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Espianto organi, chi lo autorizza?

Pensando alla vicenda di Eluana Englaro, riguardo le polemiche sulla potestà decisionale a proposito di cure e del mantenimento in coma vegetativo, mi è sorto un interrogativo, (un paragone): nel caso di espianto degli organi di persone decedute, anche in coma, chi è che decide? Che io sappia decidono i familiari e lo fanno senza che venga fatta nessuna indagine legale sul volere del decedente/deceduto. Non posso fare a meno di notare che il discorso non quadra... Mi pare che si voglia, a seconda di come "conviene", espropriare i cittadini del diritto di decidere della loro vita e del loro corpo. Perchè non dovrebbe essere valido il testamento biologico olografo per certificare la volontà della persona il cui diritto di scelta è già sancito dall'art.23 della Costituzione della Repubblica Italiana? Legislazioni che impedissero la libera scelta ed espropriassero libertà decisionali sull'esistenza dei cittadini sarebbero incostituzionali.

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Commenti

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Ritratto di Ariaora
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Non ha colto l'essenza dell'interrogativo

Caro dottore,
la ringrazio per la delucidazione, tuttavia devo farle notare che non ha colto l'essenza del mio interrogativo:
- a chi spetta la potestà decisionale sulle cure e sul mantenimento in coma vegetativo?

Non era la disquisizione tecnicista-biologica del concetto di vita che mi interessava. Il mio interrogativo riguarda la libertà di scelta che in caso di incapacità di intendere e volere viene trasferita ai parenti stretti (es. nel caso di espianto organi, come lei ha chiarito molto bene). Non vedo perchè non debba accadere lo stesso per il coma vegetativo (oltretutto per una persona vegetante da 17 anni, con la schiena spezzata, gli organi in via di distruzione, diciamo... ad un livello molto meno vitale di uno "zombie").
Secondo me mantenere forzatamente in "vita" Eluana è stato un atto di crudeltà orrenda contrario alla sua volontà di cui i genitori sono stati solo portavoce.

 
Ritratto di marco santini
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Re: Non ha colto l'essenza dell'interrogativo

ma veramente è lei che ha parlato di "espianto d'organi anche in paziente in coma chi decide", io ho solo cercato di chiarirle il concetto che il donatore non può essere in coma , ma deve essere morto, si tratta ovviamente di morte cerebrale, e cioè il donatore deve essere un cadavere ma a cuore battente, tra stato di coma anche gravissimo e morte cerebrale c'è una differenza enorme e cioè la differenza della morte, della "colliquazione di tutto il cervello".
un paziente in coma in stato vegetativo persistente come eluana non è e non sarebbe mai stata una donatrice d'organi, proprio perchè non era morta. poi se vogliamo dire che su eluana si sono consumati 17 anni di accenimento terapeutico sfonda un portone e su questi temi i rianimatori si battono da anni, ma il nostro paese forse non è ancora pronto perr affrontare un discorso di "limitazione di cure per coomorbilità" e cioè porre un limite terapeutico nel caso di concomitanza di altre patologie gravi che comunque limitino la prognosi.
nei casi di comi vegetativi non essendoci una normativa specifica, le terapie vengono decise dai medici affrontando i problemi caso per caso, il tutore legale resta però sempre il parente più prossimo se è effettivamente in grado di svolgere quel compito, in assenza di un parente qualificato i medici chiedono al giudice di nominare un tutore.
marco santini
la spezia

 
Ritratto di Ariaora
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Re: Non ha colto l'essenza dell'interrogativo

Marco, ho capito quello che intende dire, magari il mio gergo tecnico-medico non è corretto e la ringrazio per aver precisato (anche se riguardo la "morte tecnica" di Eluana ho letto pareri medici molto contrastanti).
Quello che intendevo dire è che il problema va al di là del tecnicismo, se esiste l'autoderminazione per l'espianto organi non vedo perchè non dovrebbe valere per l'accanimento terapeutico:
se si consultano i parenti per l'espianto organi perchè mai non si dovrebbero consultare a proposito dell'accanimento terapeutico?
La persona in coma vegetativo è incapace di intendere e volere, se in vita ha espresso le sue volontà devono essere rispettate.
Penso che ogni cittadino abbia diritto di decidere in autonomia e che non sia affatto giusto che medici o politici possano essere messi in condizione di espropriare questo diritto.

 
Ritratto di marco santini
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Re: Non ha colto l'essenza dell'interrogativo

lei continua a sottovalutare il fatto che il prelievo d'organi avviene ad un morto, certamente inusuale, i medici rianimatori a questo punto hanno due strade che dipendono dal consenso dei parenti al prelievo d'organi: se il consenso viene negato il "cadavere a cuore battente" verrà obligatoriamente staccato dal respiratore ed il suo cuore in pochi minuti cesserà di battere, se invece e come speriamo acconsentiranno alla donazione immediatamente saranno attivate tutti i canali già preallertati durante l'osservazione di morte, in modo da portare il più presto possibile il donatore in sala operatoria.
ma nel caso di coma vegetativo non c'è una norma specifica, come invece per i trapianti che hanno una legge dedicata, per cui vige il buon senso di chi cura ed anche dei parenti, mi dispiace so di deluderla e condivido il suo stupore, ma questo è il paese in cui viviamo.
mi interessano molto queste tematiche e come anestesista rianimatore credo di fare un lavoro oscuro, se crede mi contatti pure.
marco santini
arcano@cdh.it

 
Ritratto di Ariaora
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Re: Non ha colto l'essenza dell'interrogativo

mi permetta, non sottovaluto per nulla la condizione dello stato (vivo, morto). Il diritto vale per tutti e riguardo la propria vita ognuno decide per sè.

In Italia c'è forse difficoltà a rispettare la Costituzione?
*********
Costituzione Italiana Art. 32.
La Repubblica tutela la salute come fondamentale diritto dell'individuo e interesse della collettività, e garantisce cure gratuite agli indigenti.
Nessuno può essere obbligato a un determinato trattamento sanitario se non per disposizione di legge. La legge non può in nessun caso violare i limiti imposti dal rispetto della persona umana.
*********

C'è il problema pratico del documentare le volontà della persona? basta lasciare un documento scritto (testamento) come si fà per le proprietà. Il corpo, la vita è dell'individuo e la Costituzione garantisce questo diritto.
Eventuali leggi che violano il rispetto della persona sono incostituzionali.
Tuttavia, se il documento scritto non c'è può valere - come avviene per l'espianto organi - quanto riferito dai rappresentanti legali. Se, viceversa, quanto riferito dai familiari (rappresentanti legali) non vale per l'accanimento terapeutico allora non vale neanche per l'espianto organi.

 
Ritratto di marco santini
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Re: Re: Non ha colto l'essenza dell'interrogativo

in sanità non c'è nessuna difficoltà a rispettare la costituzione, ma mi permetta una divagazione: non c'è come non c'è in nessuna parte del territorio italiano e cioè nulla di dichiarato espressamente, per cui se le parlo di diritto allo studio?di diritto al lavoro?di ricevere una giustizia uguale ed in tempi ragionevoli? convengo con lei che però nell'ambito sanitario la cosa è più irritante.
però le devo far presente che in 13 anni di lavoro passati in rianimazione più di una volta abbiamo destinato in residenze opportune tutti i casi di coma persistente(pazienti rimasti in coma dopo arresto cardiaco o lesioni cerebrali per ischemia o emorragia) ai quali come di routine avevamo praticato una tracheotomia ed una peg(posizionamento di una cannula nello stomaco direttamente dalla parete addominale) e mai è emersa una volontà preesistente. la gente difficilmente pensa a queste situazioni ed i familiari si aggrappano alle speranze più remote,e inoltre è vero anche che la maggior parte delle persone è impreparata ad affrontare questi argomenti, certo è vero che normalmente tendono ad ascoltare il parere dei medici, ma quando sarebbero maturi per una decisione più drastica è anche vero che ormai hanno a che fare con altre strutture (non più in rianimazione) che hanno molto interesse al fatto che il paziente sopravviva e quindi sono portati e indotti a sperare. si è mai chiesta di sono le strutture che accolgono i casi tipo eluana? sono prevalentemente se non esclusivamente private convenzionate con il ssn e religiose.
il problema non era se far morire eluana per privazione di idratazione e nutrizione (cioè per fame e sete), ma come ha fatto a sopravvivere una paziente in quello stato per 17anni, in quanto non basta essere nutriti per sopravvivere in quelle condizioni , ma anzi andando incontro a facili inalazioni di cibo (polmoniti gravissime) le saranno stati somministrati antibiotici e poi per prevenire embolie polmonari per immobilità nonostante la fisiokinesi, le saranno stati somministrati antitrombotici, e poi avrà avuto cistiti ed infezioni dele vie urinarie e quindi altri antibiotici ecc..ecc.., però il padre avrebbe avuto una via d'uscita : portarla a casa, non negli ultimi giorni dove orma si era massmedializzato tutto, ma molti anni prima e avrebbe chiesto al medico di famiglia un'assistenza puramente per l'idratazione e la nutrizione, allora senza nessun farmaco eluana sarebbe morta in pace in breve tempo.
tutto questo per dirle che il testamento biologico è importante, ma non risolverà il nostro problema, in quanto il povero signor welby aveva dichiarato la propruia volonta coscientemente e liberamente e non solo non gli è stato dato ascolto per molto tempo, ma quando un collega dopo opportuna sedazione lo staccò fu anche denunciato da dei sciagurati.
quindi torno sui miei passi: l'unica via d'uscita è creare dei criteri per la limitazione delle cure per coomorbilità e cioè pore un limite alle terapie nel caso ne esistano delle altre più gravi che facciano pensare a comunque una prognosi infausta, ma penso che si aprirebbe un altro dibattito su prognisi infausta e patologie gravi.
ha idea di chi compone il consiglio superiore di bioetica? ci vada e si farà un'idea del tono e delle argomentazioni.
arrivederci
marco santini
la spezia

 
Ritratto di Ariaora
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Re: Re: Re: Non ha colto l'essenza dell'interrogativo

Riguardo le speculazioni economiche di cui parla, che dire... purtroppo si leggono spesso notizie del genere riguardo le aziende convenzionate. Fare il medico deve essere un lavoro davvero pesante quando fatto con coscienza e libertà. Per i cittadini avere bisogno di cure mediche può essere, ormai, fonte di paura che va oltre la malattia stessa (Sarebbe interessante un'indagine statistica: ti fidi delle strutture sanitarie? chissà cosa risponderebbe la gente).

Tornando al discorso del testamento biologico secondo me è già avvalorato di per sè dalla Costituzione Italiana. Se si facesse una legge specifica non dovrebbe in alcun modo violare il principio costituzionale della libertà di scelta.

Riguardo a Beppino Englaro è vero che avrebbe potuto seguire vie più semplici, è un cittadino da ammirare e imitare anche per questo. Grazie a lui ed altre persone che non hanno scelto la via più semplice, ma quella della ricerca di giustizia, si parla di questi problemi.

 
Ritratto di marco santini
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facciamo chiarezza:

facciamo chiarezza: innanzitutto il caso di eluana englaro non c'entra nulla con la donazione d'organi in quanto era viva seppur in coma vegetativo da molti anni, ma viva. la donazione d'organi avviene esclusivamente da pazienti in morte cerebrale e cioè dopo essere stati giudicati tali da una commissione appositamente nominata
dalla direzione sanitaria dell'ospedale dove è degente il paziente,ne fanno parte un medico rianimatore, un medico legale ed un neurologo.
questi sono pazienti che stanno esclusivamente in rianimazione e respirano grazie ad un ventilatore artificiale. la diagnosi di morte cerebrale avviene dopo un periodo di 6 ore nel quale la commissione compie un accurato e specifico esame neurologico e strumentale, il paziente che dona gli organi è morto per morte cerebrale e non per arrresto cardiaco, infatti si tratta di "cadaveri a cuore battente".il consenso viene cchiesto ai familiari nel senso che costoro dovrebbero riferire la volontà del paziente donatore attraverso documenti scritti o testimonianze, in mancanza di questo ci si rifà alla loro buona fede.
nel caso manchi il consenso alla donazione ,in ogni caso il paziente viene scollegato dal respiratore e sopraggiunge l'arresto cardiaco in pochi minuti, ma tutto questo avviene solo dopo l'avvenuta diagnosi di morte cerebrale. vorrei ribadire che in tutto questo eluana englaro non c'entrava nulla perchè era viva , era in coma vegetativo persistente.
marco santini
anestesista rianimatore
la spezia

 
Ritratto di Anonimo
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Re: facciamo chiarezza:

Non ti hanno detto che l’espianto di organi quali cuore, fegato, polmoni, reni, ecc., si effettua solo e sempre da persona in coma, con respirazione aiutata, e non da cadavere freddo e rigido come tutti intendiamo.
La persona viene incisa dal bisturi mentre il suo cuore batte, il sangue circola, il corpo è roseo e tiepido, urina, può muovere gambe, braccia, tronco, ecc...

 
Ritratto di marco santini
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Re: facciamo chiarezza:

non è vero che la donazione d'organi avviene da persona in come, ma si tratta di morte cerebrale , quella che avviene comunemente in tutte le morti per arresto cardiaco, solo che nel caso del donatore d'organi, esisteva una patologia cerebrale ti entità tale da comportare la morte cerebrale per assenza di flusso al cervello ancor prima senza arresto cardiaco, non a caso la morte cerebrale è ossevabile solo in rianimazione con paziente intubato in ventilazione artificiale, perchè se così non fosse dopo las morte cerebrale c'è la cessazione istantanea del respiro ed il conseguente arresto cardiaco.
sullo stato degli altri organi, certo che funzionano e devono funzionare anche bene visto che dovranno essere donati ad altre persone, ma la donazione deve avvenire in fretta perchè un paziente in morte cerebrale ha i minuti contati, ha degli sbalzi di pressione notevoli, dopo la morte cerebrale la pressione tende ad abbassarsio molto ed è pertanto difficile continuare a mantenere un flusso adeguato agli altri organi vitali.
ma perchè così tanta disinformazione gratuita?
marco santini
la spezia

 
 

 

 

 

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