Nomadi, Simone Cristicchi e perfino con Anna Tatangelo, una bella persona». Ispirazione cattolica, valori tradizionali, centrodestra o centrosinistra? «Siamo in periodo elettorale e schierarsi è d' obbligo. Credo che persone di grande cuore possano far funzionare sia il capitalismo che il socialismo». Come la mettiamo con il fatto che lei convive, ma non è sposato? «Io ho fede, ma non pratico, non sono ossequioso dell' aspetto istituzionale della religione. Per questo non mi sono ancora sposato con la mia compagna con la quale vivo da 13 anni. Ma sicuramente lo farò». Le canzoni di Povia hanno sempre uno slogan. «La gente ha bisogno di una direzione, soprattutto i giovani». Progetti? «Un Tour che parte il 1° maggio dalla Sicilia». Quindi di sicuro non sarà al Concertone dei sindacati in Piazza San Giovanni? «Bisogna fare delle scelte. E io ho scelto piazza San Pietro. Insomma o vai dal Papa o vai al 1° Maggio». Wojtyla o Ratzinger? «Mi e rimasto nel cuore il primo, il secondo mi piace perché è un dotto». E se domani sera potesse restare a tu per tu col Papa, cosa gli direbbe? «Che ognuno ha bisogno del suo tempo per farsi voler bene da tutto il mondo». SLOGAN Le mie canzoni sembrano slogan perché la gente ha bisogno di una direzione, soprattutto i giovani PREDICHE Lo ammetto: il finale è sempre quello Non sono però un predicatore, le prediche non piacciono a nessuno GAY Anti-gay? No Ho detto solo che l' omosessualità è estranea alla mia mentalità e alla mia educazione>>
Luzzatto Fegiz Mario Pagina 49 (5 aprile 2006) - Corriere della Sera
fonte: Corriere della sera

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