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Pirateria stradale in aumento

Ogni anno centinaia di morti vengono causate da automobilisti che, spesso sotto l’effetto di droghe o di alcol, travolgono chi capita sulla loro strada e poi fuggono indifferenti alle morti che hanno causato. 

Secondo quanto riportato da uno studio dell'Asaps, l'Associazione amici sostenitori polizia stradale, in collaborazione con il periodico "Il centauro", nel 2008 sono stati rilevati 323 episodi di pirateria stradale, di cui è stato identificato il responsabile in 249 casi. Tra questi il 43,8% era sotto effetto di droghe od alcool, ma si tratta di una percentuale molto in difetto perché calcolata per forza di cose solamente sul numero dei responsabili identificati a breve distanza di tempo.

Lo studio rileva la differenza tra gli episodi di pirateria stradale rilevati nel 2007 (161) e quelli nel 2008 (323) con un aumento pari al 100,6%. Mediamente i responsabili di questi atti sono uomini tra i 18 e i 44 anni, sotto l’effetto di droghe o alcol, oppure con assicurazioni scadute o false. Per tentare di fornire informazioni e sostegno è stata fondata l’Associazione Italiana Vittime della Strada. Sulle pagine del suo sito ufficiale e del suo blog si possono trovare informazioni importanti e approfondite sulle leggi vigenti, su cosa fare in caso di incidente, oltre che riferimenti di psicologi e avvocati convenzionati con l’associazione, testimonianze, sentenze e comunicati stampa.

Perché se è vero che nè le campagne di sensibilizzazione né gli inviti lanciati da personaggi famosi a non mettersi al volante sotto l’effetto di droghe o alcol pare abbiamo gli effetti sperati (visto il costante incremento di questi episodi), è anche vero che non bisogna mai arrendersi, ma bisogna invece costantemente tenere alta in ogni modo l’attenzione pubblica sul dilagare di questa piaga sociale che potrebbe, in ogni momento, toccare direttamente ciascuno di noi.

Come scrive un utente sul blog dell’associazione:
Se uno buttasse ogni anno in Italia un piccola bomba atomica, piccola per fare lo stesso numero di vittime, allora sì che ne parlerebbero le prime pagine per mesi e mesi”.
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